Potremmo più dire su Goodreads – il social network interamente dedicato ai libri –, se un libro non ci è piaciuto, cosa non va e assegnargli una sola stellina? Forse, finché ci limiteremo a scrivere le recensioni in italiano, perché la maggior parte degli utenti, essendo anglofona, non capirà quel che abbiamo scritto, quindi la nostra recensione non potrà ricevere i voti che magari meriterebbe dalla community di Goodreads (purtroppo!)

goodreads 1Il 13 agosto 2012 Otis Chandler – il «papà» di Goodreads – ringraziava i 10 milioni (che nel frattempo sono diventati 12) di utenti così:

Thank you for choosing to spend time with us on Goodreads: sharing your love of reading, discovering new ideas, and telling your friends about your experience. We love your passion, your smart, thoughtful, and creative reviews, and your belief that reading books makes the world a better place.

Grazie per aver scelto di trascorrere il vostro tempo su Goodreads: per condividere il vostro amore per la lettura, per la scoperta di nuove idee e per raccontare agli amici la vostra esperienza. Amiamo la vostra passione, le vostre recensioni intelligenti, ponderate e creative e la vostra convinzione che leggere libri renda il mondo un posto migliore.

A quanto pare, alcune recensioni non sono state considerate sufficientemente ponderate, perché alla minima lamentela da parte dell’autore (che, quando si è visto rifilare 1 stellina per un suo libro è andato a piangere dalla mamma), sono state retrocesse – sebbene abbiano un punteggio di gradimento più alto, che permetterebbe loro di essere visualizzate ai primi posti – o, addirittura, nascoste e sono visibili solo agli amici. Di contro, recensioni senza reali motivazioni ma con 5 stelline, scritte sulla fiducia da utenti che magari non hanno neanche letto il libro, sono salite in vetta alla pagina del libro in questione. Ma, se nel caso precedente a essere offeso era solo l’autore, in questo caso dovrebbero essere indignati tutti gli utenti che si affidano a Goodreads con fiducia!

Durante l’estate 2012 è scoppiata un’accesa polemica con alcuni autori e relativi fans che si sono riuniti per combattere i recensori (considerati dei bulli), diventando, a loro volta, dei veri e propri stalker dei suddetti recensori. A loro volta i recensori hanno creato un blog di risposta. Una vera e propria guerra, insomma, dove si rischia di perdere di vista il vero scopo di Goodreads che non è solo quello di tenere in ordine le proprie librerie ma di scoprire nuovi libri e nuovi scrittori, scambiarsi opinioni, valutare gli aspetti positivi e negativi di un libro prima di decidere se acquistarlo o meno. Senza togliere che ciascuno di noi ha un proprio gusto personale e una propria opinione e che – se anche mi posso divertire a leggere una recensione negativa – non necessariamente, leggendo quello stesso libro, avrò la stessa opinione di chi l’ha scritta! Magari è proprio l’ironia di quella recensione che mi renderà curiosa e mi spingerà a comprare proprio quel libro. Se invece – come è accaduto ripetutamente – gli autori dei libri in questione intervengono piccati sulle recensioni negative, potrei – in qualità di utente – valutare un tale sfoggio di suscettibilità a loro sfavore e forse mi passerebbe la voglia di regalar loro i miei soldi.

Una recensione negativa non è la fine del mondo. Anche se non contiene alcuna critica costruttiva. E non si tratta certo di bullismo. Ma, naturalmente, l’interesse di Goodreads fa pendere l’ago della bilancia dalla parte degli autori e delle case editrici, che spesso sponsorizzano il sito. Intanto sono stati presi provvedimenti: sono state pubblicate nuove regole generali da seguire nelle recensioni, sempre tenendo presente che

Goodreads reserves the right to remove a review at any time for any reason. It is at our sole discretion and no one else’s, that we decide when a review is against our guidelines.

Goodreads si riserva il diritto di eliminare una recensione in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo. È a nostra unica discrezione e di nessun altro decidere quando una recensione va contro il nostro regolamento.

amazon_review_2A.335163315_stdSu Amazon è accaduto qualcosa di simile, ma il motivo è praticamente l’opposto. La questione riguarda, infatti, sempre l’eliminazione di recensioni ma stavolta lo si è fatto in massa, anzi, soprattutto quando i libri avevano ricevuto votazioni alte. Il problema si è verificato a causa dello scandalo delle auto-recensioni o recensioni scritte con account fake e Amazon ha deciso di rimuovere quasi automaticamente le recensioni legate ad «attività ad alto rischio di pubblicazione», ovvero recensioni relative a e-book Kindle autopubblicati, senza valutare quali fossero state scritte innocentemente e legittimamente e quali no.

Sia nel caso di Goodreads che in quello di Amazon, dunque, l’utente in buona fede, rischierà di scoprire che la sua recensione è stata rimossa dal sito e –qualora volesse chiedere spiegazioni – riceverà una risposta nebulosa che non chiarirà il motivo dell’eliminazione.

E allora sapete che vi dico, cari utenti standard? D’ora in poi ci converrà valutare tutte le nostre letture con tre stelle. Del resto, si sa, in medio stat virtus. Così non daremo nell’occhio né fra i fanatici di Goodreads, che pretendono solo recensioni positive, né all’automatico «terminator» di Amazon a caccia di recensioni .

Ma sarà davvero la scelta giusta?

