L’ultimo thriller di Francesco Caringella, finalista tra i dodici del Premio Strega 2015, appartiene alla categoria dei libri godibili che scorrono facilmente fino all’ultima riga, intrigando e coinvolgendo il lettore medio.

Francesco Caringella è un magistrato pugliese, membro del Consiglio di Stato; un altro giudice che decide di coniugare la passione per la scrittura con la prassi quotidiana di indagini e processi. Ebbene Caringella nell’ultimo suo romanzo Non sono un assassino aggiunge elementi che avvincono il lettore in un turbine rapido e incalzante di eventi non solo esterni, ma soprattutto interni ai personaggi della storia.

Non sono un assassinoIl narratore interno, che l’autore elegge a punto di vista unico del romanzo, è il vice-questore Francesco Prencipe, amante della bella vita, ambizioso e sciupa femmine, che al momento culminante della sua vita, quando si è separato dalla moglie Vittoria più volte tradita, viene accusato di omicidio dell’amico, il pubblico ministero Giovanni Mastropaolo, l’artefice dei suoi successi professionali. È l’ultima persona che ha visto vivo il p.m. nella sua villa al mare presso Nardò, si ritrovano solo le sue impronte; dall’ottantenne vicino di casa è lui il solo che è stato visto uscire precipitosamente dalla villa del giudice. È l’unico indiziato e possibile colpevole, ma il protagonista non ha un movente per l’uccisione di un amico, a cui deve tutto. Deve dimostrare con l’aiuto dell’avvocato Giorgio, suo amico fin dal liceo, che a uccidere con un colpo secco Giovanni Mastropaolo non è stato lui, ma un fantomatico motociclista con il casco rosso, incrociato sul luogo del delitto, solo da Prencipe.

Come è potuto succedere che un uomo, la cui vita poteva essere perfetta, si sia trovato all’improvviso a combattere per sopravvivere nella cella umida e angusta di un carcere?

Dal vortice degli eventi che sconvolgono la vita di Prencipe, già percorsa da ombre inconfessabili, il lettore si ritrova a scandagliare senza filtri i pensieri del vice-questore e a seguirne le tracce convulse fino agli ultimi colpi di scena. È la linea degli stati interiori dei personaggi che maggiormente attrae di questo romanzo, da Prencipe, alla figlia, alla moglie, ai suoi amici che lo sostengono in un frangente drammatico della sua vita, agli avversari, convinti della sua colpevolezza. Il romanzo conduce il lettore alla consapevolezza che il destino è opera dell’uomo, della sua volontà e della sua indole, anche a dispetto della fortuna benevola e rassicurante. La verità meno bugiarda accomuna i disegni spesso assurdi della vita e i calcoli processuali, massime che donano anche spunti di riflessione, inusuali per i thriller tradizionali.

Anche la vicenda giudiziaria che dopo poche ore avrebbe conosciuto la parola “fine” mi aveva insegnato che il processo, come la vita, è una rete arbitraria di artifici e menzogne, un pantano putrido dal quale il giudice deve venir fuori andando a caccia della verità meno bugiarda.

Non mancano gli ingredienti tipici del thriller: la suspense ottenuta con frasi brevi e spezzate, descrizioni di notturni da paura, voci che parlano alla coscienza del protagonista, preponderanza di paesaggi spettrali.
Adatto per chi ama il genere.

Titolo: Non sono un assassino
Autore: Francesco Caringella
Data di pubblicazione: ottobre 2014
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Prezzo: € 9,90

the author

Grazia è nata e lavora a Gioia del Colle, in provincia di Bari, presso il liceo classico "Publio Virgilio Marone". Curiosa dell’umanità, ama le sfide e mettersi in gioco continuamente. Sensibile, testarda, diretta e determinata, è sempre alla ricerca di valicare i propri limiti. Il motto che cerca di rendere pratica di vita è l’ideale del commediografo latino Terenzio: “Homo sum: humani nihil a me alienum puto” (Sono un uomo: penso che nulla che riguarda l’uomo mi sia estraneo).

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