Il talent letterario made in Italy il cui scopo era trovare un “capolavoro” da pubblicare in 100.000 copie per Bompiani si è concluso domenica 30 marzo: ho aspettato qualche giorno per cominciare a tracciarne un ricordo e una possibile valutazione perché il quadro editoriale che ne scaturirà si sta ancora delineando in questi giorni.

Certo è che, partita prevenutissima e per niente soddisfatta dalla prima puntata del programma (al contrario del nostro Andrea Marzella, che ne aveva tracciato qui un ironico ritratto pop), mi sono davvero dovuta ricredere: fatti fuori nelle eliminatorie prenatalizie un bel po’ di luoghi comuni, di personaggi francamente imbarazzanti, il programma si è rivelato per la sua dirompente funzionalità televisiva, che mi ha tenuta incollata puntata dopo puntata, permettendomi inoltre di affezionarmi ad alcuni dei partecipanti.

Sfide di ogni tipo, spesso discutibili e sempre nuove: dalla scrittura breve (“scrivi l’epitaffio del tuo avversario”, “manda un sms erotico”), al cimento sui testi di canzoni, dalla più classica prova del racconto con tre elementi obbligatori da inserire alla reinterpretazione di fiabe, momenti storici e personaggi (tra i tanti Oriana Fallaci, Massimo Troisi, Mia Martini, Papa Francesco), il tutto con ospiti d’eccezione, tra i quali si sono distinti l’onnipresente e simpaticissimo Luca Bianchini, l’autorevole Concita De Gregorio, il vignettista Vauro, l’intenso Michele Placido, il cantautore Roberto Vecchioni.

Che dire delle presenze fisse? Il ruvido Andrea De Carlo è diventato via via più affabile con il procedere del programma, Giancarlo De Cataldo sempre arguto, e la sorniona Taiye Selasi è stata dolce, comprensiva e attenta alle emozioni della scrittura fino alla fine. E spero per lei che il suo primo romanzo (edito da Einaudi) ne abbia guadagnato in fama. Persino il coach Massimo Coppola è riuscito a far salire i suoi punti simpatia, affiancando con cameratesco affetto i partecipanti nelle varie prove e spostamenti. Su Elisabetta Sgarbi mi trovo impacciata, che quasi commentandola ho paura di sciuparla: con i suoi occhietti saettanti e le sue poche parole pesate, ha dato un tocco di classe alle prove finali del programma e non si è potuto non amarla quando, investita della responsabilità di incoronare un vincitore, ha scelto la strada più difficile, preferendo alla “ex letterata ed ex marketing” Raffaella Silvestri (autrice di un “rosa d’autore”), lo scrittore serbo Nikola Savic, 36 anni, autore di un ruvido romanzo “di strada” ancora da limare.

E personalmente l’ho amata ancora di più quando, dalle pagine del Corriere, qualche giorno fa ha annunciato che il vincitore non sarà l’unico a trovare spazio nel catalogo Bompiani: alla pubblicazione in pompa magna (con annessa super presentazione al Salone del Libro di Torino) di Vita migliore di Nikola Savic seguiranno a ruota La distanza da Helsinki dell’ambiziosa Raffaella Silvestri, Fight night (romanzo sul mondo del pugilato del talentuoso Stefano Trucco, un colto e riservato cinquantenne impiegato all’ufficio decessi di Genova), La settima coorte (del plurinominato all’eliminazione Stefano Bussa, cardiologo e giallista romano, bravo nella scrittura quando ispido nella personalità), e Pierre non esiste (romanzo atipico del giovanissimo e promettente Lorenzo Vargas, mina vagante e enfant terrible della squadra, forse il più atteso da chi vi scrive). Nella lista della Sgarbi compaiono anche altri due nomi, per me non altrettanto condivisibili: l’aspirante Bukowski Lilith Di Rosa e l’ex tossicodipendente Lorenzo Raffaini; e chissà che alla prova dei fatti non si rivelino anche meglio dei precedenti. Sì, perché questi sono tutti giudizi aprioristici: è ancora difficile dire se questo strano esperimento di provare a portare qualcosa di così privato e meditativo come il processo scrittorio sotto i riflettori accecanti della televisione sia stato un successo o un fallimento, perché, aldilà dello share (che ha comunque assicurato una media di 500.000 spettatori fissi) i romanzi in questione non hanno ancora superato la prova più difficile: il giudizio dei lettori. Elisabetta Sgarbi dice che per lei Masterpiece comincia adesso e come per lei, anche per noi sarà così, aspettando l’uscita dei romanzi protagonisti del talent.

A quanto pare Vita migliore di Nikola Savic sarà proposto a un prezzo lancio di 12,90 euro e uscirà insieme al Corriere della Sera e (verosimilmente) gli altri seguiranno a ruota. Resteremo a vedere e per il resto, almeno per chi vi scrive, l’esperimento Masterpiece può dirsi fino ad ora riuscito, se non altro per il coraggio dimostrato a voler rivelare, almeno in parte e per quanto possibile, qualcosa di ciò si agita nelle menti di chi crea con le parole, che si tratti di romanzi, di sms, di canzoni, di articoli, di dediche per libri. Un dialogo perpetuo che è continuato su Twitter e su Facebook, ampliando le ambizioni del programma anche dal punto di vista social. Il tutto con intorno una patina pop iconoclasta propria del televisivo, che toglie polvere all’aureola dello scrittore per farla brillare di lucine a led. Ben venga e si rassegnino i puristi.

E voi? Avete seguito il programma? Che cosa ne pensate? Quale di questi romanzi attendete con maggiore impazienza?

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