10 Readers Commented

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  1. Mr.Loto on 28 Novembre 2012

    I libri sono come i profumi; la scelta, e la valutazione,è una questione troppo personale ed oggettiva per esprimere un parere universalmente giusto. Per questo è abbastanza normale cadere in questo tipo di problema quando si da la possibilità a chiunque di fare delle recensioni; se fossi stato al posto dei responsabili di Goodreads ed Amazon, semplicemente, avrei eliminato la possibilità di rencensire i libri. Tutti, se vogliamo, possiamo andare in giro, nella vita reale e nel web, a cercare opinioni in merito!
    Personalmente, comunque, non mi baso mai sul parere altrui; quello che diventa un grande successo letterario o ha dalla sua parte i commenti entusiasti della maggioranza, di solito, non mi piace mai.
    Un saluto

    • Gabriella Parisi on 28 Novembre 2012

      Se potrei essere anche d’accordo per quanto riguarda Amazon, per Goodreads non condivido affatto! Goodreads è un social network su cui ogni utente tiene ordinata la propria libreria, aggiungendo – giustamente – il proprio gradimento (valutato in stelline) e magari spiegando con una recensione più o meno breve perché si è votato il libro in quel modo. Su Goodreads non si vendono libri – sebbene sia un’ottima piattaforma pubblicitaria. Uno dei suoi scopi è proprio quello di scambiarsi opinioni sulle varie pubblicazioni con utenti dai gusti simili ai propri (non necessariamente amici!) Dunque, eliminare le recensioni da Goodreads significherebbe privare gli utenti di un buon 50% dello scopo del network (oltre a privarli della libertà di opinione!)

    • sakura87 on 13 Dicembre 2012

      Hai ragione, Mr.Loto, mi ero indignata per il tuo commento ma dimenticavo che siamo in Italia!
      Tutti col bavaglio per non offendere nessuno, volemossebene e viva il politically correct! Tutti i libri sono bellissimi e tutti i gusti sono gusti!

  2. daydream on 28 Novembre 2012

    Oddio che polemica assurda °-°
    Non capisco perchè gli autori non riescano ad accettare delle recensioni negative o delle critiche °-° mah!

    • Gabriella Parisi on 28 Novembre 2012

      Infatti! Ma vedessi che scrivono per commentare sotto alle recensioni e sui loro blog! Sono davvero infantili e, con i loro fan, diventano dei veri e propri stalker. Altro che recensori-bulli, i bulli sono loro!

  3. Clody on 28 Novembre 2012

    Ciao a tutti! Sono passata per un saluto e per invitarvi ad una bella iniziativa natalizia, dove si possono ricevere tanti libri!
    Non occore scrivere un poema, anche solo una paginetta può bastare 🙂

    http://locandalibri.blogspot.it/2012/11/christmas-gift-una-magica-nevicata-di.html

  4. Nina Pennacchi on 28 Novembre 2012

    Pessima, pessima notizia! Speriamo non si allarghi anche al più conosciuto – qui in Italia – aNobii. Secondo me nessuno può scegliere in vece nostra quale opinione considerare interessante e quale no. Soprattutto non un sito con finalità economiche come Amazon o Goodreads! Già ci sono i giornali, i siti, alcuni blog – non questo! – che spacciano per recensioni “oneste” il favore fatto all’autore o alla casa editrice; la forza di aNobii e Goodreads sta proprio nell’essere un circolo di lettori, ovviamente disomogeneo, dove si può trovare l’opinione e il consiglio in qualche modo più adatto a noi (insieme ad altri cento non condivisibili, ma è questo il bello!) Mannaggia, i big si sono sono accorti di queste piattaforme, adesso. Ma non è il primo attacco che viene fatto alla critica “fai da te”, ultimamente – anzi, gli attacchi sono sempre più numerosi, o sbaglio? 🙁

    • Anonymous on 29 Novembre 2012

      Partendo dal basso. A quali attacchi ti riferisci? Magari mi sono persa qualche avvenimento importante! 😀

      Comunque tornando al discorso sopra. In Italia dubito si verificherà con anobii, nel caso degli editori, dato che sono pressoché assenti dalla piattaforma, a parte un profilo abbandonato in cui si vedono passare le balle di fieno spostate dal vento.

      Gli autori bulli, ahimé, esistono anche in Italia. E l’ho sperimentato in prima persona. E si risentono anche per una critica negativa, magari feroce, ma non offensiva o denigratoria. Gli autori non possono aspettarsi che il recensore o il lettore tenga conto dei suoi sentimenti o del lavoro svolto. Altrimenti anche il più mediocre degli scrittori, considerato magari il lavoro precedente alla pubblicazione, andrebbe rivalutato sotto una luce diversa. Chiaramente non si può fare. Gli autori sono eccessivamente sensibili alle critiche, poco attenti a verificare la fondatezza di tali critiche (insomma, fatte na domanda orsù!) e troppo convinti del valore della propria opera. Un bel bagno di umiltà, ma anche di realtà. Non si scappa dalle critiche, e paradossalmente sono proprio quelle che fanno crescere uno scrittore, lo aiutano a migliorarsi. Di certo, non si è spinti al miglioramento se si ricevono solo elogi sperticati, che servono solo a gratificare gli animi.
      Alessandra

    • Nina Pennacchi on 29 Novembre 2012

      Ma se un autore si risente senza infastidire, alla fin fine, ci può anche stare… il problema è quando comincia a chiedere di oscurare recensioni o bannare utenti 🙁
      Per la cosa degli attacchi, mi riferivo alla polemica di qualche tempo fa (che però riguardava i blogger) quando Peter Stothard disse che i blog letterari saranno la morte della “critica seria”… mi sembra se ne era parlato anche qui, in ogni caso ho trovato
      questo link, spulciando: http://www.finzionimagazine.it/news/attualita-news/i-bookblogger-rovinano-la-letteratura/

  5. Dulina on 29 Novembre 2012

    Due parole: che tristezza -.-“

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