La Cappella dei Penitenti Grigi è un thriller storico, o meglio, un thriller che unisce una trama ambientata nel presente e una nel passato per creare un intreccio complesso. Un genere reso recentemente famoso da Dan Brown e Glen Cooper, per poi diventare preda di molti emuli, più o meno all’altezza.

Maurizio Lanteri e Lilli Luini hanno il pregio di non voler imitare gli illustri colleghi. La struttura narrativa del loro romanzo è basata sull’alternanza tra presente e passato (molto usata e tipica di Cooper), ma il ritmo è molto diverso e la ricostruzione storica molto più accurata. Anche senza arrivare ai ringraziamenti finali, leggendo La Cappella dei Penitenti Grigi si capisce che il lavoro di ricerca e di preparazione dei due autori è stato certosino. Elementi e avvenimenti storici realmente accaduti si intrecciano con le vicende inventate in maniera talmente uniforme che risulta impossibile discernere il vero dal fittizio. Notevole anche la descrizione della Camargue, una zona molto particolare del territorio francese che viene fatta vivere al lettore con dovizia di particolari.

La grande bravura degli autori nella ricostruzione storica e ambientale non è tuttavia accompagnata da un’eguale dimestichezza con la narrazione. Tutti i fatti vengono narrati in terza persona, al presente per quelli “moderni” e al passato per quelli “storici”, con un punto di vista che cambia a seconda dei protagonisti coinvolti (nel romanzo ci sono molti personaggi) ma che viene gestito con naturalezza.

La prosa di Lanteri e Luini è ottima, in un giusto mix di ricercatezza e fluidità. Il problema è il ritmo narrativo, che non riesce mai a decollare. Colpa di alcune scelte narrative poco felici (come ambientare le vicende in un arco temporale di oltre un anno e narrare i fatti in maniera cronologica rinunciando a una partenza in medias res che avrebbe dato brio alla narrazione), ma soprattutto colpa dei dialoghi, molto usati, ma mai brillanti.

Leggendo La Cappella dei Penitenti Grigi si ha la sensazione di avere di fronte un complesso ingranaggio, progettato e realizzato con cura, ma che perde di vista il suo fine ultimo: intrattenere. Il romanzo di Lanteri e Luini non riesce mai a coinvolgere il lettore e, viste le 440 pagine di lunghezza, alla fine annoia. Un vero peccato perché le capacità degli autori appaiono ottime.

Titolo: La Cappella dei Penitenti Grigi
Autori: Maurizio Lanteri, Lilli Luini
Editore: Nord, 2013
Collana: Narrativa Nord
Pagine: 440
Formato: rilegato
ISBN: 8842921246
Trama: Al tenue chiarore della luna, le paludi che circondano la cittadella medievale di Aigues-Mortes restituiscono alle autorità il cadavere di una donna: si tratta di Deanne Bréchet, una giornalista parigina. La polizia concentra subito i sospetti su Fabienne Lacati, una giovane ricercatrice della Sorbona che si trova nel sud della Francia per un convegno sulle crociate. Le due donne, infatti, si conoscevano bene e la sera dell’omicidio molti testimoni le hanno viste litigare furiosamente nella hall dell’albergo. Determinata a provare la propria innocenza, Fabienne scopre che, nelle settimane precedenti, la giornalista era andata spesso in quella enigmatica e affascinante città-fortezza per documentarsi sui Penitenti Grigi, un antico ordine caritatevole che esiste ancora oggi. Ma l’aspetto più inquietante della vicenda è che pure Fabienne è interessata a quella confraternita, e forse non è una coincidenza se, da mesi, le negano il permesso di visitare il luogo dove sono raccolti i registri della congregazione: la Cappella dei Penitenti Grigi. È possibile che Deanne avesse scoperto un segreto scottante, custodito proprio in quella chiesa inaccessibile? La drammatica conferma arriva quando, l’uno dopo l’altro, tutti coloro che Deanne aveva contattato muoiono in circostanze misteriose. Fabienne intuisce quindi di essere in pericolo e, con l’aiuto di Daniele Ferrara, un collega italiano, si convince che l’unico modo per salvarsi la vita è andare a caccia della verità…

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