Parliamo oggi di una serie pubblicata qualche anno fa da Mondadori, che prima ha fatto uscire il primo e il secondo romanzo e poi ha raccolto l’intera trilogia in un volume unico, facendo sì che, chi avesse voluto leggere l’ultimo libro della serie, avrebbe dovuto acquistare di nuovo i primi due. Forse avrete capito che parlo della trilogia distopica di Scott Westerfeld, Uglies, pubblicata in Italia col nome di Beauty. Essa consta di tre volumi, Brutti, Perfetti e Speciali (in inglese è uscito anche un quarto episodio, Extras, che però non ha Tally Youngblood come protagonista) che ci presentano un mondo di perfezione fisica. Ma siamo sicuri che il detto “mens sana in corpore sano” sia sempre giusto?

BRUTTI

bruttiQuanto la bellezza influenza il comportamento umano? Se fossimo sicuri di vivere in un mondo in cui tutti sono perfetti, a partire da una certa età ― sedici anni per essere precisi ― non cresceremmo più sicuri di noi stessi? Tutte le inadeguatezze tipiche dell’adolescenza non verrebbero meno se avessimo la certezza di poter diventare, allo scadere del sedicesimo anno di età, degli esseri senza difetti fisici, esattamente come tutti gli altri? Tally Youngblood non vede l’ora di compiere gli anni per poter fare finalmente l’operazione che la renderà perfetta, come tutti gli altri, e che la farà tornare nuovamente assieme a Peris, il suo amico d’infanzia e compagno dei giorni da brutta. Tally ha uno spirito più avventuroso degli altri brutti, però, e vuole vedere come vive Peris prima dello scadere del termine. La sua audacia la porterà molto lontana, ma lei ancora non lo sa.

Sì, perché in questo mondo tranquillo, dove i neo-perfetti non fanno altro che divertirsi, frequentare feste e ubriacarsi, c’è qualcuno che non è disposto a seguire la massa, ma vuole vivere in maniera diversa e più libera, anche se ciò comporta ritornare alla natura, sfruttare le proprie risorse in modi che fanno arricciare il naso a questa società e vivere alcuni disagi che nelle città sono superati.

Ormai sono passati alcuni millenni, infatti, da quando i Rugginosi (cioè NOI) sfruttavano indiscriminatamente le risorse della Terra. L’uomo ha trovato un modo non soltanto per rendere tutti perfetti ― non uguali, naturalmente, ma della stessa altezza, peso e taglia e privi di difetti fisici di sorta ―, ma anche un sistema per rendersi autosufficiente rispetto alla Natura, che prolifica selvaggiamente all’esterno delle città, senza inquinare, disboscare e riciclando tutto. Una vera utopia. Ma…

Chi stabilisce i canoni della bellezza? Non è forse nella diversità di ciascuno di noi che essa risiede? Una società basata sulla bellezza fisica, inoltre, non rischia di essere superficiale? Di sicuro Tally, la nostra protagonista, sembra esserlo e all’inizio si fa fatica ad affezionarsi al suo personaggio. Questi quesiti ci fanno supporre che Brutti sia un romanzo banale ma, in realtà, non lo è, perché offre numerosissimi spunti di riflessione. Non siamo forse anche ai giorni nostri ossessionati dall’aspetto fisico? Non ci sono persone che si trasformano in continuazione con operazioni di chirurgia plastica, tatuaggi e quant’altro rincorrendo una perfezione inesistente? E che dire dell’anoressia? Nel mondo di Westerfeld è stigmatizzata, ma solo perché le persone possono permettersi di mangiare ciò che vogliono e non cambiare taglia grazie al purgacalorie, una medicina miracolosa che accelera vertiginosamente il metabolismo. In questo mondo, dunque, si vive sicuri, senza conflitti e differenze sociali.

— Sì, sì, lo so — recitò Shay. — Tutti giudicavano gli altri in base all’apparenza. Le persone più alte avevano i lavori migliori, e addirittura certi politici venivano votati solo perché erano meno brutti di altri. E bla bla bla.
— Esatto! E ci si uccideva l’un l’altro perché si aveva la pelle di colore diverso. — Tally scosse la testa. Per quante volte glielo avessero ripetuto a scuola, a quello proprio non riusciva a crederci. — Perciò che c’è di male se ora le persone si somigliano di più? È il solo modo per renderle tutte uguali.
— E perché invece non renderle più intelligenti?

Ma forse, come dice Shay ― la nuova amica di Tally Youngblood che le farà vedere tutto sotto un’altra luce ― basterebbe che le persone fossero più intelligenti perché esista l’uguaglianza: la diversità è solo nelle nostre teste. E comunque, siamo certi che nel mondo utopico di Tally Youngblood siano davvero tutti uguali? Tally scoprirà ben presto che non è così, che la mancanza di conflitti e di avidità sono dovuti a una mostruosa realtà.

