Vi presento un libro a me molto caro, La promessa del plenilunio, romanzo da me tradotto dal finlandese e uscito lo scorso marzo per Garzanti. Riikka Pulkkinen, classe 1980, autrice giovane ma già affermata nel panorama letterario finlandese, che si contraddistingue per il suo stile elegante e le sue storie intrise di umanità, è divenuta nota al pubblico italiano con L’armadio dei vestiti dimenticati.

In finlandese il romanzo di Riikka Pulkkinen è intitolato Raja, che significa in italiano letteralmente limite, confineDove corre il limite tra giusto e sbagliato? Quanto il desiderio può essere perseguito se esso va contro ciò che è comunemente considerato giusto? Pulkkinen prova a dimenarsi in tale dilemma richiamandosi perfino all’Antigone di Sofocle la quale scelse d’infrangere le leggi imposte dal re seppellendo suo fratello perché sentiva che quello era il gesto da compiere e non la regola che imponeva il contrario. E allora, cosa faranno le due protagoniste? Anja manterrà la promessa fatta al marito e procurerà la sua morte ponendo fine alle sue sofferenze, o lo lascerà nella clinica ad attendere la sua fine. E Mari, davvero sceglierà la morte come alternativa all’abbandono d’amore?

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Pulkkinen dimostrerà che per fare ciò che si desidera e ottenere ciò che si vuole, giusto o sbagliato che sia, bisogna, necessariamente, andare oltre, abbattere un confine imposto dall’esterno o anche solo da noi stessi. E compiendo ciò, forse, si può giungere alla propria felicità, anche se questa può non avere le forme in cui la si era immaginata prima.

La scrittrice finlandese ha una scrittura elegante, armoniosa, densa. Riesce a condensare concetti profondi in frasi comunemente brevi (elemento tra l’altro tipico della letteratura moderna finlandese). Uno dei miei intenti di traduttrice è stato il rimanere fedele allo stile dell’autrice, quindi ricreare linguisticamente i giochi di parole, i possibili fraintendimenti e il senso del non detto di alcune frasi. Se ne riporta un esempio facilmente comprensibile.

Nel primo capitolo del romanzo Anja sta per tentare il suicidio e dispone le pillole che intende ingurgitare a breve formando delle parole. Man mano che ingoia le pillole, cambiano le lettere e quindi, un po’ secondo le regole dello Scrubble, si formano nuove parole. Operazione ardua è stato ricavare parole in italiano che rendessero lo stesso senso di quelle in finnico e che potessero essere incastrate tra loro seguendo uno schema similare.

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Dispose le pillole in modo da formare le parole: DOXAL. MERDA. Quando modificò l’ordine delle lettere, venne fuori AMORE. La parola successiva che formò fu poi NOSTALGIA. Per iniziare Anja inghiottì alcune lettere della parola “nostalgia”. NTG. GENTE. Questa faceva rima con DIVERTENTE. No, diamine. Non era divertente, non lo era proprio. A quel punto Anja ingoiò l’intera parola. (p.15)

L’autrice descrive con molta intensità i rapporti sessuali tra i protagonisti, e questo credo sia dovuto anche a una forte ‘fisicità’ del romanzo che narra una storia in cui i sentimenti si sentono sulla pelle, nel corpo e nel cervello; in questi passaggi l’attenzione rivolta alla scelta dei termini, è stata particolarmente studiata, volta a ricreare le stesse atmosfere dell’originale, in quanto l’autrice adopera sia termini standard che volutamente volgari.

Una delle caratteristiche del romanzo è la compresenza di vari personaggi, le cui vite sono vicendevolmente intrecciate. Ognuno di loro ha una propria voce e un proprio modo di parlare, legato alla propria personalità e storia personale.

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Tra tutti i protagonisti colui che mi ha ispirato particolare antipatia è stato Julian, l’insegnante di letteratura, un individuo alquanto mediocre e presuntuoso, così impegnato a badare a se stesso e ai suoi progetti che dimentica di osservare la felicità (e l’infelicità) delle persone che lo circondano. Mi sono accorta di questa mia visione del personaggio sin dalla prima lettura del romanzo e ho fatto sì che nelle scelte linguistiche ciò non prendesse il sopravvento. Spero di esserci riuscita.

Come già accennato in principio, La promessa del plenilunio è il primo romanzo di Riikka Pulkkinen pubblicato in Finlandia nel 2006. Lei aveva preso a scriverlo negli anni di università e racconta in numerose interviste apparse sulla stampa finlandese, che all’origine quest’opera era all’incirca il doppio delle dimensioni che avrebbe poi assunto (in finlandese sono più di 350 pagine). La scrittrice, inoltre, ammette il suo personale coinvolgimento emotivo nei confronti dei personaggi di cui ivi racconta e il suo particolare legame con questo libro. Non sfugge al lettore attento una piccola curiosità: il personaggio femminile Mari sembra avere proprio le caratteristiche fisiche della scrittrice stessa.

Lo scorso autunno in Finlandia è stato pubblicato il terzo libro di quest’autrice dal titolo Vieras, ancora inedito in Italia.

Titolo originale: Raja
Autore: Riikka Pulkkinen
Traduttore: Irene Sorrentino
Editore: Garzanti, 2013
Prezzo: 17,60 €
Pagine: 303

the author

Nata a Napoli nel 1983, nel 2010 si è laureata in lingue all’Università di Helsinki. Lavora come traduttrice editoriale e free-lance dal finlandese e dall'inglese e come lettrice esterna per diverse case editrici italiane. La letteratura, la lettura, i libri, le storie, la traduzione sono il suo lavoro, la sua passione, la fibra delle sue giornate. Ama i gatti e in particolare la sua gattina Nené, la pizza, i film in costume, Schubert e Leonard Cohen. Il suo romanzo preferito è senza dubbio Guerra e Pace di Tolstoj.

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