Vi parlo oggi di un romanzo breve ma intenso che, pur essendo un romanzo d’esordio, fa pensare alle grandi voci della letteratura italiana. Nient’altro che amare di Amneris Di Cesare parla di una donna la cui vita è segnata fin dalla nascita, per il solo fatto di essere nata donna in un paesino gretto e meschino, dove gli uomini sono padroni incontrastati a cui è consentito ogni abuso.

di cesare romanzoLa vita di Maria ‘a Zannuta è decisa fin dalla nascita: la madre la segna con quel nome che le resterà appiccicato per tutta la vita, il padre la considererà un essere inferiore solo perché donna (capiddri longhi cirveddru curtu); per lui e per tutti sarà ‘a ciota, la stupida.

Al paese mio, un soprannome è per la vita, e può perseguitarti, può condizionare il tuo destino e persino scriverlo. Zannuta fu il mio e da quel momento non mi ha mai più abbandonato. In qualche momento mi ha fatto persino compagnia.

Cresciuta negli anni sessanta in un piccolo paese della Calabria, Maria segue il suo destino di figlia non amata da parte di entrambi i genitori. Gli uomini, brutali animali senza leggi e senza sentimenti, si approfitteranno di lei e del suo corpo sensuale fin da giovanissima, certi che resteranno impuniti perché uomini; perché le donne sono tutte sgualdrine, che siano consenzienti o che vengano prese con la violenza. E Maria non si ribellerà mai e li lascerà fare, perché sa che la sua voce non avrebbe alcun peso. Rimasta incinta dopo la prima violenza, Maria si vedrà levare il figlio, Rosario, da suo padre, che lo cederà al padre della creatura in cambio di un furgoncino. Consapevole di non poter più vivere con i genitori dopo questa crudeltà, la ragazza andrà via di casa.

Mi lasciava andare per togliermi dai piedi e avere casa libera per la sua intimità. E la generosità che mostrò in quel momento, deve esser davvero stato tutto l’amore che era riuscita a racimolare e regalarmi: quattro grembiuli e un maglione, di lana, per la stagione più fredda. Mio padre non mi avrebbe dato neppure quelli, ma in quel momento non c’era. E lei mi salutò sulla porta, agitando una mano e aspettando che io fossi sparita alla sua vista per rientrare.

Da quel momento in poi la vita di Maria sarà attraversata da tanti uomini diversi: alcuni non le lasceranno niente, altri le lasceranno ricordi terribili, altri ancora le lasceranno il loro seme, il bene più prezioso per ‘a Zannuta: i suoi figli.

Nient’altro che amare racconta la storia di una donna che la società voleva vinta in partenza per il solo fatto di essere donna. ‘A Zannuta però riesce, col suo immenso amore verso le sue creature e il suo attaccamento alla vita, a riscattarsi, a uscire fuori vincitrice. Maria sembra essere un personaggio di Pirandello, che resta imbrigliato dallo schema che il paese in cui abita ha deciso per lei fin da quando i genitori l’hanno segnata con quel soprannome. Solo quando le toccano i figli a’ Zannuta non è disposta a comportarsi come la società si aspetta: allora si ribella, scalcia, morde e difende i suoi cuccioli.

Narrato dalla voce piena di passione della protagonista, Nient’altro che amare ha uno stile asciutto, essenziale, quasi brutale. I personaggi entrano ed escono dalla vita di Maria. A volte ritornano, senza chiedere il permesso, altre volte vanno via per sempre.

Non gli ho mai fatto domande. Non ne faccio mai. Mai stata curiosa della vita degli altri. Ho sempre preso la mia così come viene, e dalla vita ho sempre accettato tutto.

Autore: Amneris Di Cesare
Titolo: Nient’altro che amare
Casa Editrice: Cento Autori
Collana: Palpiti
Pagine: 120
Prezzo: € 11,00
Data pubblicazione: 29 maggio 2012

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