La stella nera di New York è il primo romanzo della quadrilogia di The Diviners di Libba Bray, pubblicato da Fazi a ottobre 2012; un romanzo per Young Adult (è pubblicato nella collana Lain) che anche i lettori adulti troveranno molto intrigante, intelligente e ben costruito.

la stella nera di new yorkLa ricostruzione dell’America dei ruggenti anni ’20 di Libba Bray è precisa e dettagliata. Ci troviamo in un Paese che si sta riprendendo da una guerra con migliaia di morti. Una guerra combattuta al di là dell’Oceano, da cui tanti giovani non sono più tornati. Una guerra che ha fatto cambiare la concezione della vita ai giovani che sono rimasti, in particolare quelli che hanno perso i propri cari al fronte. Davanti alla morte, quei ragazzi erano tutti uguali; non importava il loro ceto sociale o il colore della loro pelle. Così sfidare le leggi del proibizionismo, cercare il divertimento sfrenato nelle feste clandestine, vivere – a soli diciassette anni – come se non ci fosse un domani, è un gesto di ribellione.

Ecco perché la ‘maschietta’ Evie O’Neill cerca di afferrare dalla vita tutto quel che essa le offre. Lei ha subìto nella Grande Guerra la perdita dell’adorato fratello James, restando per sempre nella sua ombra agli occhi della madre. La vita in Ohio le sta stretta, anche perché Evie ha scoperto di avere delle doti paranormali, che le consentono di vedere, attraverso un oggetto, nel passato di chi lo ha posseduto. È una divinatrice e questo suo potere la rende diversa e scomoda, suscita diffidenza e, perciò, deve essere tenuto nascosto. Evie verrà mandata a New York dallo zio Will, direttore del Museo Americano del Folklore, delle Superstizioni e dell’Occulto, detto anche Museo del Brivido, proprio in un periodo di grave crisi: in città, infatti, un omicida compie delitti efferati seguendo un rituale macabro che fa pensare a qualche società occulta. Per questo motivo la polizia chiede la collaborazione proprio dello zio Will.

Questo romanzo pullula di personaggi positivi e negativi, realistici e soprannaturali. La Bray gestisce questa piccola folla con maestria, facendoci analizzare da vicino ciascuno di loro, dipingendolo in ogni minimo dettaglio, grazie a piccole sotto-trame avvincenti al pari della trama principale. Sono gli anni in cui si ‘gioca’ con le tavole ouija, con le sedute spiritiche, ma questi omicidi fanno capire che c’è ben poco da giocare. Eppure Evie, con il coraggio dell’incoscienza dei suoi diciassette anni, vive il pericolo quasi come un gioco.

the divinersLa Bray affronta l’argomento della diversità, in molte sue forme. I divinatori sono diversi, speciali, ma devono tenere nascoste le loro doti; Mabel è diversa nell’essere se stessa e nel non volersi uniformare alle altre ragazze della sua età; Henry nasconde la sua omosessualità. A questo proposito è interessantissima la sotto-trama di Jerico Jones, in cui ho intravisto una sorta di retelling moderno di Frankenstein di Mary Shelley con diversi sviluppi, perché il mondo è cambiato, e certamente non tutti, ma persone come Will e Evie sono pronte ad accettare un’aberrazione della natura, o meglio, dell’uomo, e a rispettare i suoi sentimenti.

Gli omicidi fanno pensare a sette religiose intolleranti, al Ku Klux Klan, a coloro che difendono una razza pura, come il Movimento eugenetico, davvero esistito in America dal 1907 al vicino 1973. In realtà John “il Malvagio” Hobbes si rivelerà essere qualcosa di differente, lontano da queste entità reali, eppure così vicino, predicando un fanatismo religioso che condanna gli eccessi e i vizi, pur servendosene per i suoi fini, perché si sente al di sopra degli altri nel compimento della sua “missione”.

John Hobbes avrà la sua fine, o forse no, non ve lo rivelo per non incorrere in spoiler. Ma pensiamo che in quegli stessi anni in Europa si stava facendo strada verso il potere un uomo ben più reale e temibile di John Hobbes, un uomo che sterminò in modo altrettanto crudele milioni di esseri umani, un uomo che come John Hobbes si sentiva investito di una “missione” e non si faceva scrupolo dei mezzi adoperati.

