Faccio outing: sono una backer del film di Veronica Mars. È da parecchio che so di esserlo, da circa 63 messaggi fa, dalla prima mail che mi ha mandato il regista del film, Rob Thomas, ma la verità è che, fidandomi del mio intuito pressappochista ma sicuro, non avevo mai cercato il significato del termine backer, che – ora rendo edotti pure voi – significa letteralmente “finanziatore”.

Ebbene sì, l’anno scorso, quando la possibilità di realizzare davvero il film di Veronica Mars è diventata una realtà con il crowdfunding, quando toccava ai fan riempire quel vuoto che l’immeritata fine della serie aveva creato in molti, io ho devoluto addirittura un euro. Avrei voluto dare di più, ovviamente, ma insomma, fa nulla, perché anche solo quella piccola accorata intenzione, trasformatasi in un deciso clic sulla tastiera del pc, mi ha accomunato a un sacco di gente, che si sentiva importante e ha gongolato moltissimo quando i 5,7 milioni di dollari sono fioccati nella raccolta nel giro di pochissimo tempo, superando anche di parecchio la soglia richiesta per la realizzazione del film.

ACMI_LIS-VeronicaMars-600x400Veronica Mars, il film sulla storia di quella ragazzina che alle scuole superiori faceva l’investigatrice con sagacia e ironia nonostante il cuore ferito, e che ora nove anni dopo – ormai giovane avvocato in carriera – si ritrova a dover ancora investigare per salvare il suo antico amore, arriverà nelle sale cinematografiche statunitensi il 14 marzo; potete vederne il trailer sottotitolato QUI; c’è un gran bel poster promozionale e tutto cospira a far crescere esponenzialmente le attese, soprattutto di coloro che si erano appassionati all’epoca alla serie (2004-07). Eppure possono avere un moto di soddisfazione anche coloro che hanno potuto constatare come le majors non hanno più, del tutto, l’ultima parola, se una serie amata, di valore, può essere fatta rivivere grazie a qualcosa di rivoluzionario come il crowdfunding.

Una definizione di questo fenomeno è presto data: “Processo di finanziamento dal basso da parte di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. Il crowdfunding si può riferire a processi di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il web è solitamente la piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowdfunding”. E poi dicono che il web è una brutta cosa.

jason-tshirt2Eppure ancora non è questo l’argomento di cui voglio parlare in quanto backer, ma del fatto che quel solo benedetto euro mi ha consentito di ottenere un canale preferenziale per sapere quello che stava succedendo sin dal primo esaltante momento quando il regista, Rob Thomas, e gli attori principali, fra cui Kristen Bell, Enrico Colantoni, Jason Dohring (nella foto con la maglietta del film) e gli altri, hanno realizzato davvero che l’avventura cominciava. È bastato un euro e mi sono arrivate nel corso del tempo e finora ben 63 mail da Kickstarter, la piattaforma di crowdfunding scelta, e da Rob Thomas, che ha firmato la maggior parte degli aggiornamenti, consentendomi di seguire quasi momento per momento la realizzazione del film. Video di gente folle di contentezza – attori e crew –, brevi mail che chiedevano scusa per il poco tempo a disposizione, notizie, stati d’animo, aggiornamenti sui gadget che i backers che avevano dato somme più alte hanno meritatamente conquistato. Insomma, io ero lì, con loro.

Questo non vuol dire che non sappia che questa è una strategia molto intelligente per mantenere desta l’attesa sul film, che il tipo di comunicazione apparentemente immediata e allegra è anche frutto di precise indicazioni di marketing: non importa. La scelta di Rob Thomas, con tutto il tempo che gli attori hanno impiegato a montare gli sketches, con la faccia di Kristen Bell mezza addormentata ed esterrefatta che guardava crescere la somma in diretta notturna (QUI), con la comunicazione degli stati d’animo della troupe, è stata una scelta vincente e dolce. Chi ha creduto nella realizzazione di questo film si è sentito al centro di un’avventura, ha potuto godere di un senso di appartenenza che credo sia davvero una cosa nuova e interessante. Volete un esempio?

veronica mars varietyLa mail #63 racconta di come Rob Thomas, Kristen Bell e Ryan Hansen siano andati a Las Vegas per accettare un premio attribuito al film come Variety’s 2014 Breakthrough Movie (il link QUI) e di come all’improvviso si siano resi conto di come nessuno si fosse sostanzialmente preparato un discorso da fare. Il premio era attribuito di fatto a motivo del sistema stesso di raccolta dei fondi, dato che il film ancora nessuno l’ha mai visto. Un premio a noi eroici finanziatori. Ma è andato tutto bene, ecco più su la foto.
Un’altra notizia che la mail numero #63 racconta è che il film avrà la sua premiere mondiale al SXSW, cioè al South by Southwest, festival musicale e cinematografico che ha luogo ogni primavera ad Austin, la capitale del Texas, dal 1987. Dice il regista:

“Ci sono un sacco di ragioni per cui sono entusiasta di fare la premiere al SXSW. A livello pratico, essere il film di testa a un importante festival del cinema come SXSW è una grossa occasione. Ci dà una spinta enorme per aiutare più persone a scoprire Veronica e, per ovvie ragioni, voglio che più persone possibile vedano il nostro film. Su un livello più personale, da persona che per lungo tempo ha risieduto ad Austin, ho sognato di essere il direttore del film di testa del Festival SXSW sin dal suo inizio, alla fine degli anni Ottanta”.

Rob Thomas ci avvisa anche che in una settimana il trailer ha avuto due milioni e mezzo di visualizzazioni e comunica, piuttosto mortificato, che i biglietti delle tre premiere americane sono già tutti esauriti, ma che cercherà di fare qualcosa. Ci dà anche un profilo twitter da seguire QUI. Non è dolce?

Ecco qui: il film di Veronica Mars  sta arrivando e il modo in cui è stato realizzato, il modo in cui si è “comunicato”, la familiarità che ha creato con la gente che ci ha creduto sono stati un prezioso surplus, un vero evento nell’evento.

Ci sono alcune altre serie televisive di cui avrei voluto vedere realizzato un film: Buffy The Vampire Slayer sicuramente, X-Files (un altro, sì!) e qualche altra, ma il fatto che per Veronica Mars sia stato possibile è, in generale, una gran bella notizia per chiunque giunga ad amare tanto una serie.

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