Sii libera e zitella!

Titolo provocatorio in risposta a quello stampato sulla copertina del libro di Costanza Miriano, Sposati e sii sottomessa. Titolo davvero di pessimo gusto (e tristissimo) ma che, ahimè, ritrae il pensiero di una bella fetta di donne.

Mi ritrovo in un novello medioevo, mi vien da dire. Decenni di lotte femministe buttate nel cesso. Parità di diritti? Libertà? Non rientrano nel dizionario di una brava moglie, a quanto pare. Come se diventare moglie e figliare quanto più possibile sia l’unico modo in cui una donna possa realizzarsi. Perché tante donne hanno così poco rispetto per se stesse da accettare  queste “pratiche” serenamente, almeno all’apparenza? Non credo che nessun essere umano possa essere felice se sottomesso ad un altro (ma forse sono punti di vista, chissà), soprattutto se viene considerato meno importante, come è sempre stato per le donne.

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata.
Oriana Fallaci

Nella descrizione del booktrailer del romanzo della signora Miriano (QUI) si legge anche: “Ci sono ruoli che non si discutono, pena l’infelicità familiare e l’insoddisfazione personale. Parola di moglie felice, realizzata… sottomessa!Posso dire che non sapevo che la sottomissione fosse intrinsecamente legata alla felicità e alla realizzazione di una donna? E poi si continua dicendo: “L’importante è che permetta al marito di fare il padre, che gli dia autorità, che gli restituisca il posto da più parti messo in discussione, quello di capofamiglia: insomma che sia sottomessa, in modo creativo e felice.” Mi pare di capire che l’ideale familiare in cui uomo e donna siano posti sullo stesso piano, perchè parimenti importanti, non sia contemplata minimamente. Si inneggia all’ideale femminile sottomesso all’uomo — una specie di ritorno allo stato primordiale, praticamente (in realtà basterebbe tornare indietro nel tempo di non molti decenni — e si strumentalizzano pure passi bibliciSpose siate sottomesse ai vostri mariti» è l’invito di san Paolo nella Lettera agli Efesini) che invece dovrebbero essere debitamente contestualizzati in base al periodo storico a cui ci riferiamo e in cui vengono scritti.

Un altro problema è che in una famiglia in cui l’uomo è “l’autorità” e la donna è la “parte sottomessa” anche i figli riceveranno un cattivo esempio di unione di coppia. Gli viene inevitabilmente trasmesso il paradigma sbagliato di quella che dovrebbe essere una famiglia, ma che poi, probabilmente, metterà anche in pratica. E ritorniamo al punto di partenza. Ai figli non bisognerebbe insegnare che la donna per essere felice deve essere sottomessa all’uomo, ma proprio il contrario. Bisognerebbe insegnare in prima istanza il rispetto per la donna. E sarebbe già un grande passo.

Con il titolo di questo post non voglio invitare le donne a non sposarsi e a restare “zitelle” (che brutta parola!), ma solo a non accondiscendere a un matrimonio del tipo descritto sopra solo perché sembra l’unico modo per essere felici e sentirsi realizzate. Non è così. Ed è davvero triste che qualcuno nel 2012 la pensi ancora così, e anzi cerci di diffondere un pensiero che per decenni si è cercato di eliminare. Detto questo, giusto perché son curiosa di vedere cosa c’è scritto, leggerò il libro della Miriano e vi farò sapere in un nuovo post. Giusto per non farsi mancare niente. 

Sposati e sii sottomessa
Pratica estrema per donne senza paura

L’uomo ha quello sguardo da cacciatore che potrebbe rivelarsi utilissimo se una beccaccia sfrecciasse in salotto, ma che lo rende totalmente inetto a reperire il burro nel frigo. La donna si lamenta, e vorrebbe che lui le dicesse quanto è brava, eroica e meravigliosa: lui, ammesso che sia rimasto nella stanza ad ascoltare, cercherà una soluzione rapida al problema. Sposare un uomo, che appartiene irrimediabilmente a un’altra razza, e vivere con lui, è un’impresa. Ma è un’avventura meravigliosa. È la sfida dell’impegno, di giocarsi tutto, di accogliere e accompagnare nuove vite. Una sfida che si può affrontare solo se ognuno fa la sua parte. L’uomo deve incarnare la guida, la regola, l’autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell’emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell’accoglienza e del servizio. Sta alle donne, è scritto dentro di loro, accogliere la vita, e continuare a farlo ogni giorno. Anche quando la visione della camera dei figli dopo un pomeriggio di gioco fa venire voglia di prendere a testate la loro scrivania. In questa raccolta di lettere originali ed esilaranti Costanza Miriano scrive di amore, matrimonio e famiglia in uno stile inedito: se fosse per lei produrrebbe delle encicliche, ma siccome non è il Papa mescola i padri della Chiesa e lo smalto Chanel, la teologia e Il grande Lebowski, sostenendo con ferrea convinzione la dottrina cristiana del matrimonio senza perdere d’occhio l’ultima uscita di Philip Roth. D’altra parte, come scriveva Chesterton, «non c’è niente di più eccitante dell’ortodossia».

