Nella Terra e nell’Età di Mezzo – Un confronto tra monaci medievali e hobbit

Nella Terra e nell’Età di Mezzo – Un confronto tra monaci medievali e hobbit

«Per trovare la via d’uscita da un labirinto», recitò infatti Guglielmo, «non vi è che un mezzo.»
Protendendo il lume in avanti mi spinsi nelle stanze seguenti. Un gigante di proporzioni minacciose, dal corpo ondulato e fluttuante come quello di un fantasma, mi venne incontro.
«Un diavolo!» gridai, e poco mancò mi cadesse il lume, mentre mi voltavo di colpo e mi rifugiavo tra le braccia di Gugliemo. Questi mi prese il lume dalle mani e scostandomi si fece avanti con una decisione che mi parve sublime. Vide anch’egli qualcosa, perché arretrò bruscamente.
«C’è qualcuno!» esclamai con voce soffocata.
«Se c’è, si è già accorto del nostro lume» disse Guglielmo coprendo tuttavia la fiamma con la mano. Poi si protese di nuovo in avanti e alzò la lucerna. Scoppiò a ridere.
«Veramente ingegnoso. Uno specchio!»
«Chi è costui?» domandò Frodo. «Non l’ho mai sentito nominare.»
«Forse no», rispose Gandalf, «gli Hobbit non hanno, anzi non avevano niente a che fare con lui. Egli è il grande fra i Saggi. La sua scienza è profonda e vastissima, ma il suo orgoglio lo è altrettanto, e qualsiasi intromissione lo indispettisce.»

E così frate Guglielmo da Baskerville e il suo novizio Adso da Melk, mentre esplorano il tenebroso labirinto della Biblioteca, incontrano inaspettatamente Gandalf il Grigio e l’hobbit Frodo.