L’amico immaginario di Matthew Dicks, pubblicato da Giunti a settembre 2012, è un romanzo che mi ha coinvolta moltissimo sul piano emotivo. Esso narra la storia di Max, un bambino di nove anni, e del suo amico immaginario Budo.  Si tratta di un romanzo adatto a tutti, che offre molteplici spunti per la riflessione e si presta a diverse chiavi di lettura.

l'amico immaginarioNon sono esperta di psicologia né di filosofia, quindi le mie riflessioni su questo libro nascono semplicemente dall’impatto emotivo che ha avuto su di me. Il narratore è Budo, l’amico immaginario di un bambino di nove anni, autistico. Questa parola non viene mai pronunciata nel corso del libro, perché Budo non l’ha mai sentita. Ecco come Budo vede Max:

Secondo me il papà di Max sbaglia a credere che lui sia semplicemente un po’ lento. Io con Max ci passo buona parte della giornata, quindi vedo quant’è diverso dagli altri bambini della sua classe. Max vive tutto dentro, mentre gli altri vivono fuori. È questo che lo rende tanto diverso. Max non ha un fuori. Max è tutto dentro.

Tutti vorrebbero che Max fosse diverso da quel che è, per questo il ragazzino si è creato un amico su misura a cui va bene esattamente così.

Tutti noi ― che venga ammesso apertamente o meno ― ci siamo creati prima o poi nella mente degli amici immaginari, amici che ci hanno aiutato a superare i momenti difficili dandoci coraggio, che hanno riempito i nostri momenti di solitudine e di indecisione. Poi, a un certo punto, li abbiamo dimenticati e i nostri preziosi amici sono scomparsi. Si tratta solo di nostre idee, di proiezioni dei nostri pensieri che, a volte, sembrano volersi sviluppare autonomamente. Chi scrive e crea dei personaggi, continua a inventare degli amici immaginari, e talvolta sembra che essi prendano il sopravvento e facciano qualcosa di diverso da quel che lo scrittore aveva stabilito. In realtà sono proprio le sue stesse idee che continuano a svilupparsi al di fuori della sua coscienza.

budo 2Budo è vissuto molto più a lungo degli altri amici immaginari proprio perché Max continua a vivere dentro se stesso e a non esternare pressoché nulla. Inoltre Budo serve a far coraggio a Max, che ogni giorno deve affrontare un mondo che lo vorrebbe diverso da quel che è. Ma cosa accadrà quando Max dovrà affrontare una seria crisi, un rapimento, proprio lui, che alla minima variazione dalla consueta routine si blocca, non parlando e non muovendosi per intere ore?

Matthew Dicks ha creato una sorta di mondo parallelo con le sue regole, un mondo immaginario di amici immaginari. Ciascun amico ha un diverso aspetto e grado di intelligenza, che dipende dal grado d’intelligenza dell’amico immaginante. Budo sa di essere più longevo di tutti gli altri amici immaginari; ne ha visti scomparire molti, fra cui la sua amica Graham.

È molto strano essere un amico immaginario. Non puoi soffocare e non puoi ammalarti e non puoi cadere e romperti la testa e non puoi prendere la broncopolmonite. L’unica cosa che può ucciderti è quando una persona smette di credere in te. Ma questo succede molto più spesso del soffocamento, delle botte in testa e della broncopolmonite messi insieme.

Ha paura di scomparire nel nulla, anche se sa che è il destino che lo attende, prima o poi.

«Vorrei tanto che ci fosse un Paradiso. Se sapessi che dopo andrò in Paradiso, allora salverei Max di sicuro. Non avrei più paura, perché saprei che c’è un posto dopo questo. Un altro posto. Ma non penso che ci sia un Paradiso, almeno non per gli amici immaginari. Il Paradiso è stato pensato solo per gli uomini creati da Dio, e a me non mi ha creato Dio. Mi ha creato Max.»

budo 1Ma potrebbe un’idea dimenticata andare in Paradiso?

Scritto in prima persona con uno stile semplice ed elementare ― perché Budo, il narratore, è l’invenzione di un bambino di nove anni ― L’amico immaginario si rivolge a persone di tutte le età, insegnando a rispettare ogni individuo per quel che è e a comprendere ogni persona con le sue piccole diversità che la rendono unica.

Dicks si sofferma spesso a elogiare ― nella figura delle signora Gosk, la maestra di Max ― quegli educatori che si sforzano quotidianamente di insegnare ai loro allievi ad affrontare la vita con coraggio, pazienza e generosità. Un romanzo originale ― come solo un ‘amico immaginario’ può essere ― pieno di spunti di riflessione, di fantasia e di emozioni.

Autore: Matthew Dicks
Titolo: L’amico immaginario
Titolo Originale: Memoirs of an imaginary friend
Traduzione di Marina Astrologo e Stefano Tummolini
Casa Editrice: Giunti
Pagine: 384
Prezzo: € 12,00
Data Pubblicazione: 19 settembre 2012

2 Readers Commented

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  1. nonna lui on 18 Gennaio 2013

    Non ho dubbi che sia bellissimo, basta ammirare la cover

    • Gabriella on 18 Gennaio 2013

      Il verde è un colore dominante in tutte le cover, visto? E’ perché il piccolo Max lo trova un colore tranquillizzante (ed è anche il mio colore preferito, poi!) 😉

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