the author

Alessandra Zengo corregge storie (degli altri) per lavoro e studia filosofia per hobby. Dal 2009 si interessa di editoria. www.alessandrazengo.com

15 Readers Commented

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  1. Malitia on 10 Giugno 2012

    Non.ci.posso.credere.

  2. Alessandra Zengo on 10 Giugno 2012

    Credici. Purtroppo esiste. E ti consiglio di visionare il sito dell’autrice e vedere e leggere i pezzi sulla stampa che sono stati scritti su questo libro. Tristezza unica.

  3. MA quindi non è una semplice provocazione, tanto per portare alla riflessione sul tema, ma sensibilizzare alla non-misoginia.
    Una donna che inneggia al maschilismo, più repellente di un qualsiasi semplice idiota maschilista.

    A proposito di questo argomento, tempo fa mi trovai a parlare di una donna che sta con un uomo molto potente e ricco, ma che lei stessa si ritrova a criticare.
    Non di certo bonariamente.
    Ci sta insieme, segue le sue “tracce” ma quando è davanti ad estranei, ha da giustificare ogni mossa sbagliata e rude con “…eh, ma mio marito vuole così!”.
    Solo perché quell’uomo le consente di stare in una certa classe sociale e lei ritiene che sia giusto così.
    Ovviamente nessuno è vittima, ci possiamo sempre ribellare se vogliamo una vita diversa, ed è quindi ovvio che lei se avesse voluto si sarebbe separata.
    Ma mi fanno ribrezzo queste donne che SCELGONO una vita del genere, accanto ad un uomo che è padrone della loro vita, solo perché costui può dare loro una certezza economica.
    A che prezzo?
    La bella vita in cambio della libertà.
    Proporrei una variante del tuo titolo: “Sii libera, povera e zitella!”.

  4. Anonymous on 10 Giugno 2012

    Santo cielo che orrore!
    Ieri leggevo su questo sito il post sul romance e io mi son schierata con quelle che dicevano che se una donna nell’amore erotico voleva far la sottomessa andava bene, e la penso effettivamente così se una vuol esser sottomessa nell’erotismo a me non disturba, MAAAAA non nella vita!
    Una cosa sono i giochi erotici una cosa è la persona e come si pone nei confronti degli altri!
    Mi spaventa tantissimo questo maschilismo dilagante ,sopratutto se è una donna che lo promuove!
    Che figli alleverà questa coppia???? Che maschi alleverà???? Orrore!
    S.M.

  5. Matteo on 10 Giugno 2012

    Mah, io non ho parole. -___-

  6. 21 grammi on 11 Giugno 2012

    Abbeh… pensavo, speravo!, di trovare scritto da qualche parte che titolo e concetto fossero sarcastici………. no eh? :/ -_-

  7. Anonymous on 11 Giugno 2012

    Personalmente sono molto curiosa di leggere la recensione xché questo libro mi incuriosisce molto. Ho letto un’intervista dell’autrice in cui diceva che tra i suoi fan ci sono molti uomini ( e credo sia chiaro a tutti il motivo ) però li bacchettava dicendo che la frase della Bibbia che inizia con “mogli state sottomesse ai mariti” continua con “mariti amate le mogli come Cristo ama la chiesa” cioè vale se gli uomini sono disposti a sopportare ogni tortura e a morire in croce x le loro donne… Mi aspetto certamente qualcosa dI antifemminista e di bigotto però mi incuriosisce… Dovrai leggerlo o toccherà di farlo a me! 🙂

  8. missloislane79 on 11 Giugno 2012

    Il mio blog si chiama La Zitella Felice…credo, con questo, di aver detto tutto…:P

