Un romanzo quello di Melania Mazzucco sulla paternità se lo si vede dalla prospettiva dei due uomini, protagonisti di un amore travolgente e profondo Giose e Davide, un romanzo sulla unicità se lo si considera dal punto di osservazione della protagonista, l’adolescente Eva, figlia di due padri; per tutti può essere il romanzo sulla cultura, «l’unica ricchezza che si possa arrivare a possedere su questa terra» e sul tempo per sapere sempre dove ci si trova e «catturare le ore perfette, ed essere al posto giusto in quel momento».

Eva in preda al furore per essere stata ripetutamente offesa e denigrata spinge sulle rotaie della metropolitana un suo compagno di classe, verso cui sente un affetto ancora non ben definito. Da quell’episodio scatta nella ragazzina di undici anni la volontà incrollabile di fuggire dagli zii affidatari e di andare a cercare suo padre Giose che, dalla morte dell’altro suo papà Davide Gagliardi, professore universitario di letteratura latina cristiana e «affascinato dall’arte di calcolare il tempo», è andato a vivere, affranto dalla perdita del suo compagno, in completa solitudine a Visso, un minuscolo scrigno sugli Appennini. Dai giudici è stato riconosciuto inadatto a curare e accudire quella che sulla carta è la figlia di Davide Gagliardi, morto per un incidente di moto a 41 anni; da quel momento vive nell’attesa struggente del ricongiungimento ufficiale e sancito dalla legge con Eva, sua figlia.

Il ritrovarsi di padre e figlia conduce Giose-Yuma, vecchia stella del punk-rock degli anni Ottanta, che ha pubblicato un volume con le liriche delle sue canzoni dal titolo Sei come sei, a raccontare a Eva, incredibilmente acuta e intelligente, i momenti della sua storia d’amore con Davide e della gestazione di Eva nel grembo della madre surrogata di nazionalità armena.

Ci piacevano gli stessi film, detestavamo le stesse persone, ci capivamo anche solo guardandoci. La vita dell’uno orbitava intorno a quella dell’altro e ne traeva forza, e luce. Suppongo che l’amore sia questo.

sei-come-sei-melania-mazzuccoSi apre uno squarcio su un universo di tensioni sentimentali fortissime che spingono due omosessuali ad andare fino in Armenia per comprare una madre surrogata e attuare il loro desiderio fortissimo di paternità.

Alcune surrogate tenevano a sottolineare l’aspetto romantico del loro mestiere, si presentavano come missionarie della cicogna, desiderose di distribuire la felicità di cui avevano goduto e che agli aspiranti genitori era negata.

Il finale aperto lascia presagire l’integrazione di Eva nella rete sociale dei suoi coetanei, che fino a quel momento l’ha apertamente ostracizzata per via della sua unicità. Melania Mazzucco si cala nelle pieghe spesso oscure e indecifrabili di un’adolescente, Eva, e ne riporta i pensieri e i sentimenti aderendovi emotivamente. Nel caso specifico Eva è il sogno divenuto realtà di due uomini che si sono amati perdutamente e hanno affrontato fatiche, sacrifici e soldi per diventare padri.

Nella coppia Davide è l’intellettuale colto, progressista che afferma:

Io credo nell’uguaglianza. Tutti devono avere gli stessi diritti e le stesse opportunità. È una vita che lotto per queste cose. Ma invece mi sono incaponito a mettere al mondo un figlio che parte disuguale. Non avrà le stesse opportunità degli altri bambini. Gli mancherà sempre qualcosa. Non può mai essere completo chi è costretto a dimenticarsi di sua madre. E io non voglio danneggiare un altro essere umano per rendere felice me stesso.

Parole queste che innescano riflessioni sempre aperte sull’opportunità per gli omosessuali di avere figli. Giose, invece, è il bello atletico e muscoloso che adora cucinare e prima di incontrare Davide si nutriva esclusivamente di musica.  I salti temporali fra passato remoto, passato prossimo e presente a volte infastidiscono la lettura, ne rallentano il movimento interno al libro, che ne rimane inceppato. Non è facile seguire i percorsi intricati e spesso nebulosi dei piani cronologici e se anche il tempo «non è una realtà, un fluire universale, indipendente dai sistemi di riferimento. Il tempo è percezione. E anche volontà». Tradurre quest’idea nelle sequenze narrative di un romanzo è disorientante per il lettore medio.

Questo romanzo intriso di riflessioni e delucidazioni su quadri e monumenti, che denotano la perizia competente dell’autrice in storia dell’arte, non riesce a scalfire la primazia indiscussa de Il giorno perfetto, finora il migliore romanzo della Mazzucco, infarcito com’è di frasi banalmente moralistiche o di stereotipi noiosi del tipo «non si può voler bene stando lontani. Il bene si nutre delle cose di tutti i giorni, della presenza oppure la sfortuna si compensa, il bene e il male si tengono in equilibrio, nel mondo-altrimenti nessuno potrebbe sopravvivere e ancora i difetti fisici si possono correggere, la bellezza si acquista con la personalità. Solo la stupidità non è operabile.»

Un romanzo coraggioso per la tematica ma non convincente per la struttura e per l’ordinario disegno dei personaggi, nessuno veramente indimenticabile.

Autore: Melania G. Mazzucco
Titolo: Sei come sei
Casa Editrice: Einaudi
Collana: Stile Libero
Pagine: 235
Prezzo: € 17,50
Data di pubblicazione: 8 ottobre 2013