La stella nera di New York si conclude dopo oltre 500 pagine che si leggono tutte d’un fiato. Pur non essendo un autoconclusivo, la Bray non ha lasciato nulla – o quasi – in sospeso. Sarà quindi una piacevole sorpresa scoprire cosa ci riserverà il secondo romanzo della serie. Sarà ancora Evie la protagonista? Risolverà un altro caso poliziesco nel campo dell’occulto grazie alle sue speciali doti, o sarà una sorta di spin-off in cui un altro divinatore assumerà il ruolo principale? Io, per parte mia, non vedo l’ora di immergermi nella prosa fluida e incisiva di Libba Bray.

Autore: Libba Bray
Titolo originale: The Diviners #1
Traduzione di Donatella Rizzati
Casa Editrice: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 585
Prezzo: € 14,90 rilegato € 6,99 e-book
Data pubblicazione: 11 ottobre 2012

9 Readers Commented

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  1. Silvia Leggiamo on 27 Giugno 2013

    Poteva essere il miglior young adult dell’anno, ma è troppo lento. Io a leggerlo tutto d’un fiato proprio non ce l’ho fatta 🙁

    • Gabriella Parisi on 27 Giugno 2013

      Io non l’ho trovato affatto lento (quel che ho scritto in recensione lo dimostra), ma forse dipende dallo stato d’animo con cui l’hai letto. Riprova magari in un periodo più tranquillo e vedi come va! 🙂

  2. Ludo on 27 Giugno 2013

    A me non ispira, purtroppo: non mi ispira l’ambientazione, non mi ispira la trama, non mi ispirano i personaggi…

    Dopo la Trilogia di Gemma Doyle aspettavo con entusiasmo la successiva serie della Bray, poi è uscito questo primo romanzo e non ho trovato lo stimolo per comprarlo. Apprezzo il modo di scrivere dell’autrice, ma non me la sento di uscire dalla mia comfort zone, nonostante tutto.

    Mi dispiace che ora dovrò aspettare degli anni prima di leggere qualcosa della Bray, visto che questa è una tetralogia.

    • Gabriella Parisi on 27 Giugno 2013

      Ludo, mi spiace. Però questa ambientazione nei ruggenti anni venti – inesplorata negli YA – potrebbe sorprenderti per la sua originalità. Io mi sento di consigliarlo, anche solo per variare un po’ dal solito. 😉

  3. Aria91 on 27 Giugno 2013

    Una delle migliori letture del 2013, l’ho proprio adorato **
    Rispetto alla trilogia di Gemma Doyle, “La stella nera di New York” è meglio strutturato e più coinvolgente!

  4. Angel on 27 Giugno 2013

    Anche io l’ho letto tutto d’un fiato e l’ho trovato davvero bello. Certo, può apparire lento, dipende molto dal lettore e da cosa cerca. Il libro è molto dettagliato il che può rallentare la lettura. A me è piaciuto per questo. Tanti dettagli e tante storie intrecciate fra di loro, an non si può resistere. E’ sicuramente uno degli YA migliori letti negli ultimi mesi.

  5. Gabriella Parisi on 27 Giugno 2013

    Concordo con Aria91 e Angel e aggiungerei che non bisognerebbe classificarlo solo come YA (anche se la protagonista è diciassettenne), ma considerarlo una lettura assolutamente adatta a tutti, con un’approfondimento dei personaggi e un intreccio complesso e intrigante che coinvolge anche il lettore adulto.

    • Angel on 27 Giugno 2013

      Ah questo assolutamente. Anche perché autrice affronta alcune tematiche che possono interessare molto anche un pubblico adulto. In effetti dire solo YA risulta riduttivo 🙂
      L’ambientazione è fantastica. Era da tempo che volevo leggere qualcosa ambientato negli anni ’20 e questo libro ne da una bella descrizione.

    • Gabriella Parisi on 27 Giugno 2013

      Oddio, mi è scappato un apostrofo di troppo, scusateeee!!!

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