Un sogno che attraversa un secolo, questo Vintage Dream di Erica Stephens. Amanda gestisce un negozio di abiti vintage nella New York del 2007. La sua passione è antica, nata quando sua madre, ora quasi hippy a Woodstock, la portava in giro per negozi e centri commerciali in cerca di affari, contrattando sul prezzo e riuscendo sempre ad avere il migliore, per poi ritrovarsi piene di roba che rivendevano nel giardino di casa.

Le persone la chiamano per vendere i loro abiti, per svuotare cantine e cassettoni di gente che non c’è più. Lei tocca, guarda e sceglie tutto ciò che la riporta indietro nel tempo, aggiusta gli abiti armata del suo cestino del cucito e li rivende a prezzi esorbitanti. Amanda è brava nel suo lavoro, la passione per il vintage non è solo estetica ma culturale, con una mamma che è volata a vivere nella natura, circondata da vecchie cose prese ai mercatini delle pulci e un’amica che realizza e vende bottoni di tutte le specie e colori. Il suo mondo è quello, ma sua è anche la sofferenza di una donna trentanovenne che porta avanti una relazione con un vecchio compagno di scuola sposato. Sente la mancanza di non aver realizzato il suo desiderio di maternità, per aver voluto mantenere una relazione senza sbocco. E poi non riesce a dormire, perciò va un ipnotista.

Vintage DreamQuesta è la sua situazione quando va a far visita a una donna di 98 anni, che l’ha chiamata per vendere tutti gli abiti contenuti in un baule. Abiti dei primi del Novecento, abiti eleganti, che le fanno venire l’acquolina in bocca. Presi accordi con lei e con il nipote dell’anziana signora che dovrà portarglieli a casa, Amanda porta via con sé solo alcune cose. Tra i pochi indumenti che decide di tenere con sé subito sente qualcosa di strano cucito all’interno di un manicotto: tira fuori un piccolo diario. La sua curiosità supera l’istinto di consegnarlo alla signora. In fondo vuole solo leggerlo. Lo leggerà prima di restituirlo. Inizia il sogno vintage.

Olive è una ragazza che nel 1907 ha 19 anni, proprio quando inizia a scrivere il diario regalatole da suo padre, a cui è fortemente legata dopo la morte di sua madre. Si sono trasferiti a New York da Cold Spring da quando il padre ha avuto l’incarico di direttore del Woolworth nella Trentaquattresima Strada. Lei, Olive, ha un desiderio: essere una donna indipendente e lavorare come responsabile acquisti in uno dei grandi magazzini che a inizio secolo sorgevano a New York.

Come si può immaginare che Amanda restituisca il diario senza averlo letto? Quella donna diventa presto il suo idolo. Le strade di Olive e di Amanda iniziano a intrecciarsi in maniera simpatica e ironica, stupefacente.

La giovane donna del XXI secolo e la ragazza del XIX si sono incontrate, i loro destini da questo momento sembreranno inestricabilmente legati. Amanda seguirà il suo percorso di crescita e consapevolezza con una forza diversa, che le viene dall’esperienza di quella ragazza, segnata da sofferenza e desiderio di affermarsi in un ‘epoca che alle donne ancora rendeva tutto molto difficile. Le timide rivendicazioni d’indipendenza di Olive, come donna, negli United States dei primi del Novecento, diventano vittoria nel momento in cui c’è qualcuno che legge quelle speranze, e quel qualcuno è una donna del Duemila che sta facendo la sua battaglia.

I capitoli e la lettura si alternano con i titoli: OLIVE e AMANDA. Le due storie si srotolano contemporanee, trascinando il lettore in due mondi diversi per età e costumi, ma uguali per rivendicazioni, emozioni e desiderio di affermazione. Dopo circa metà libro sembra anzi, leggendo all’interno dei capitoli senza tornare a vederne il titolo, di non riuscire più a distinguere chi sta parlando. Le storie si intrecciano, i luoghi rivivono attraverso Amanda che vuole di volta i volta ritrovare le atmosfere raccontate e descritte da Olive.

Vintage Dream ci porta tra le strade di New York di ora e di un secolo fa, ci fa viaggiare con le protagoniste nelle prime metropolitane, salire le prime scale mobili dei centri commerciali, ci fa immaginare di stare nei luoghi evocati o vissuti, come un sogno di Amanda in cui siamo trascinati anche noi lettori. Così veniamo a conoscere ciò che Amanda scopre nella lettura del diario, in tempi che “ruba” alle vicende della sua vita privata e professionale che stanno andando a rotoli, al punto che succede al lettore ciò che accade a lei: non vede l’ora di tornare a leggere il diario, di scoprire il mistero che pagina dopo pagina si palesa… chi è l’autrice i quel diario? Facciamo i conti degli anni che sono passati, ma fino alla fine né noi né Amanda siamo in grado di capire quale delle protagoniste del diario è colei che lo ha scritto e in che relazione è con l’anziana signora che le ha venduto gli abiti. Fino alla fine, quando un colpo di scena, nella vita di Amanda ma anche nella vita di Olive, ricompone tutto, due vite, due destini, due storie forti raccontate con la leggerezza di una trascinante ironia.

Autore: Erica Stephens
Titolo: Vintage Dream
Traduttore: A. Tissoni
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 440
Prezzo: € 16,40 rilegato; € 3,99 e-book
Data pubblicazione: 6 marzo 2014

the author

Docente di Lingue Straniere nella scuola superiore, si dedica da diversi anni a collaborazioni editoriali e giornalistiche; svolge saltuariamente l’attività di traduttrice. Vorrebbe che fosse il contrario, che cioè le costanti e le variabili dei suoi impegni fossero invertite, senza nulla togliere a quanto le consente di vivere continuando ad amare e comprare libri. Intende rimanere nella redazione finché i suoi alunni lo consentono.

No comments yet.

HAVE SOMETHING TO SAY?