  9. Simona on 11 Giugno 2012

    Non vorrei dire… Ma il dubbio sulla fedeltà degli uomini, tra l’altro, le è venuto quando scriveva sto libro da buttare nel cesso?
    C’è un motivo se gli uomini di un tempo si sposavano, tanto per fare figli legittimi, e poi andavano a p……..e, per soddisfare le proprie voglie no?
    Come si fa a credere che l’essere sottomessa dia felicità a se stessi ed alle persone che ti stanno vicine?
    Parlo anche dei figli… Loro come potrebbero mai rispettare le proprie madri e mogli?
    Poi ci chiediamo come mai tante donne vengono brutalizzate e/o uccise (anche se questo è un esempio estremo, non significa che non succeda per questi motivi nella vita reale).
    Se l’uomo non rispetta la donna, in generale, che sia nella vita sentimentale, che nella sfera lavorativa, allora dove possiamo andare? come le donne arabe? che devono mettersi il burca?
    Se un uomo non rispetta la donna, allora non riesce neanche ad accettare un rifiuto… Per loro non avrebbe senso essere rifiutati da un essere inferiore no?
    La gente dovrebbe sempre stare attenta alle parole che usa, perché la parola è potere all’interno della società.
    La maggioranza degli uomini che leggerà questo libro, non presterà troppa attenzione al continuo della frase della Bibbia, a loro rimarrà in mente solo la parte della sottomissione…
    Non che con questo tutti gli uomini siano così decerebrati (almeno spero…), però, se gli uomini pensano che sottomessa sia meglio allora, davvero, preferisco stare sola tutta la vita…
    D’altronde, meglio soli che male accompagnati no?

  10. Simona on 11 Giugno 2012

    Ancora solo una cosa… il sottotitolo è “Pratica estrema per donne senza paura”…
    Questa autrice lo sa che la maggioranza delle donne sottomesse ed infelici, non lasciano i mariti per paura? … Io non so… l’avranno drogata per scrivere sto libro del c…o? … magari anche fustigata mentre c’erano? Mah!

  11. Anonymous on 11 Giugno 2012

    ma di che generazione é questa donna? non dirmi di andare a vedere nel suo sito perché non ne ho nessuna voglia… (chissà come mai)
    ma il punto é che nella mia generazione (trentenni) non conosco una sola donna che sia sottomessa al marito o al compagno o viva secondo questi dettami bigotti e retrogradi.
    io nella mia coppia e cosi’ quelle di tutte le mie amiche, viviamo nel completo rispetto e condivisione di diritti e doveri, senza distinguere tra “compiti da maschio quali la guida” e “compiti da femmina quali la sottomissione”.
    io credo che la signora sia di un’altra generazione e sono convinta che questo modo di pensare stia lentamente scomparendo. (grazie al cielo)
    anche perché, perdonatemi, ma sono del tutto convinta che sia la tipica donna che vedendo il disagio di alcuni uomini di fronte alle donne sicure, forti e indipendenti di oggi, predica il ritorno al passato.
    é vero che la ribellione delle donne degli ultimi cinquant’anni al trattamento maschilista e paternalista che hanno subito per millenni ha scombussolato psicologicamente l’assetto mentale del maschio medio, ma bisogna guardare al futuro e spiegare al maschio medio che c’é un modo per sentirsi uomo e virile senza per questo tornare ad essere maschilista e paternalista.
    ma c’é ancora molta strada da fare a quanto sembra…

    Manu

  12. Elena Bigoni on 11 Giugno 2012

    Mi permetto di lasciarvi la Biografia presente sul suo Blog

    “Costanza Miriano è nata 41 anni fa a Perugia e vive a Roma.

    Sposa e mamma di quattro esseri che sarebbe ottimistico e incauto definire bambini, due di razza maschile e due femminile, un tempo era laureata in lettere classiche, ma attualmente studia le tabelline.

    Aspirante casalinga, attualmente è giornalista alla RAI, tg3 nazionale (ma collabora anche con Avvenire e Il Timone). E’ cattolica fervente, e, convinta che in cielo si vada solo per raccomandazione, cerca sempre dei canali preferenziali per arrivare al Capo Supremo. Trova che la messa e il rosario siano quelli che funzionano meglio.

    Non c’è molto altro da aggiungere al suo curriculum, se non che ha corso varie maratone, il che poi è venuto utile nel gestire una famiglia estrema.

    Sposati e sii sottomessa è il suo primo libro.”

  13. LaLeggivendola on 12 Giugno 2012

    Sono disgustata. Vedrò di coprire tutte le copie di ‘sto abominio che trovo con titoli improbabili, sotto i quali potranno rimanere sepolte nel loro estremo squallore.

  14. Claudia on 18 Maggio 2013

    Bello parlare di cose che non si conoscono, eh? Leggendo i commenti si vede lontano un miglio che il libro non l’avete manco sfiorato. Il vostro è un gesto di libertà, ma non di pensiero
    Prima i fatti, poi le opinioni, altrimenti non ha senso e parliamo di aria

  15. Anonymous on 23 Maggio 2013

    io il libro l’ho letto ed è un ABOMINIO!

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