In occasione del primo compleanno di Feltrinelli Zoom è stato organizzato il primo hangout italiano dedicato all’editoria. Per chi non lo sapesse un hangout è una sorta di videochat realizzabile tramite il social Google+, che permette di organizzare questi incontri virtuali e renderli disponibili a tutto il pubblico internauta. 

Zoom è la collana tutta digitale di Feltrinelli, dedicata a libri “che finora non si potevano fare: racconti, romanzi a puntate, guide, saggi e interventi editi e inediti. Romanzi brevi e maneggevoli, curati nella forma e nei contenuti e disponibili all’irrisorio prezzo di 99 centesimi.

A un anno dal suo esordio Zoom e Feltrinelli Editore hanno voluto parlare di come l’editoria digitale ha cambiato o sta cambiando le nostre vite, e per farlo hanno scelto un mezzo quanto mai appropriato visto il tema: l’hangout, appunto.

L’incontro è stato moderato da Fabio Di Pietro, responsabile dei prodotti digitali e di interscambio di Feltrinelli, e ha visto la partecipazioni di quattro autori Zoom (Paolo Di Paolo, Roberto Ferrucci, Piersandro Pallavicini, Tommaso Pellizzari) e di tre rappresentati dell’editoria digitale “non canonica” quali, Andrea Chirichelli, co-fondatore della rivista Players, Noemia Cuffia, ideatrice del blog Tazzina di Caffè, e il sottoscritto, Roberto Gerilli, come ambasciatore (inesperto) di Speechless Magazine e Diario di Pensieri Persi.

L’Hangout, della durata di poco più di ottanta minuti, ha toccato molti temi inerenti all’editoria digitale, cercando di analizzare, in maniera volutamente molto colloquiale, le dinamiche, i preconcetti e le potenzialità di questa nuova frontiera dell’editoria. Il cambiamento portato dal digitale riguarda i lettori che devono abituarsi a questa “nuova” tipologia di lettura, uguale ma al contempo diversa da quella cartacea tradizionale, ma riguarda anche gli autori che possono pensare di adattare il proprio stile al nuovo formato e, soprattutto, di trovare il modo di sfruttarne le potenzialità. Realizzare un prodotto digitale, infatti, che sia esso un e-book o una rivista come Speechless, non significa soltanto realizzare la versione digitale di un possibile prodotto cartaceo. Ma anche avere la libertà e i mezzi di fare qualcosa di diverso, originale, che vada oltre le politiche di mercato e i limiti della carta stampata. Di questo e di molto altro si è parlato durante l’incontro (che potete guardare nella sua interezza cliccando QUI).

Per quanto ci riguarda facciamo i complimenti a Feltrinelli e a Zoom per l’originale iniziativa, nella speranza che possa essere da esempio per molte altre case editrici e che riesca a far comprendere a tutti (dal semplice lettore agli addetti ai lavori) che il digitale non è “un nemico della carta” ma un’alternativa (dal grande potenziale) all’editoria tradizionale.

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