L’economia del dolore – Coerenza letteraria e lieto fine

L’economia del dolore – Coerenza letteraria e lieto fine

Il lieto fine è il cancro della letteratura. Non è un termine che usi con leggerezza. Il lieto fine, dopotutto, è quello che tutti vorremmo – quello per cui speriamo, aggrappati alle pagine come un naufrago allo scoglio, esigendo dalla letteratura quello che la vita troppo spesso non ci concede. Fa che si ritrovino. Che lui le dica che la ama. Che l’eroe sopravviva al suo viaggio. Che vivano per sempre felici e contenti. Là, chiaramente, nel più classico dei lieto fine, quello delle fiabe, si cela la prima menzogna: nessuno vive per sempre felice e contento. Prima o poi si muore. Ogni vita umana finisce in tragedia. Nessun lieto fine si garantisce, a meno che non avvenga un gioco di prestigio.

Un nuovo modello di eroe diversamente romantico

Un nuovo modello di eroe diversamente romantico

Se vogliamo lanciarci in qualche riflessione interplanetaria su usi e costumi, su personaggi letterari, televisivi e cinematografici saltano all’occhio alcune figure ormai scomparse.