L’Oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman

L’Oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman

Quando due anni fa è uscito questo romanzo, L’Oceano in fondo al sentiero, mi ci sono avvicinata con grande curiosità per tre motivi: il primo è che Neil Gaiman è uno dei miei autori stranieri preferiti di sempre e ogni nuova uscita che porta la sua firma è per me sinonimo di un giro in giostra annunciato; il titolo stupendo; e il terzo nasceva dai commenti non proprio entusiastici della critica, che aveva accolto il nuovo lavoro dello scrittore inglese con diffidenza. L’opinione comune era che Gaiman fosse scoppiato come autore geniale, che la sua vena creativa si fosse esaurita ma che, nonostante tutto, caparbio, avesse tentato ugualmente di scrivere un romanzo dei suoi, ma non ci era proprio riuscito.

Il tempo bambino, alla ricerca del meccanismo perfetto

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Il romanzo di Simona Baldelli offre un microcosmo surreale, il cui baricentro si chiama Mr. Giovedì, abile orologiaio, che insegue la felicità che non ha mai provato nell’età della fanciullezza quando l’innocenza permette di tuffarsi senza reticenze e forzature nel fluire dell’esistenza.