Uomini che odiano le donne: perché il femminicidio esiste ed è un problema

Uomini che odiano le donne: perché il femminicidio esiste ed è un problema

Il correttore automatico di Office Word segnala la parola “femminicidio” come un errore grammaticale. Sotto, un segno rosso eloquente. Clicco aggiungi, e il segno rosso scompare. Non è altrettanto facile nella realtà. Imperano i negazionisti, accanto a una sempre più vasta schiera di persone che ammette l’esistenza di un fenomeno con un comune denominatore riguardante le donne, ma che respinge l’idea che sia stata la cultura dominante maschile a sublimare il valore meramente funzionale (e subordinato) della donna che ha portato alla radicalizzazione del “conflitto fra sessi”, se per conflitto si intende la conseguenza alla naturale rivendicazione femminile per l’uguaglianza dei diritti, effettivi e non aleatori. La violenza fisica e il femminicidio sono le forme di discriminazioni che assommano tutte le altre e che investono la società trasversalmente. Risulta impossibile, infatti, conservare il valore tradizionale della figura maschile e nel contempo garantire le libertà fondamentali alle donne.

Donne nemiche

Donne nemiche

Be a lady, not a bitch. Questo lo slogan colorato che campeggia su uno sfondo bianco candido che mi è apparso nella home di facebook, condiviso da una donna, che si presume condivida quanto scritto nell’immagine. (Se ne trovano delle varianti su google immagini, comunque. Giusto per ribadire il concetto).