Autore: Scott Westerfeld
Titolo: Brutti
Titolo Originale: Uglies
Traduzione di A. Ragusa
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 354
Prezzo: € 13,00
Data pubblicazione: 5 giugno 2006

PERFETTI

perfettiDopo le mille disavventure di Brutti, Tally si sottoporrà finalmente all’operazione che la renderà perfetta. Vi si sottopone volontariamente, sebbene, in realtà, abbia scoperto un agghiacciante segreto legato a quest’operazione. Oltre alla perfezione fisica, infatti, essa comporta anche una lesione al cervello che rende i perfetti tutti uguali anche dal punto di vista intellettivo, in modo che siano docili e facilmente gestibili. Sembra di calarsi nel mondo di 1984 di Orwell, dove gli individui vengono privati di volontà e sentimenti. Anche il linguaggio, già piatto in Brutti, qui si riduce ulteriormente: è tutto stuffoso o frizzolo, sembra quasi di sentir parlare la Neolingua creata da Orwell. E, dal momento che peso e altezza sono praticamente omologati, l’unica unità di misura è l’Elena che misura, ovviamente, la bellezza.

Ma prima di sottoporsi all’operazione, Tally si è scritta una lettera da leggere quando le funzioni del suo cervello saranno ormai compromesse, una lettera in cui si parla di queste lesioni e di una possibile cura. Accompagnata dal suo inseparabile ragazzo Zane, Tally inizierà la cura e cercherà di raggiungere Fumo, la città dei ribelli in cui c’è David, il ragazzo che ha conosciuto e di cui si era innamorata in Brutti. La lesione al cervello sembra aver cancellato tutti i ricordi da brutta di Tally, persino il suo amore per David. Westerfeld ci vuole far riflettere sul fatto che le diverse esperienze di vita talvolta ci allontanano dalle persone amate e ci spingono a creare nuovi legami, e perché questo accada non è necessaria neanche una lesione al cervello.

Un altro punto di riflessione è dato dal comportamento di Peris, che si rifiuta di seguire Tally e Zane a Fumo, perché a lui piace che le cose restino come sono.

Lui si strinse nelle spalle. — Certo, è emozionante. Ma non si può passare la vita a cercare di cambiare le cose. A un certo punto devi…
— Arrenderti?
Peris annuì, con quel suo sorriso ancora sulle labbra, come se in fondo arrendersi non fosse poi così male, come se valesse la pena di lottare soltanto finché era divertente.

Per ogni individuo che vorrebbe lottare e cambiare la società che ritiene ingiusta, dunque, ce ne sono migliaia a cui lo stato delle cose va bene così com’è o che non lo vorrebbero cambiare per codardia o indolenza.

Ma cosa potrebbe accadere se gli esseri umani venissero trasformati in perfetti senza subire la lesione al cervello? Gli unici che non le subiscono nel corso dell’operazione sono i medici e coloro che in seguito dovranno ricoprire incarichi di responsabilità. Fra essi ci sono i corpi di Circostanze Speciali, dei perfetti dall’aria crudele, che tengono le fila della società e controllano che brutti e perfetti non escano dai binari che consentono una vita tranquilla alla città.

Noi siamo sotto controllo, Tally, proprio grazie all’operazione. Lasciati liberi di agire, gli esseri umani sono una piaga per il mondo. Si riproducono senza tregua, consumando ogni risorsa e distruggendo tutto ciò che toccano. Senza l’operazione gli esseri umani diventano sempre rugginosi.
— A Fumo no.
— Prova a pensarci, Tally. I Fumosi devastavano le terre e uccidevano gli animali per procurarsi il cibo. Quando siamo atterrati, stavano bruciando alberi.
— Non tanti, però. — Tally sentì la propria voce spezzarsi.
— E cosa sarebbe successo se ci fossero stati milioni di Fumosi? Miliardi, nel giro di poco tempo? Fuori dalle nostre città l’umanità è una malattia, un cancro per il corpo del mondo. Ma noi Circostanze Speciali… — La donna si protese in avanti e carezzò la guancia di Tally, le dita stranamente calde nell’aria invernale. — Noi siamo la cura.

Tally incontra il Dottor Cable già in Brutti: è lei che la spinge verso Fumo per poter scoprire la sua dislocazione e distruggerla. È sempre il Dottor Cable che fa operare Tally rendendola perfetta e poi la manda ancora una volta da David per distruggere Fumo. Perché Fumo è l’alternativa, Fumo è la libertà.

Nella logica distorta di chi non ha subito le lesioni e dunque sa di essere avvantaggiato rispetto a tutti gli altri, il discorso fila. È vero che se si lasciano liberi di scegliere gli uomini finiscono per diventare sempre dei rugginosi. Ma chi decide chi può essere libero di scegliere e chi no?

Autore: Scott Westerfeld
Titolo: Perfetti
Titolo Originale: Pretties
Traduzione di M. Bastanzetti
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 355
Prezzo: € 13,00
Data pubblicazione: 28 maggio 2007

SPECIALI

beautyNel terzo e ultimo episodio della trilogia di Tally Youngblood, la giovane si sottopone a un’operazione per entrare in Circostanze Speciali, o meglio, nel corpo dei Taglianti, capitanato da Shay. In esso i giovani speciali si praticano tagli e ferite varie per acuire la sensibilità (essere frizzoli). Del resto in questo mondo esistono medicine spray che le fanno rimarginare immediatamente!

