La recensione che mi accingo a scrivere è molto difficile e non solo perché questo libro è stato nelle classifiche del New York Times per 44 settimane, è stato pluripremiato nel corso di tutto il 2012 (ha ricevuto, fra gli altri, il prestigioso premio Goodreads Choice Award come migliore romanzo per Young Adults e una nomination per l’ALA Teens’ Top Ten ) e continuerà certamente a riscuotere successi per tutto il 2013, ma soprattutto perché si tratta di un romanzo molto commovente, un romanzo che fa riflettere sul passaggio dell’uomo su questo mondo. Sto parlando di Colpa delle Stelle di John Green, pubblicato in Italia da Rizzoli a ottobre 2012.

«Bella guerra» ha detto lui, sconfortato. «Contro che cosa sono in guerra? Col mio cancro. E che cos’è il mio cancro? Il mio cancro sono io. I miei tumori sono fatti di me. Sono fatti di me tanto quanto il mio cervello e il mio cuore. È una guerra civile, Hazel Grace, con un vincitore predeterminato.»

cdsCiascuno di noi vorrebbe lasciare un segno del suo passaggio nel mondo; ma cosa accade quando si è certi non averne ormai la forza o il tempo ― quando la malattia può concederti solo una tregua, o la vittoria di una piccola battaglia, ma non di tutta la guerra ― e si vuole così bene alle persone che ci sono vicine da non voler esplodere come una bomba che lasci dilaniate le loro vite?

Hazel Grace Lancaster e Augustus Waters sono malati di cancro. I due giovani si incontrano a un gruppo di supporto nel ‘cuore letterale di Gesù‘, come lo chiama Patrick il capogruppo, che è riuscito a vincere il cancro non senza perdite. Hazel ― miracolata da una cura sperimentale ― si porta dietro un apparecchio che l’aiuta a respirare, Augustus ha una gamba artificiale: il cancro l’ha costretto ad abbandonare il basket, sport in cui eccelleva. Durante il loro primo incontro, Hazel cita ad Augustus il suo libro preferito, Un’imperiale afflizione di Peter Van Houten. Gus ha infatti dichiarato al gruppo di supporto che la sua più grande paura è l’oblio.

«Verrà un tempo» ho detto «in cui tutti noi saremo morti. Tutti. Verrà un tempo in cui non ci saranno esseri umani rimasti a ricordare che qualcuno sia mai esistito o che la nostra specie abbia mai fatto qualcosa. Non ci sarà rimasto nessuno a ricordare Aristotele o Cleopatra, figuriamoci te. Tutto quello che abbiamo fatto, costruito, scritto, pensato o scoperto sarà dimenticato, e tutto questo» – ho fatto un gesto che abbracciava la stanza – «non sarà servito a niente. Forse quel momento sta per arrivare o forse è lontano milioni di anni, ma anche se noi sopravvivessimo al collasso del nostro sistema solare non sopravvivremmo per sempre. È esistito un tempo prima che gli organismi prendessero coscienza, e ce ne sarà uno dopo. E se l’inevitabilità dell’oblio umano ti preoccupa, ti incoraggio a ignorarla. Sa il cielo se non è quello che fanno tutti.»

Colpa delle stelle parla della storia d’amore fra Hazel Grace e Augustus, una storia di cui si intuisce già il finale drammatico, una storia il cui svolgimento ha poca importanza in confronto alle riflessioni che fa nascere sul passaggio dell’uomo su questo mondo.

the_fault_in_our_stars_by_zoeychick-d5mdi3wIn questa storia d’amore ‘galeotto’ è il romanzo di Peter Van Houten, Un’imperiale afflizione, in cui anche la protagonista Anna ha il cancro. Un’imperiale afflizione è un metalibro creato da John Green con un finale tronco, di cui i due protagonisti vogliono conoscere il seguito. Questo libro ― che nel romanzo si contrappone a The Price of Dawn, un’altra serie di metalibri che, al contrario, continua a produrre sequel ― fa riflettere sulle serie di telefilm o le soap-operas che seguiamo, o anche sulle serie di libri, che leggiamo cercando di sapere cosa accadrà ‘dopo’, talvolta anche quando non ne siamo propriamente entusiasti, giusto per placare la nostra curiosità. Ma quanto è importante per noi scoprire il seguito di una vicenda quando non ci saremo più? I personaggi continueranno a passare, ciascuno con il seguito alla propria storia, finché, ad un certo punto, non ci saranno più neanche loro. È uno scorrere infinito di esistenze che conosciamo per un po’, ma che a un certo punto ci tocca abbandonare, vere o inventate che siano. E allora un finale tronco è sensato esattamente quanto un finale perfetto.

Quel romanzo è stato composto incidendo graffi sulla pagina, mia cara. I personaggi che lo abitano non hanno una vita al di fuori di quei graffi. Che cosa è successo loro? Hanno tutti cessato di esistere nel momento in cui il romanzo è finito.

Narrato in prima persona dalla coraggiosa Hazel con uno stile semplice e scorrevole, Colpa delle stelle ci presenta una gamma di personaggi che affrontano il dolore quotidiano senza mai diventare patetici; che si rassegnano alla convivenza con la malattia e la morte con grande spirito vitale e una buona dose di ironia. Un romanzo profondo, commovente, che merita tutti i premi che ha conquistato e quelli che continuerà a conquistare.

Autore: John Green
Titolo: Colpa delle stelle
Titolo originale: The Fault in Our Stars
Traduzione di Giorgia Grilli
Casa Editrice: Rizzoli
pagine: 347
Prezzo: € 16,00
Data pubblicazione: 10 ottobre 2012

4 Readers Commented

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  1. LaLeggivendola on 11 Febbraio 2013

    QUESTO è uno Young-adult, cavolo.
    Di John Green ho letto solo Cercando Alaska, finora. Non mi ha particolarmente entusiasmato, di certo mi è piaciuto. E sono certa che se l’avessi letto quando ero adolescente l’avrei adorato senza riserve.
    Plauso all’autore per i temi forti in romanzi per ragazzi… anche se non so se qui in Italia sia pubblicato come YA o meno ò_ò

    • Gabriella Parisi on 11 Febbraio 2013

      @LaLeggivendola: concordo in pieno con te! Colpa delle stelle è un romanzo meraviglioso per chiunque, ma gli YA lo hanno adorato, tanto che sul web si trovano devianart ispirate ai protagonisti, come quella che ho inserito nel post, e addirittura su Goodreads hanno creato un gruppo chiamato Ask John Green (Chiedi a John Green) che è continuamente intasato di domande (http://www.goodreads.com/group/show/87031-ask-john-green—january-23-2013). Qualche buontempone aveva anche creato la scheda del libro An Imperial Affliction, che avevo intenzione di inserire nel post, ma è stata, ahimè, rimossa! 😀

  2. Sara De Paolis on 1 Aprile 2013

    ciao, io ho tredici anni e ho letto Colpa delle Stelle. Mi è piaciuto tantissimo e mi ha fatto riflettere molto. E’ molto triste questo è vero, io ho pianto, ma ne vale la pena di leggerlo. Sono rimasta colpita da questo romanzo e ci tenevo solo a ringrazziare John Green per questo fantastico romanzo, ha lasciato davvero una piccola cicatrice dentro di me.

    • Gabriella Parisi on 5 Aprile 2013

      Sono contentissima che ti sia piaciuto, Paola. Questo romanzo spinge a riflettere sul senso della vita e sull’esigenza che gli uomini hanno di lasciare un segno del loro passaggio su questo mondo. Ma quanto è doloroso quel segno per chi resta?

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