"Agatha Raisin e la turista terribile" e "Agatha Raisin e la sorgente della morte" – M.C. Beaton

"Agatha Raisin e la turista terribile" e "Agatha Raisin e la sorgente della morte" – M.C. Beaton

Agatha Raisin è un personaggio molto intrigante. Più giovane di Miss Marple (evidente l’omaggio di M.C. Beaton ad Agatha Christie), ma comunque di mezza età, l’investigatrice si porta dietro tutte le contraddizioni dei suoi cinquant’anni: il volersi mantenere in forma e non farsi sconfiggere dal passare del tempo; il voler trovare l’uomo giusto dopo aver trascorso i precedenti decenni a costruirsi una carriera che l’ha resa sì indipendente, ma l’ha anche inaridita e resa cinica. Prendiamo oggi in esame due casi di questa detective, rispettivamente il sesto e il settimo della serie.

Perché etichettare i romanzi come femminili?

Perché etichettare i romanzi come femminili?

Non leggo romanzi. Di rado sfoglio un romanzo. Non crederà che io legga spesso romanzi. È davvero bello per essere un romanzo.” Questa è la solita cantilena. “E che cosa state leggendo signorina?” “Oh! È solo un romanzo!” risponde lei, mentre posa il suo libro con affettata indifferenza, o con momentanea vergogna. “È solo Cecilia, o Camilla, o Belinda“, o, in breve, solo un’opera in cui si dispiegano gli enormi poteri dell’intelletto, in cui la massima conoscenza della natura umana, la più felice descrizione delle sue sfaccettature, la più vivida dimostrazione di spirito e intelligenza, sono trasmesse al mondo nel linguaggio più ricercato.
Jane Austen L’Abbazia di Northanger, capitolo 5 traduzione di Giuseppe Ierolli.