Essere ignorante è una delle cose più belle che possano capitarci. Di questo cerca di convincerci Stuart Firestein nel suo Viva l’ignoranza! Il motore perpetuo della scienza.

Un’interessante opinione, quasi un manuale, così potremmo definirlo, in grado di aiutare ad affrontare i problemi da un punto di vista nuovo e che ci costringe a rivalutare il significato e l’utilità dell’ignoranza: perché tutti, nel nostro piccolo, siamo dei veri e propri ignoranti ed è proprio ciò che non conosciamo e non capiamo che ci spinge a porci domande e migliorare la nostra conoscenza giorno dopo giorno. Una parentesi di originalità e, perché no, di genialità da parte di uno scienziato e docente americano, Stuart Firestein, che ha saputo, nel suo Viva l’ignoranza! Il motore perpetuo della scienza, convincermi di quanto sia limitata e restrittiva l’accezione negativa e dispregiativa che attribuiamo oggi a questo termine.

Questo libro non solo ci spinge a rivedere le nostre convinzioni, ma offre anche molti spunti per approfondire questioni sulle quali non ci siamo mai fermati a porci domande. Perché è il porsi domande e cercare le risposte il potente motore che sostiene non la conoscenza, ma la piccola riduzione dell’ignoranza soggettiva e collettiva che, passo dopo passo, stiamo ottenendo. Vedere il mondo come un’infinita serie di stanze buie, all’interno delle quali possiamo muoverci a tentoni per scoprirne il contenuto: Firestein ci aiuta a comprendere meglio come rispondere ad un grande o piccolo quesito non sia un punto di arrivo, ma in realtà solo l’inizio di una nuova ricerca. Perché le domande portano ad altre domande e le risposte stesse a nuova ignoranza e nuovi quesiti che richiedono una soluzione: in ogni campo e in ogni applicazione.

Viva l’ignoranza. Il motore perpetuo della scienza è anche una raccolta di esperienze e aneddoti interessanti e a tratti divertenti, derivanti non solo dalla sfera personale dell’autore, ma anche dai coraggiosi, c’è proprio ad dirlo, docenti che hanno accettato di insegnare al suo corso sull’ignoranza: solo una mente estremamente aperta ed eclettica poteva ideare un corso che vede come oggetto di studio non ciò che è già noto, ma ciò che ancora non sappiamo. La capacità di affrontare l’insegnamento da un punto di vista così inusuale trasmette un concetto di basilare importanza: non conosciamo tutto. Anzi, in realtà quello che sappiamo è poco meno della capocchia di uno spillo infilzato sul proverbiale iceberg. E questo non può essere un limite, tutt’altro: è il più grande stimolo a continuare a cercare, porsi domande e lavorare per ottenere una risposta. Perché essere ignoranti è bello: ci permette di fare nuove scoperte. Davvero: riuscireste ad immaginare quanto sarebbe noioso un mondo in cui si conosce veramente tutto?

Autore: Stuart Firestein
Titolo originale: Ignorace: How It Drives Science
Traduttore: Sussanna Bourlot
Editore: Bollati Boringheri
Prezzo: 14 euro
Pagine: 156
Anno: 2013

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