Si vive una volta sola, ma purtroppo non è sempre così – Paul Valenti

Dopo un iniziale fastidio dovuto dal doppio prologo, un po’ noioso e ripetitivo ma necessario per la comprensione globale, mi sono addentrata nella narrazione vera e propria. Ogni capitolo presenta due sezioni, A e B, all’interno delle quali si alternano le riflessioni dello stesso protagonista, giovane e anziano. Lo stile di scrittura alterna costruzioni sintattiche e termini elaborati con frasi semplici, secche che accolgono espressioni dialettali piemontesi. 

Il primo capitolo narra del primo amore e delle fantasie che si costruiscono su di esso, Paul porta a passeggio il cane Chicco e incrocia la donna amata, la quale si discosta parecchio dall’ideale dell’innamorato. Si rivela uno scorcio narrativo delizioso e divertente per quanto riguarda le considerazioni del protagonista nei confronti del suo cucciolo, il quale non trova nessun impedimento nel gettarsi tra le braccia della ragazza desiderata.

Le pagine seguenti raccolgono una carrellata di pensieri e riflessioni varie che toccano temi molteplici e di difficile comprensione come l’amore, la vita, Dio, la morte. Si analizza la perenne inquietudine umana e della derivante tensione scaturita dalla ricerca della libertà, della felicità e di un senso della vita stessa. Tali argomenti vengono elaborati dall’autore attraverso l’uso di numerose citazioni, miti e leggende di culture esotiche, ad esempio, molto bello il passo che ripropone una visione tradizionale indiana e che recita:

“La vita di un uomo è divisa in quattro stagioni precise e distinte, ognuna con i suoi frutti, i suoi diritti e i suoi doveri.”

Vorrei precisare, però, che la maggior parte di tali citazioni non sono corredate da un apparato informativo causando al lettore due problemi: 
a) Il lettore, non potendo risalire al vero e legittimo proprietario della citazione, viene privato di quella informazione necessaria per approfondire o comprendere a fondo un eventuale percorso svolto dall’autore;
b) Le riflessioni di altri si mescolano con quelle del narratore e non si capisce quali siano da attribuire allo scrittore o ad altri. Così facendo non si riesce a distinguere il pensiero originale dal sapiente assemblaggio di espressioni altrui.

A eccezione di quest’unico “inconveniente” che mi sento di rilevare, il libro ti guida a scoprire angolini narrativi piacevolissimi che riassumono, con chiarezza e semplicità, la differenza vigente tra Oriente e Occidente, i complessi meccanismi scattati durante la guerra del Vietnam e che introducono alla cultura vietnamita. Ma ogni capitolo sfiora con grazia un periodo storico dell’Italia che va dalle ideologie sessantottine al concetto di democrazia, dal desiderio di fuga e libertà all’amara presa di coscienza dei limiti della cosiddetta società borghese, radicati nelle stesse persone che li disprezzavano. Sono molti i personaggi del passato giovanile del protagonista che si intrecciano nel racconto, di essi vengono svelate le qualità, ma anche smascherate le ipocrisie.

In generale il romanzo è piacevole, scorrevole e ben costruito, ma in poche occasioni riesce a far breccia nel lato emotivo del lettore, ad eccezione, forse, dei capitoli conclusivi. È un testo estremamente cerebrale, a volte difficile da seguire dato che il pensiero vero e proprio, si sa, non è mai lineare o logico ma una valanga di stimoli diversi che ruotano nella testa per poi irreggimentarne una parte con la comunicazione scritta e parlata. Tuttavia è in grado di donare spunti di riflessione validi e momenti di sincera e reale meditazione.

Autore: Paul Valenti
Titolo: Si vive una volta sola, ma purtroppo non è sempre così…
Sottotitolo: Confessioni fantasiose di un’esperienza paradossale
Casa editrice: e-book
Pagine: 226
Prezzo: € 3,80
Data di pubblicazione: 2013

the author

Laureata in Lettere e Filosofia con magistrale in Scienze del Testo e del Libro presso la Facoltà di Udine. Ex libraria, articolista, scrittrice di brevi racconti per hobby, Rita recensisce seguendo le sue inclinazioni. Curiosa e portata al dialogo intravede nella lettura l'opportunità di una continua crescita intellettuale mentre la scrittura è, a suo parere, un dono attraverso il quale esprimere e condividere idee, emozioni e intuizioni.

1 Readers Commented

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  1. Sandra on 8 Settembre 2013

    Forse avrebbe bisogno di un buon editing e potrebbe volare alto.

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