L’amore in gioco – Callie Wright

L’amore in gioco – Callie Wright

Ambientato nella provincia americana negli anni ’90, L’amore in gioco è un romanzo corale la cui protagonista è una famiglia che inizia a crollare su se stessa nel momento in cui il perno che l’aveva tenuta unita fino a quel momento, Joanie – ‘Nonz’ per la nipote Julia – muore all’improvviso nel sonno. Tutti credevano che se ne sarebbe andato prima suo marito Bob, molto più anziano e malandato, ma alla fine, con un tradimento di cui non deve neanche chiedere scusa, è Joanie ad abbandonare per prima questa terra, lasciando il marito come, al contrario, non aveva mai voluto fare a causa dei continui tradimenti.

Viva l’ignoranza. Il motore perpetuo della scienza – Stuart Firestein

Essere ignorante è una delle cose più belle che possano capitarci. Di questo cerca di convincerci Stuart Firestein nel suo Viva l’ignoranza! Il motore perpetuo della scienza.

Colpa d’Amore – Elizabeth Von Arnim

Colpa d’Amore – Elizabeth Von Arnim

Ho divorato Colpa d’amore di Elizabeth von Arnim, mi ha coinvolto contro le mie previsioni. Ho scoperto un’autrice che non conoscevo, ma che ora si è aggiunta al gruppo dei miei preferiti. Il primo aspetto che colpisce di questo romanzo è sicuramente il tono frizzante, l’ironia che accompagna in ogni momento la storia, tanto che all’inizio si può pensare a Wodehouse o ad autori leggeri e ironici più recenti, stile Sophie Kinsella, ma man mano che ci si inoltra nella vicenda della strana adultera Milly ci si rende conto che c’è ben altro. Certo è un’eroina improbabile: è vicina alla mezza età e nel tempo ha perso la flessuosità della giovinezza ed è, beh, diventata rotondetta. Memorabile la scena quando proprio non riesce ad alzarsi da un divano troppo avvolgente.

La Corsa del Vento – Francesca Kay

La Corsa del Vento – Francesca Kay

Non è facile descrivere questo primo romanzo di Francesca Kay. Forse, perché risulta difficile trovare parole dopo essersi lasciati attraversare da questo vento di scrittura di cui parla il titolo. Rimane senz’altro il desiderio di conoscere l’autrice e la necessità di esplorare le radici da cui nasce la storia narrata. Infatti, la riuscita del romanzo consiste forse anche nel senso di incompiutezza che lascia, assolutamente non perché non soddisfi, anzi, ma perché quei dipinti descritti così perfettamente si ha voglia di vederli per davvero e non solo con la propria fantasia, la cui capacità simbolica è incredibilmente esaltata dalla scrittura della Kay.