Inferno – Dan Brown

Innanzitutto una precisazione: in questa recensione non farò riferimento alle imprecisioni (vero o presunte) che, secondo molti, sono presenti nel romanzo in relazione alla storia di Dante e ai dettagli del suo Inferno. Dan Brown è uno scrittore di fiction, e come tale va preso.

Trovo questa crociata contro lo scrittore americano tanto stucchevole quanto inutile. Se è lecito considerare Dan Brown uno scrittore mediocre perché non riporta fedelmente tutti i dettagli storici, allora è anche lecito considerare mediocri tutti quegli autori di saggi che non inseriscono nelle loro opere suspense e azione. La narrativa non ha come priorità la divulgazione storica, bisognerebbe ricordarlo.

Detto questo passiamo a parlare di Inferno, l’attesissimo quarto romanzo con protagonista l’ormai celebre Robert Langdon. All’inizio di Inferno troviamo un Langdon ferito, debole e affetto da amnesia. Pochi istanti dopo il suo risveglio in ospedale, il professore di simbologia più noto del mondo scopre di essere l’obiettivo di un killer e deve quindi scappare, cercando di ricostruire gli eventi degli ultimi due giorni, eventi di cui non ricorda assolutamente nulla.

Questo incipit in medias res (almeno per certi versi) è un ottimo espediente per aumentare la tensione narrativa e coinvolgere fin da subito il lettore, ma al contempo riserva delle insidie. Partendo dal mezzo, infatti, l’autore deve anche trovare il modo di spiegare (o meglio di far capire) al lettore quello che è successo prima, senza rallentare il ritmo o appesantire la storia. In Inferno, Dan Brown non è riuscito a gestire al meglio questo aspetto, con la conseguenza che l’evolversi della storia viene troppo spesso interrotta con parentesi necessarie ma noiose. In aggiunta di questo, poi, c’è l’enorme quantità d’informazioni che Dan Brown fornisce al lettore riguardo alla storia di Firenze, alle architetture dei palazzi e alle biografie degli artisti citati. Informazioni che aiutano il lettore a immergersi nell’ambientazione fiorentina, ma che, ancora una volta, spezzano il ritmo, allentando la tensione.

Nei precedenti romanzi, lo stile dell’autore si era distinto per semplicità, scorrevolezza e soprattutto per il ritmo incalzante (molto cinematografico), che incollava alla pagine e toglieva il respiro. In Inferno questa qualità viene meno e il lettore non prova quel bellissimo senso di apnea che trasmettono i thriller più riusciti. C’è poi da considerare l’intreccio. Sfrondando il romanzo di tutti gli orpelli descrittivi, si trova una storia intricata e interessante che, però, ha la pecca di essere dipanata in maniera un po’ confusionaria, con colpi di scena e ribaltamenti spesso descritti troppo velocemente.

Inferno di Dan Brown era uno dei romanzi più attesi del 2013, ma purtroppo si è rivelato deludente. Non un brutto libro, ma probabilmente il peggiore della serie dedicata a Robert Langdon.

Serie di Robert Langdon

Angeli e demoni – (Angels And Demons – negli USA nel 2000, in Italia nel 2004)
Il codice da Vinci – (The Da Vinci Code – negli USA nel 2003, in Italia nel 2004)
Il simbolo perduto – (The Lost Symbol – negli USA e in Italia nel 2009)
Inferno – (Inferno – negli USA e in Italia nel 2013)

Titolo originale: Inferno
Traduzione: Nicola Lamberti, Annamaria Raffo, Roberta Scarabelli
Casa Editrice: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 522
Prezzo: € 25,00 (hardcover); € 9,99 (e-book)
Data pubblicazione: 14 maggio 2013

17 Readers Commented

Join discussion
  1. Ludo on 12 Giugno 2013

    Concordo sul fatto che la narrativa non ha come scopo la divulgazione storica e vorrei riuscire a chiudere gli occhi più spesso, ma talvolta non ci riesco ed è una mia mancanza.

    Non ho mai letto Dan Brown, però ho letto Timeline di Crichton e mi ha fatto prudere le mani.

