Una madre morente, Annina, e il figlio al suo capezzale. Due giorni e due notti per rivivere, attraverso i ricordi, un lungo percorso che parte dalla Prima guerra mondiale e arriva ai giorni nostri. Enzo Gaiotto scrive un libro intimo e intriso di commozione, nel quale la memoria non costituisce un’immagine sbiadita e romantica, bensì s’impone con prepotenza nella coscienza del protagonista maschile.

copSMNVPLC-1-400x584Attraverso la lunga agonia della madre, il figlio analizza i propri errori: il matrimonio fallito alle spalle, la fulgida carriera da giornalista, il rapporto mancato e problematico con la figlia partita per gli Stati Uniti. Durante queste atroci e sofferenti ore, tutto viene ridimensionato e posto sotto la spietata lente d’ingrandimento della morte.

L’uomo seduto innanzi alla donna vicina alla fine non può più mentire, è costretto ad affrontare il proprio passato. Comincia così il racconto lirico e pacato di Annina, nata nella campagna di Garlasco, figlia illegittima di un tenente e adottata da Rino, operaio in una vetreria di Livorno, che crescendo si innamorerà di Toni, cantante dalle alterne fortune con cui concepirà il protagonista della storia, e poi di George, un ufficiale inglese arrivato in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Qui Annina si troverà di fronte a un bivio e dovrà compiere una scelta dolorosa.

Il libro alterna due piani narrativi: il presente, ambientato nel reparto ospedaliero dove si trova ricoverata Annina, avviluppato da un’atmosfera plumbea e malinconica, e il passato. Questa scelta permette di alternare anche due registri emotivi molto differenti, uno intimo, pregno di dolore, quello del figlio al capezzale della madre, l’altro più oggettivo, una vera e propria finestra per il lettore su Livorno e l’Italia del secondo Dopoguerra, descritta dai poveri, come Annina, e dagli emarginati.

Nonostante la trama prevedibile, la storia ha il pregio di toccare sentimenti profondi che alla lunga inducono alla riflessione. Annina, al termine dei suoi giorni, ripercorre tutto il suo cammino e s’intuisce che nonostante le sofferenze e le tribolazioni patite, compie un bilancio sereno della propria esistenza. Il figlio, invece, che ha ottenuto da subito la fama come giornalista, e non ha subito le medesime privazioni della madre, si trova ad affrontare una serie infinita di rimorsi e di rimpianti, per ciò che poteva fare e non ha fatto, per tutte quei momenti in cui poteva rimanere accanto alla famiglia e ha preferito dare priorità agli affari.

La scrittura di Gaiotto è equilibrata, il ritmo lento e quasi confortevole rafforza l’introspezione dei personaggi. Un lungo e triste congedo, che assume a tratti le forme di un monologo interiore. Lo scrittore sceglie di non raccontare gli attriti tra madre e figlio, i litigi che sussistono in qualsiasi rapporto familiare, bensì si focalizza su quest’ultimo istante: il capezzale di una madre morente e il dolore senza tregua del figlio, quasi a creare un muto ed estenuante dialogo tra i due parenti, in cui s’intrecciano i cammini paralleli di queste due figure, e proprio attraverso quest’ultimo viaggio insieme, ciascuno troverà il coraggio di fronteggiare e risolvere i propri spettri.

Solo me ne vo per la città, edito da Las Vegas Edizioni e quarto romanzo di Enzo Gaiotto, scrittore e fotografo livornese trapiantato a Pisa, è in realtà la riscrittura riveduta e corretta della sua prima opera, pubblicata con il titolo La finestra socchiusa nel 2007 (Edizioni Il Molo), a cui avevano fatto seguito Rosso Katmandu (Edizioni Las Vegas, 2012) e Il colore delle parole (Pacini, 2013).

Autore: Enzo Gaiotto
Titolo: Solo me ne vo per la città
Editore: Las Vegas edizioni
Pagine: 246
Prezzo:€ 14.00
Data di pubblicazione: dicembre 2014

the author

Valeria David è nata nel profondo Sud dove vive e lavora. A otto anni le regalano “La Figlia del Capitano” e se ne innamora. Senza fissa dimora, per anni è costretta a girare per lo Stivale finché non decide di stabilirsi, per ragioni che ancora nemmeno lei comprende, nella terra dello Scirocco. Qui si laurea in Legge. Ha da poco tempo rispolverato penna e calamaio e si è rimessa a scrivere.

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