Quando c’era Marnie di Hiromasa Yonebayashi

Quando c’era Marnie di Hiromasa Yonebayashi

Non sarà l’inarrivabile Hayao Miyazaki (La città incantata, Il castello errante di Howl, Si alza il vento), ma Hiromasa Yonebayashi sembra proprio uno dei registi più interessanti della “nuova” generazione dello Studio Ghibli, la società di animazione fondata nel 1985 a Tokyo da Toshio Suzuki, Hayao Miyazaki e Isao Takahata (Una tomba per le lucciole, La principessa splendente).

Miyazaki: cantastorie per i piccoli, sensei per i grandi

Miyazaki: cantastorie per i piccoli, sensei per i grandi

Dopo l’Orso d’Oro e l’Oscar per Sen to Chihiro no Kamikakushi (La città incantata, 2001), la nomination all’Oscar per Hauru no ugoku shiro (Il castello errante di Howl, 2004) e il Leone d’Oro alla carriera nel 2005, il mondo occidentale ha spalancato gli occhi meravigliati sull’incredibile – per quantità, ma soprattutto per qualità – produzione di Hayao Miyazaki, poliedrico cineasta nipponico (regista, sceneggiatore, animatore e produttore) e insieme mangaka.

Estetica dell’imperfezione – Nebraska

Quando un film d’essai approda agli Oscar (la cerimonia, per definizione, meno d’essai che si possa immaginare) vuol dire che tocca qualcosa d’importante. Quest’anno è la volta di Nebraska, l’ultimo lungometraggio di Alexander Payne, viaggio on the road in bianco e nero di un padre e un figlio attraverso la provincia americana.

Harlock, l’antieroe che viene dall’Oriente

In un avvincente reboot realizzato in computer grafica, il Capitano è tornato. Bellissimo, maturo, tormentato, si muove e agita il mantello in una pellicola crepuscolare, dai toni nostalgici eppure innovativi, nella quale, in maniera sconvolgente, gli elementi visionari della filosofia nipponica prendono il sopravvento sulla trama stessa.