Assam, Darjeeling, Ceylon. D’un tratto rivedeva le scritte in bella grafia sulle etichette dei vari barattoli nella cucina della nonna. Con cura aveva segnato ciascun nome sulla carta, accompagnato da un motivetto decorativo che rappresentava, stilizzati, i fiori e le foglie del tè. Ora, sia il giardino che la serra erano un cumulo di cenere, proprio come la casa del capitano sul Mar Baltico.

L'isola delle farfalleL’isola delle farfalle è un romanzo che racconta la storia di un amore proibito, una saga famigliare che spazia dall’Inghilterra alla Germania, fino al Mar Baltico e, soprattutto, a Ceylon. È un romanzo carico di atmosfera, di mistero, di colori, di spezie.

Due storie parallele si snodano, alternandosi nella narrazione: la prima è quella delle due sorelle Tremayne, Grace e Victoria, che nel 1887 si recarono a Ceylon nella piantagione di tè, Vannattuppucci, che il padre Henry aveva appena ereditato dallo zio Richard, morto all’improvviso. Grace in un primo momento è delusa di non poter fare il suo debutto in società a Londra, davanti alla regina Vittoria ma poi, esattamente come sua sorella Victoria, viene conquistata dalle atmosfere esotiche e dai colori vividi della natura nell’isola a forma di farfalla.

L’altra storia racconta della bis-bisnipote di Grace, Diana Wagenbach, che sta vivendo un periodo critico col marito Philipp, che la tradisce. Deve affrontare, inoltre, la malattia e la successiva morte della sua parente inglese Emmely Woodhouse, pronipote di Victoria Tremayne. Una parente lontana, dunque, se non fosse che Diana è l’ultima discendente delle due sorelle Tremayne e che le eredi di Victoria sono legate da un giuramento alla memoria di Grace. Inoltre Emmely è quanto di più vicino a un genitore fosse rimasto a Diana. Coadiuvata dal fedele maggiordomo Mr Green, Emmely semina indizi in modo che Diana, anche dopo la sua morte, possa scoprire il grande segreto di famiglia affinché la storia di Grace non si perda per sempre.

foglie di palmaPer farlo, però, dovrà recarsi a Ceylon, perché deve trovare un lettore naadi che interpreti la foglia di palma con un oracolo che ha trovato celata nel cassetto della scrivania di zia Emmely. Grazie a un vecchio compagno di università, Diana si mette in contatto con uno storico del luogo, Jonathan Singh, per metà di origine inglese e per metà indigena, e con lui si recherà nella vecchia tenuta di famiglia, a Vannattuppucci, per cercare le tracce della sua antenata e delle sue origini.

Intanto, sul fronte ottocentesco, continua a svilupparsi la storia – storia di cui Diana verrà a conoscenza assieme a noi – di Grace e del suo interesse crescente per l’amministratore della tenuta, un giovane per metà tamil e per metà inglese, dalle origini oscure. Mr. Vikrama è molto affascinante e si dedica in segreto a un’arte marziale tradizionale dell’isola, il kalaripayattu. Il giovane è molto vicino al suo popolo, alle raccoglitrici di tè, alle tradizioni culturali e religiose dell’isola e le due sorelle Tremayne ne sono ammaliate, così come dai pappagalli, dalle farfalle e dai frangipani che colorano il paesaggio verdissimo delle foglie di tè.

Naturalmente, Claudia e Henry Tremayne, i genitori di Grace e Victoria, cercano di stringere i rapporti con gli altri inglesi di stanza nella zona di Nuwara Eliya, in particolar modo con i vicini di casa, gli Stockton, che hanno la tenuta più ricca della zona. Entrambe le famiglie auspicano un’unione fra i due eredi, Grace e George, ma Dean Stockton ha anche altri progetti: affascinato dalla bella Grace, vorrebbe mettere le mani sulla futura nuora per garantirsi un erede, certo che il figlio, un giovane rammollito che pensa solo a impagliare animali, non sarà all’altezza del compito. Grace, però, non ha nessuna intenzione di cedere a quel pervertito, anche perché si è ormai innamorata di Vikrama.

tea-pluckerQuesto romanzo ci fa immergere nell’atmosfera che regnava nelle colonie inglesi delle Indie Orientali, in particolare nello Sri Lanka. Scopriamo segreti sul tè coltivato a Ceylon e, anche se solo superficialmente, diamo una spiegazione all’origine dei conflitti ancora aspri fra tamil e cingalesi.

Le storie parallele di Grace e di Diana sembrano intrecciarsi, sovrapporsi, confondersi, come se la discendente tedesca dovesse portare a termine il percorso iniziato dalla sua antenata inglese quasi 150 anni prima e dovesse riscattare per lei l’amore per Ceylon e per un uomo del luogo, ora che non ci sono più proibizioni.

La storia è raccontata in terza persona, ma si avvale dell’ausilio di numerose lettere e diari. I personaggi sono pennellati delicatamente: riservati, discreti, quasi distaccati, sono l’espressione della loro epoca e della loro nazionalità. Buono il ritmo del racconto che alterna i due periodi storici e le due protagoniste, nel passato e nel presente. La Bomann, tuttavia, fallisce nella costruzione della trama: a un certo punto Diana trova una lettera nascosta in uno scomparto segreto della finestra della stanza di Grace e Victoria a Vannattuppucci. Perché non la legge subito? Per creare più suspense? Perché le informazioni contenute al suo interno serviranno solo più avanti? Allora l’autrice avrebbe dovuto inserire il ritrovamento in seguito: questo temporeggiare è inverosimile per una persona curiosa che ha attraversato due continenti per scoprire il mistero della sua famiglia, non trovate?

Un altro appunto costituisce SPOILER, dunque vi avverto in anticipo.

Nel nostro mondo in cui le donne sono libere di uscire e di ampliare sempre più la cerchia delle conoscenze è impensabile un matrimonio con un cugino di primo grado: si potrebbe considerare quasi una forma di incesto. Ma nell’ottocento, quando le donne erano relegate in casa, con compagnie ristrette, limitate ai soli famigliari, era possibilissimo, naturale e spesso auspicabile che avvenissero tali unioni. Per questo motivo non vedo nessuno scandalo se due cugini – che, fra parentesi, non sapevano neanche di esserlo – si sono innamorati. La Bomann, invece, dà troppa importanza a una relazione famigliare che all’epoca non avrebbe turbato assolutamente nessuno. [Fine SPOILER]

Piccoli appunti a parte, ne L’isola delle farfalle si respira un’atmosfera magica, piena di stimoli sensoriali collegati alla bellezza di un luogo affascinante e a una storia famigliare avvincente. Si riporta a galla la storia di un’eroina coraggiosa la cui vita sembrava essere stata dimenticata dalla sua famiglia, ma che invece riscopriremo e rivivremo con la sua ultima discendente.

Autore: Corina Bomann
Titolo Originale: Die Schmetterlingsinsel
Traduzione di Sara Congregati
Casa Editrice: Giunti
Pagine: 512
Prezzo: € 9,90
Data Pubblicazione: 14 novembre 2012

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