La casa del sonno – Jonathan Coe letto da Antonio Catania

È il mio secondo incontro con La casa del sonno di Jonathan Coe. Quasi come i suoi protagonisti, che ritornano a distanza di dodici anni ad Ashdown, dormitorio per studenti universitari e ora clinica privata per studi sul sonno, anch’io ci sono tornata molto volentieri dopo tre anni, guidata dalla voce di Antonio Catania.

eflacasadelsonnoproNon credo sia stato facile trasformare questo romanzo in audiolibro: Jonathan Coe crea sempre strutture molto complesse nei suoi romanzi e non mi riferisco solo alla specifica che compare nella Nota dell’Autore dell’edizione cartacea, che recita:

I capitoli dispari di questo romanzo sono ambientati per la maggior parte negli anni 1983-84. I capitoli pari sono ambientati nelle ultime due settimane del giugno 1996,

bensì al passaggio repentino da un personaggio all’altro, l’inserimento di lettere, referti medici, trascrizioni di sedute psicanalitiche nel bel mezzo della narrazione, che in principio sembrano buttate lì per caso, ma in realtà si incastrano perfettamente in tutta la storia, che non si ricompone in ordine cronologico, ma in ordine sparso, divenendo via via sempre più limpida davanti ai nostri occhi.

La casa del sonno ha un’altra peculiarità difficile da trasportare su un audiolibro: è divisa in sei parti, a ciascuna delle quali è dato come titolo una delle fasi del sonno (Veglia, Fase Uno, Fase Due, Fase Tre, Fase Quattro, Sonno Rem) ma da una ‘fase’ all’altra si passa come nel sonno stesso, scivolando, lasciando un pensiero a metà, una frase sospesa senza punteggiatura, che poi viene ripresa nella fase successiva con un significato completamente diverso, come un’improbabile associazione di idee. Solo che Jonathan Coe è molto attento alle associazioni di idee: lui non lascia mai nulla al caso. In una presentazione nella mia città, Coe disse che lui smonta la realtà in mille pezzi e poi la ricostruisce con un ordine tutto suo. Potrebbe sembrare un’operazione complicata e artefatta, ma leggendo i suoi libri ci si rende conto che lui lo fa in maniera assolutamente geniale. Così, ci spiega anche degli eventi che nel libro non erano chiari, biglietti che non leggiamo, documenti che i personaggi hanno letto e sulla cui base hanno agito, ma di cui non eravamo stati messi a parte durante il corso del romanzo e che, raccolti in un’Appendice finale, mettono al loro posto gli ultimi tasselli del puzzle narrativo di Coe.

the_house_of_sleep.largeNaturalmente il libro parla del sonno, dei suoi disturbi, di tutte le teorie che vi girano attorno, ma anche dei sogni e del loro significato. I protagonisti continuano a essere calamitati dallo stesso edificio, Ashdown, un castello dei destini incrociati, come molti lo hanno definito. Numerosissimi sono i temi affrontati: la sessualità, l’accettazione del proprio corpo, i legami fra sogni e cinema.

La teoria riguardava i film perduti e i sogni perduti, e Robert (almeno lui) fu ben contento di ascoltarla e di lasciarsela scorrere addosso, se non altro per purificarsi dal ricordo del suo ultimo confronto con Sarah e Veronica.
“So bene che è un luogo comune dire che i film sono come i sogni: una forma dell’inconscio collettivo,” attaccò Terry, “ma riflettevo che mai nessuno ha portato alle estreme conseguenze quest’idea. Ci sono diversi tipi di sogni, no? E allo stesso modo, naturalmente, ci sono i film dell’orrore, che sono come gli incubi, e ci sono i film porcelloni, tipo Gola profonda e Emmanuelle, che sono come i sogni bagnati.” Bevve un sorso della sua cioccolata bollente e stucchevole e cominciò a infervorarsi. “Poi ci sono i remake, le storie che vengono fatte e rifatte continuamente, e quelle corrispondono ai sogni ricorrenti. Infine ci sono i sogni d’evasione, i sogni visionari, come Orizzonte perduto o Il mago di Oz. Ma quando un film si perde, quando non viene mai proiettato in pubblico, quando tutte le copie scompaiono e non esiste anima viva che l’abbia visto, quello è il più bel genere di sogno in assoluto. Perché è il tipo di sogno che avrebbe potuto essere, proprio lui, il migliore che hai avuto in tutta la tua vita, solo che ti scivola via dalla mente nell’attimo stesso del risveglio, e pochi secondi dopo non ricordi più nulla.”

E soprattutto ne La casa del sonno, fra le pagine del libro omonimo di Frank King e i corridoi di Ashdown, fra la spiaggia sottostante e il Café Valladon si è testimoni di una storia d’amore totale, un amore per il quale si è disposti a fare tutto, ma proprio tutto.

antonio-catania-professoreCosa aggiunge Antonio Catania a questo romanzo? Antonio Catania diventa il nostro narratore, che ci guida attraverso le fratture dei pezzi di puzzle narrativo senza farci inciampare o cadere. Non concordo con coloro che ritengono che gli attori recitino quando leggono un audiolibro. Gli attori riescono semplicemente a leggere meglio degli altri e ad attribuire, ad esempio durante un dialogo, minime variazioni alla voce grazie alla tecnica, piccoli dettagli che ci fanno comprendere meglio i cambi fra un personaggio e l’altro. Ma si tratta di semplici differenze di altezza e intensità, che non rivelano il carattere del personaggio, a meno che non siano state espresse dallo stesso autore.

Francamente non so se Catania avesse letto La casa del sonno prima di leggerlo per Emons, perché dall’ascolto non si riesce a evincere. Valentina Carnelutti, che ha letto La casa degli spiriti e L’isola sotto il mare di Isabel Allende per Emons, già prima di entrare in sala d’incisione aveva letto il primo, ma non il secondo e ha detto che per un attore c’è differenza, perché per La casa degli spiriti si è dovuta sforzare nel corso della lettura di non far trapelare i suoi sentimenti pregressi verso i personaggi del romanzo. Se Antonio Catania si infervora nel corso di un dialogo particolarmente acceso è perché sono le parole di Coe a stimolarlo, non perché reciti il testo come un copione.

Ottima l’idea di leggere le note sfalsate dell’articolo celebrativo scritto da Terry ― che diventa un pezzo comico ― all’interno del testo, come farebbe qualsiasi lettore, sebbene nel romanzo esse fossero a fine articolo. Un ulteriore ostacolo risolto brillantemente da questo adattamento per un risultato esilarante.

Un ascolto che mi ha accompagnato in macchina e durante innumerevoli attività casalinghe con Sarah, Robert, Ronnie, Ruby, Gregory, Terry e tutti gli altri, facendomi rivivere le pagine di questo libro geniale di Jonathan Coe, raccontato da Antonio Catania con tutta la bravura di un grande attore, che sa quando deve recitare e quando no.

Autore: Jonathan Coe
Titolo: La casa del sonno
Titolo originale: The House of Sleep
Traduzione di Domenico Scarpa
letto da Antonio Catania
Editore: Emons-Feltrinelli
Regia: Flavia Gentili
Durata: 11h 46m (versione integrale)
prezzo: € 13,50 (CD mp3); € 9,59 (download mp3)
Data pubblicazione: 20 marzo 2013

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