Ci troviamo nel Salento. Viorica, una donna ucraina sulla quarantina, che conosce pochissimo l’italiano, perde il lavoro a causa della morte dell’anziana signora di cui era badante. Le sta per scadere il permesso di soggiorno. Attraverso l’agenzia di servizi I sogni di Sonia per donne dell’Est, approda a Comasia, un paesino immaginario del basso Salento. Qui l’edificio più importante è Villa Magnano, la casa della famiglia più influente del paese, ormai in disgrazia. L’ex sindaco, del paese, Francesco Magnano, infatti, è morto lasciando la moglie Lucia ― che si fa chiamare Lina ― e il figlio Santo, trentenne, affetto dal morbo di Paget, che è menomato alle gambe. Si tratta dello stesso morbo che afflisse il compositore Beehtoven; forse anche per questo Santo ne è un grandissimo estimatore.

Madre e figlio avevano reagito alla stessa maniera alle sciagure e alla curiosità della gente, quasi si fossero messi d’accordo. Per i primi anni si erano rintanati in casa, due vecchi gatti ostinati che avevano perso il loro padrone ma non i loro spazi. Persino i domestici li avevano abbandonati, ma nessuno dei due ricordava con precisione quando. Caterina e Salvatore erano usciti da Villa Magnano in punta di piedi, ma non aveva scalfito le campane di vetro di madre e figlio. Entrambi inaccessibili, avevano dovuto riprendersi da quegli stravolgimenti, dagli ingombri di morte e malattia.

parole santePoi, dopo qualche tempo, Lina si riprende, comincia a frequentare la chiesa di Santa Caterina, dove è arrivato un nuovo parroco, Don Felice, e qui fa a gara con le altre bizzoche per conquistare i favori dell’uomo di Chiesa e dunque il Paradiso. Lina dona oltre metà della sua pensione alla Chiesa, riducendosi a mangiare cibo poverissimo e, addirittura, si fa convincere dal parroco a donargli la villa per conquistare la salvezza eterna. Suo figlio Santo è sul punto di acconsentire a firmare, a patto che restino usufruttuari a vita. A questo punto a Villa Magnano arriva Viorica, che stravolge tutte le carte in gioco. Vittorio Croce, amico intimo di Francesco e notaio di fiducia dei Magnano è sul letto di morte e Santo chiede chiarimenti al figlio Alessio, un avvocato poco convincente, che sembra essersi messo d’accordo con Don Felice riguardo alla donazione. Inoltre il viceparroco, Don Michele ― a cui Don Felice ha fatto lo sgambetto ― esorta Santo a non fidarsi dell’ecclesiastico.

Il rapporto di simpatia, nato da una comunicazione fatta di gesti e di Google traduttore fra Santo e Viorica diventa qualcosa di più serio, un’attrazione e forse anche l’amore; ma le loro vite sono rimaste imbrigliate nella trama di una vendetta che ha aspettato quindici anni per compiersi, una vendetta progettata e perseguita con cura, passo dopo passo da una mente fredda e malata.

Parole Sante racconta la provincia italiana con le sue comari pettegole e invidiose l’una dell’altra, con l’ipocrisia delle persone perbene e il loro razzismo camuffato, racconta del rapporto di cieca sudditanza di alcune donne nei confronti della Chiesa e dei suoi rappresentanti più carismatici, con una fiducia cieca e ignorante.

Il romanzo è raccontato in terza persona da un narratore onnisciente che sembra però voler confondere i giochi, facendo scorrere avanti e indietro la linea del tempo, con capitoli suddivisi in paragrafi brevi che si focalizzano su personaggi diversi. La Clesis talvolta introduce improvvisamente nuovi personaggi di cui ci si chiede quale sarà la funzione ai fini della storia. Ottiene così un ritmo incalzante che accelera la suspense, trascinandoci in un vortice di storie intrecciate di personaggi principali e comprimari che rendono questo romanzo un ottimo noir. Riguardo al linguaggio l’ho trovato fluente, nonostante le inflessioni dialettali inserite nei dialoghi. Non so se per un non-pugliese possa essere altrettanto scorrevole. Ho trovato tuttavia il salentino di Eva Clesis non sempre fedele. È pur vero che Comasia è un paese inventato (sebbene venga localizzato nei pressi di Poggiardo che, mi scusi se lo dico signora Clesis, si trova nell’arcidiocesi di Otranto e non nella diocesi di Lecce), tuttavia il dialetto risente troppo di influssi pugliesi più generali o addirittura siciliani, che fanno storcere il naso a un salentino.

Nonostante queste piccole imprecisioni linguistiche, Parole Sante è un romanzo noir davvero coinvolgente, con i suoi segreti oscuri che si svelano da un paragrafo all’altro nel passato, mentre al presente l’azione si fa via via più travolgente e mozzafiato. Un’eccellente prova per una scrittrice eclettica.

Autore: Eva Clesis
Titolo: Parole Sante
Casa Editrice: Perdisa Pop
Collana: I Corsari
pagine: 312
Prezzo: € 16,00
Data pubblicazione: 6 marzo 2013

2 Readers Commented

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  1. annaritaverzola on 8 Aprile 2013

    Hai stuzzicato la mia curiosità, lo comprerò! Un caro saluto, Annarita.

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