Ogni martedì dal 5 luglio è in onda sulla seconda rete della Rai la serie fantasy La spada della verità: una boccata d’aria fresca tra la solita programmazione di svariate serie investigative. La serie, prodotta nel 2008, è composta da due stagioni di ventidue episodi ciascuna, di cui ci vengono proposti, per ora, ben tre episodi a serata.

La fonte d’ispirazione per la serie tv è la saga letteraria di Terry Goodkind Legend of the Seeker, composta al momento da undici romanzi e un racconto che funge da prequel. La serie è stata tradotta in Italia con il titolo La spada della verità dalla casa editrice Fanucci, divisa però in un numero maggiore di volumi e con una storia di collane piuttosto travagliata nel corso del tempo.

Una notizia interessante per gli estimatori del fantasy e di Goodkind è che il 16 agosto uscirà negli Stati Uniti il prossimo volume della saga: The Omen Machine che, a detta dell’autore stesso, più che essere un seguito de La spada della verità sarà l’inizio di una nuova trilogia con protagonisti sempre Richard e Kahlan. Un nutrito stuolo di fan attende l’uscita del nuovo libro, di cui si possono attingere notizie direttamente dal profilo facebook dell’autore.

La saga letteraria si può considerare un tipico esempio di fantasy, con una mitologia complessa e un mondo perfettamente strutturato con la necessaria lotta fra bene e male. I fan testimoniano che la scrittura di Goodkind è capace di avvincere, che i contenuti sottesi alla trama si rifanno a una precisa visione filosofica in cui Richard Cypher, il protagonista, è il paladino del libero arbitrio contro il potere, identificato dall’autore negli integralismi politico-religiosi conditi da una sorta di egualitarismo estremizzato. Inoltre nei numerosi libri i contenuti sono abbastanza adulti e la violenza e le tematiche trattate parlano di un fantasy assolutamente non edulcorato e, in genere, non rivolto agli adolescenti.

Questa è la sorgente di ispirazione della serie televisiva, che però si è delineata diversamente per scelte ben precise del suo creatore, quel Sam Raimi che ci ha regalato le trasposizioni cinematografiche dell’Uomo Ragno. Gli episodi, che ci stiamo godendo su Rai2, ci parlano di fantasy d’evasione dai toni leggeri; diun eroe prescelto a cui è destinata una spada (non vi dice niente? Excalibur, la spada di Shannara?), di una bellissima donna dotata di magia; di un mago saggio e potente, Zeddicus, educatore e punto di riferimento per i due giovani eroi e di un cattivo che vuole soggiogare il mondo e la libertà degli esseri umani. La saga si è molto alleggerita con la trasposizione televisiva che, mentre nella prima serie segue le vicende dei libri, nella seconda se ne distacca nettamente propendendo per altre direzioni rispetto all’originale. Gli sceneggiatori, infatti, hanno voluto lavorare di più sui punti forti e accendere in generale i toni per fidelizzare ulteriormente gli spettatori.
Sostanzialmente attira, oltre la lotta per le forze del bene, la classica “tensione sessuale irrisolta” fra Richard e Kahlan che, pur essendo fortemente attratti reciprocamente, non possono cedere alla passione poiché la bella Kahlan è una Depositaria il cui potere consiste nel “confessare” le persone. Queste sono costrette a dirle la verità, ma poi la amano e fanno di tutto per lei, perdendo fatalmente il proprio libero arbitrio. Il coinvolgimento emotivo e passionale costituirebbe un rischio per i due: la missione del Cercatore (Richard), che deve salvare il mondo dal nulla, infatti, è troppo importante perché lui possa scegliere l’amore e la passione per la sua Depositaria.

Il casting dei due protagonisti è stato particolarmente efficace, perché il giovane Richard è impersonato da Craig Horner, attore australiano dall’espressività vivace, che in più episodi è costretto dagli sceneggiatori a mostrare la sua notevole muscolatura (vi ricordate la battuta di Edward quando vede Jacob senza maglietta?). L’americana Bridget Regan è una Kahlan convincente e molto bella, che per esigenze di copione ha dovuto tingere di nero i suoi capelli rossi e ricci. Il mago è una figura davvero godibile, perché il viso e la corporatura di Bruce Spence sono particolari: è alto due metri e, per chi lo ricorda, ha ricoperto un ruolo nel secondo film di Mad Max (Mad Max. Oltre la sfera del tuono). Il cattivissimo Darken Rhal è impersonato da un attore che gli amanti del genere fantasy dovrebbero proprio ricordare: il neozelandese Craig Parker già visto nel ruolo dell’algido elfo silvano Haldir, al servizio della dama Galadriel.

La serie è stata girata in nuova Zelanda, e spesso l’azione e le numerose battaglie si svolgono in fitte foreste, comode anche come economico set cinematografico. Non si può gridare al capolavoro guardando questa serie, che però raggiunge l’obiettivo più banale del fantasy: consentire un’evasione piacevole in un mondo magico, additando alcuni contenuti morali di fondo e appassionando alla storia d’amore dei protagonisti immersi in un’avventura dopo l’altra e protesi verso il proprio destino. Il fantasy può essere ben altro, lo sappiamo e speriamo di vederne altre di serie che dimostrino le potenzialità di questo genere, però nel frattempo possiamo appassionarci e attendere le avventurose e fantasyose vicende di Richard e Kahlan.

1 Readers Commented

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  1. Emy on 23 Agosto 2011

    Ho visto entrambe le stagioni, la prima è sicuramente più bella, ma anche la seconda non è male.
    Ho sentito dire che la serie è stata interrotta, quindi non ci sarà una terza stagione?

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