Il Misantropo di Menandro: un bisbetico da domare

Il Misantropo di Menandro: un bisbetico da domare

Se sei convinto che i tuoi beni ti resteranno per tutto il tempo, allora guardati bene dal farne parte a qualcuno. Se invece non ne sei veramente padrone, se quello che hai non appartiene a te, ma alla fortuna, non devi esserne geloso. Forse già la fortuna sta per toglierteli e darli a un altro, forse indegno. E per questo direi che tu devi, finché li possiedi, usarli con generosità, aiutare gli altri, agevolare quante più persone tu puoi.

Per la prima volta vi presento in questa rubrica una commedia della Nea, la commedia nuova, la fase del IV-III secolo a. C. della produzione comica che riflette il cosmopolitismo successivo al dominio macedone e porta in scena temi universali: l’instabilità della fortuna, l’amicizia, la solidarietà, i conflitti familiari. L’autore più rappresentativo della Nea è l’ateniese Menandro, allievo di Teofrasto, successore di Aristotele e autore dei Caratteri, una sorta di summa degli svariati profili psicologici e sociali presenti nel panorama contemporaneo.