Datemi due simboli per il bene e il male. Vi convincono le banche per il male e… i libri per il bene? Se siete di quella categoria di persone che risponderebbero “sì” allora può interessarvi questa news su un’inusitata stretta di mano fra angeli e demoni. La Giunti e la Banca Popolare dell’Emilia Romagna hanno stretto un accordo per ospitare uno stand ricco di volumi e di gadget della casa editrice in questione all’interno delle 235 filiali sparse in tutta Italia. Chi acquista potrà godere di uno sconto del 15 %. Dopo i buoni risultati di un test effettuato su 35 sedi, si procederà presto a estendere l’operazione.

BPER_Giunti_1--400x300Secondo l’agenzia AdnKronos, Fabrizio Favali, Responsabile dell’Ufficio Marketing Operativo e Sviluppo Prodotti Retail di Bper afferma: “L’iniziativa si colloca nell’individuazione di scenari evolutivi nel mercato dei privati, finalizzata ad ampliare l’offerta commerciale della nostra banca”. Si è parlato di “ottima sinergia”. Vogliamo provare un po’ a tradurre in parole povere? Le Banche stanno a braccetto con lo Stato. Questa “sinergia”, stile quella del Gatto e la Volpe, ha in genere lo scopo di fregare il povero piccolo Pinocchio, giusto? E indovinate di chi stiamo parlando, fuor di metafora?

Le Banche e lo Stato sono quella cosa per cui, se devi dare l’affitto al tuo padrone di casa – che già ti pesa sulle magre finanze – devi farlo attraverso un assegno o un bonifico, così lo Stato ti traccia, le Banche ci guadagnano la loro porzione e tu ovviamente paghi di più. Scusate l’esempio sciocco, ma ciascuno di noi, più o meno avvertito, sa quale pania di viluppi ci lega e ci dissangua in questa primavera di modernità, in cui i vampiri vestono giacca e cravatta e noi siamo lì a porgere il collo. Ora i nuovi demoni hanno trovato un modo per attirarci nelle loro ragnatele o alla portata dei loro canini, usando invero delle ottime esche: i libri. Hanno torto? Hanno avuto una brutta pensata? Ma no!

Davvero i libri e le penne di tutte le forme e colori, i ricettari, gli album per i bambini, gli ultimi best seller, i classici con nuove fiammanti (per quanto improbabili) cover sono un’esca davvero splendida. Per esempio, negli uffici postali più grandi, dove ci sono gli shop di libri, DVD e cancelleria varia, è realmente più gradevole andare a fare lunghe file: è maledettamente consolatorio potersi perdere un attimo fra gli stand, piccoli o grandi che siano, e dimenticare i motivi per cui si è lì a far la fila, in genere tristi e deprimenti. E a volte comprare anche solo un misero libricino accende una luce anche nel cuore più buio. Possiamo forse negarlo? Sinceramente sembra strano che non ci siano arrivati prima a farlo anche nelle banche. Avranno fatto lunghe e complesse analisi di mercato, riunioni e discussioni. Quasi quasi ci dispiace per loro.

Alla fine, dunque, noi poveri frequentatori delle banche, noi lettori, siamo davvero le vittime? In verità noi siamo, sì, realmente le vittime e anche i carnefici di questa misera società consumistica, ma se persino per sbaglio ci potesse capitare di acquistare un libro e rimanerne stregati, non ci sarebbe forse il possibile rischio di un reale guadagno? Un libro è una cosa buona. Ok, potrebbe essere un pessimo libro, un libro inutile, ma è meglio lasciarsi tentare da un maglioncino nuovo, da un gadget per il cellulare o da un bel volumetto rilegato? Potrebbe persino capitare che il responsabile del bookshop si sbagli e, nella fretta, invece di 99 sfumature di Grigio ci metta in busta, che so, l’ultimo di Jane Austen, o la versione tascabile dell’ultimo lavoro teatrale di quel mattacchione di William Shakespeare e così, in un amen, la nostra vita potrebbe cambiare. E alla fine potremmo persino pensare di fare un ingresso libero e deciso direttamente in quei posti magici fin troppo negletti, le librerie, dove ci sono meno cravatte, meno numeri, ma sicuramente più parole e pensieri.

In fondo fra il Gatto e la Volpe alla fine della storia chi vince, se non il nostro povero piccolo Pinocchio?

6 Readers Commented

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  1. Rosalinda on 21 Febbraio 2014

    Onestamente non mi ci vedo propio andare in banca per acquistare un libro, molto meglio le care e vecchie librerie

    • Antonella Albano Author on 22 Febbraio 2014

      Beh, mica uno lo fa apposta! Però, metti che stai lì, oppressa dalla noia per la fila da fare… e quel libro che proprio volevi prendere è lì che ti strizza l’occhio…
      Poi, ovviamente, se non approvi l’operazione – cosa anche possibile – reprimerai la tentazione e, al diavolo la perdita di tempo, passerai comunque dalla libreria. Diciamo che in ogni caso ci avrai guadagnato un libro! 😛

  2. Annarita Faggioni on 21 Febbraio 2014

    L’hanno fatto a Poste Italiane con notevole successo: dove c’è attesa c’è anche voglia di leggere un bel libro.

    • Antonella Albano Author on 22 Febbraio 2014

      E’ voglia di distrarsi. E’ ovvio che giochino sulla nostra misera noia, però, se dobbiamo essere consumisti per forza, meglio consumare un libro.

  3. Silvia Schwa on 21 Febbraio 2014

    Con me non funzionerebbe, ho sempre un libro in borsa per le lunghe file 🙂
    Una nota sulla Posta…sinceramente non comprerei mai niente lì, perché i commessi sono talmente insistenti! Dopo aver pagato qualcosa iniziano con la solita tiritera peggio dei venditori di enciclopedie: lo vuoi questo libro? E questa rivista? E questa macchinina edizione limitata?

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