    Con questo non sto dicendo che Timeline e Chrichton siano da condannare, ma che posso capire le ragioni delle persone che non riescono sempre ad accettare i termini del compromesso tra finzione e ricostruzione storica, così come si trovano in certe opere di narrativa.

    Ciò detto esistono e sono esistiti autori estremamente capaci, anche considerati classici, che non si sono concentrati su un’attenta ricostruzione storica, quali Thackeray, la cui resa della battaglia di Waterloo in Vanity Fair è considerata altamente inaccurata.

  2. Loredana Gasparri on 12 Giugno 2013

    Su Dan Brown si è detto di tutto e di più, soprattutto su questo libro, ben prima che fosse pubblicato. Io ho letto gli altri romanzi, e devo dire che quello che mi piaceva soprattutto erano gli spunti che forniva. Ne Il simbolo perduto parlava di matematica e numerologia, insieme alla massoneria, argomenti che mi hanno spinto a cercare altri testi per approfondire. Non ho mai pensato che fosse uno scrittore particolarmente accurato nelle sue ricostruzioni, forse perché il suo sensazionalismo tendeva a mettere in ombra il resto. Ciononostante, penso che leggerò anche Inferno, almeno per rendermi conto di persona se devo mettere questo scrittore nella “lista nera” :-), oppure no. Desidero comunque vedere di persona…

  3. Angela on 12 Giugno 2013

    personalmente, per quanto mi piaccia la storia e i romanzi densi di riferimenti storici, non pretendo che uno scrittore sia fedele fino all’ossessione, anche perchè giustamente i libri di brown hanno sì molti riferimenti al passato e alla storia, ma alla fine son thriller e non penso che l’autore volesse scrivere dei saggi.
    Detto questo, il codice da vinci e angeli e demoni mi erano piaciuti abbastanza come thriller, ammetto di averli letti con molta curiosità
    se questo è più lento, un po’ mi scoraggio.
    vedremo, magari in e-book ^_^

  4. Il solito minestrone pseudo-storico-complottista…. indigeribile

  5. Roberto Gerilli on 15 Giugno 2013

    A prescindere dall’accuratezza, purtroppo Inferno non è un romanzo del tutto riuscito, in ogni caso questa è solo la mia opinione, per cui magari leggetevi il romanzo e poi fatemi sapere (anche sulla pagina Facebook di Diario di Pensieri Persi, se volete)

  6. Anonymous on 16 Giugno 2013

    Io ho letto tutti i libri di Dan Brown, e devo dire che tutto sommato come autore, mi piace. Ho sempre apprezzato le parti introduttive e di centro dei suoi libri, molto meno i finali che sono a volte dei guazzabugli frettolosi e spesso slegati con il resto della storia. In quest’ultimo libro, di cui condivido gran parte della recensioni di Roberto Gerilli, avverto però una certa maturità scrittoria con un deciso miglioramento e bilanciamento tra la parte introduttiva, descrittiva e conclusiva, pur se con tutti i limiti riportati nella recensione da Gerilli. Devo dire inoltre che i riferimenti didattici inseriti da Dan Brown nei suoi libri, mi stimolano molto nel cercare di approfondire aspetti degli argomenti toccati, così come giustamente scritto anche da Loredana Gasparri; e in “Inferno” questo succede ancora maggiormente. Per me, in definitiva è un buon libro che si legge con passione.

    • Roberto Gerilli on 16 Giugno 2013

      Ti va di spiegarmi meglio cosa intendi con “maturità scrittoria”? Mi piacerebbe capire il tuo punto di vista

  7. conny on 24 Giugno 2013

    libro interessante, si legge in modo scorrevole. uno dei scrittori che mi piace di più.Se volevo un libro esclusivamente storico, avrei comprato una enciclopedia. TUTTI QUESTI VANEGGIAMENTI e critiche che sono state fatte non le reputo giuste. Provateci voi a scrivere dei libri come lui e poi ne riparliamo.Inoltre, tengo a precisare che gli scrittori americani sono migliori degli italiani che sono pallosi, noiosi,logorroici e con trame quasi inesistenti

  8. Andrea on 24 Giugno 2013

    Dan Brown non è un giallista puro … e ho letto gialli migliori ma anche peggiori. Non è uno storico in senso stretto ma invita a molti spunti di approfondimento. Non è un filosofo ma fornisce argomenti di riflessione su temi diversi . Scrive con appropriatezza e cura di linguaggio e con scioltezza. I personaggi sono abbastanza delineati e sufficientemente complessi e vivi. E scrive di Firenze meglio e più di molti italiani. Alla fine, un buon mix che merita la lettura … secondo me.