Zane ha il cervello seriamente compromesso dalla cura di Maddy, la mamma di David, di cui ha ingerito solo i fattori malefici lasciando a Tally l’antidoto. Dunque Zane, pur essendo stato guarito e riportato allo stato di perfetto, non è ancora stato ‘promosso’ a speciale. I sensi di speciale di Tally, ancora più acuti di quelli da perfetta, le fanno sviluppare una sorta di disgusto verso il suo ex ragazzo.

Il cambio di sentimenti di Tally sembra essere ogni volta collegato al suo cambiamento fisico, che comporta anche un cambiamento di abitudini. La Tally speciale non ha più niente in comune con la Tally brutta e sembra averne ancora meno con la Tally bella di Perfetti. Gli speciali, inoltre, sanno di essere superiori e nutrono disprezzo verso i perfetti comuni, che chiamano ‘teste vuote’, forse addirittura più che verso i brutti.

Che importava se indossava una maschera da Brutta? Come ripeteva sempre Shay durante l’addestramento, le teste vuote non avevano capito niente: l’aspetto fisico non contava affatto. Era il modo di porsi, il modo in cui vedevi te stesso. La forza e i riflessi c’entravano solo in parte: lei semplicemente sapeva di essere speciale, per questo lo era. Tutti gli altri erano solo carta da parati, uno sfondo sfocato di chiacchiere inutili, finché Shay non li aveva illuminati col suo personale riflettore.

In questo terzo episodio Westerfeld continua a ripetere: Sembra che la libertà finisca sempre col distruggere le cose. È per questo che la società ha cercato di limitare la libertà degli individui, controllandola tramite le lesioni al cervello. Purtroppo la natura umana continua a far ripetere agli uomini sempre gli stessi errori e gli stessi cicli: ci sarà sempre chi si ritiene ― e forse lo sarà anche ― superiore agli altri e cercherà di dominarli. Nel loro interesse, nell’interesse del mondo in cui si vive. Ma chi stabilisce che gli interessi di uno siano comuni a tutti gli altri?

E poi c’è la Natura, che segue le sue proprie regole e non è disposta a cedere niente all’uomo. Finora le città l’avevano chiusa fuori, libera di svilupparsi a suo piacimento, e contente di un patto non firmato di non aggressione. Ogni volta che Tally esce dalla città si ritrova a fronteggiare la Natura selvaggia, che contrasta nettamente con la perfezione ottenuta in sala operatoria, ma che è infinitamente più perfetta di quella prodotta dall’uomo.

Tra i Taglianti, Tally si era sempre sentita speciale. Ma adesso che era da sola nella natura selvaggia, la sua vista perfetta riusciva solo a farla sentire minuscola. In tutti i suoi gloriosi dettagli, il mondo naturale sembrava abbastanza grande da inghiottirla.

Il linguaggio di tutta la trilogia è semplice e scorrevole, con molti neologismi che forse suonano stupidi in italiano. Purtroppo nei romanzi distopici accade spesso che i traduttori, pur trovandosi davanti a termini che sembravano accettabilissimi ed eufonici in inglese, debbano trasformarli in qualcosa che in italiano abbia più o meno lo stesso significato, in modo da creare una sorta di gergo, e questo non sempre è facile.

Una trilogia avvincente che si basa su molti falsi valori della nostra società (la bellezza, il divertimento a ogni costo) e che ci porta a riflettere su uno dei valori fondamentali dell’uomo. Saremmo disposti a sacrificare la nostra libertà per raggiungere la perfezione fisica?

Autore: Scott Westerfeld
Titolo: Beauty
Titolo Originale: Uglies Trilogy
Traduzione di A. Ragusa, M. Bastanzetti, G. Salvi
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 1024
Prezzo: € 22,00
Data pubblicazione: 24 ottobre 2011

2 Readers Commented

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  1. Dulina on 30 Gennaio 2013

    Al di là del fatto che far uscire il terzo libro SOLAMENTE insieme agli altri due mi sembra proprio una trovata per far soldini, mi è piaciuta moltissimo questa trilogia, e anche se alla fine non tutto finisce secondo i canoni del “lieto fine”, di certo è molto più veritiero di altri romanzi distopici.

    Lui è un grande scrittore.

    • Gabriella Parisi on 31 Gennaio 2013

      Concordo: purtroppo la casa editrice ha approfittato un po’ della situazione. Del resto, meglio così che non farlo uscire del tutto (come è successo ad altre trilogie/serie, che sono rimaste mutilate).
      Anche a me la trilogia è piaciuta moltissimo e spero di trovare un angolino di tempo per leggere anche Extras (in inglese, purtroppo), sebbene Tally non sia più la protagonista.
      Si tratta di una distopia che amplifica talmente i difetti della nostra società attuale, da sembrare assolutamente plausibile (speriamo di no!) 🙂

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