  9. Anonymous on 5 Luglio 2013

    Ho avuto la fortuna di leggere Inferno prima degli altri e mi è piaciuto moltissimo, non oso immaginare quanto mi piaceranno gli altri!

  10. Anonymous on 18 Luglio 2013

    Credo che molti facciano l’ errore di prendere Dan Brown come uno scrittore di thriller puri.
    Avendo appena finito di leggere il libro (e avendo letto anche gli altri 3) credo di poter affermare che l’ aspetto più interessante di questa serie sia l’ enorme serie di spunti e di domande, talvolta anche filosofiche e morali, davanti cui questi libri ti pongono.
    Per quel che riguarda la storia devo dire che l’ ho trovata molto interessante tant’ è che ho letto il libro praticamente tutto d’ un fiato e devo ammettere che alcuni passaggi, anche se nevralgici, sono trattati in maniera molto più veloce e confusa di quanto avrebbero meritato. Concordo nel dire che pur avendolo molto apprezzato non credo possa neanche lontanamente competere con Angeli e Demoni e con Il codice da Vinci.
    A mio ciò dipende anche dal fatto che le storie, soprattutto nella parte centrale, sembrano avere molto in comune ed inoltre i finali lasciano sempre un pò d’ amaro in bocca.

  11. Alessio Billi on 22 Luglio 2013

    Il vero inferno di Dan Brown
    sono le citazioni storiche e religiose.
    Ad ogni intervista non fa che sostenere
    che esistono cospirazioni segrete
    e che le sue tesi sono assolutamente vere.
    Vedi anche:
    http://www.colpidiscena.blogspot.it/2013/07/dan-brown-massoneria-ed-esoterismo.html

  12. Roberto Gerilli on 24 Luglio 2013

    Domanda a tutti quelli che hanno letto tutta la seria di Robert Lagdon: secondo voi Inferno è a livello degli altri tre?

    • Anonymous on 24 Luglio 2013

      no, non credo. Sembra più un testo di storia dell’arte piuttosto che un romanzo dalla trama avvincente come i precedenti. Intendiamoci…si legge ma con un pò di noi. A volte è ripetitivo e su più di 500 pagine…pesa.

    • Anonymous on 9 Settembre 2013

      Non credo, mi sembra lento e abbastanza noioso.

  13. Anonymous on 31 Luglio 2013

    Ho letto tutti i libri di Brown, quelli della serie di Langdon, hanno uno schema ben preciso, così è successo almeno per i primi 3, una introduzione graduale, una parte centrale molto intensa e il finale che lascia sempre un po’ a desiderare. Questo invece è diverso, parte con ritmo incalzante, a metà credi di aver capito tutto conoscendo Brown, invece… Poi la chiosa finale lascia sempre un po’ a desiderare. Troppe parentesi, troppe volte si sofferma a descrivere storie e luoghi che fanno solo da cornice alla storia, un po’ ripetitivo su alcuni argomenti. Ma alla fine non mi è dispiaciuto, anzi, un po’ diverso dai canoni degli altri 3.

  14. Ernesto on 17 Agosto 2013

    Appena finito di leggere il libro, mi trovo d’accordo con l’eccesso di particolari architettonici, ma a chi non ha fatto venire la voglia di fare un salto a Venezia o a Firenze oppure ad Istambul per ammirare tutte le bellezze descritte nel libro ? In fondo non è un grande spot per le due città d’arte del nostro bel paese.

    A me il finale sembra voler lasciare aperta una porta ad un sequel, sarà la mia impressione ma non ha avuto un finale “netto” come gli altri libri di Brown.

    Detto questo la mia classifica personale dei libri di Brown :

    Angeli e Demoni
    Il Codice da Vinci
    Crypto
    Inferno
    Il Mistero dei ghiacci
    Il Simbolo perduto

HAVE SOMETHING TO SAY?