Distribuito con più di sei mesi di ritardo, è finalmente arrivato anche in Italia Insidious, pellicola a basso budget che ha terrorizzato gli Stati Uniti e sbancato i botteghini d’oltre oceano.

Diretto da James Wan, ideatore della saga di Saw, scritto da Leigh Whannell e prodotto da Oren Peli, creatore della serie Paranormal Activity, l’horror movie è pronto a conquistare gli incubi degli italiani. 

Una giovane coppia, interpretata da Rose Byrne (Le amiche della sposa, X-Men L’Inizio) e Patrick Wilson (Watchmen, A-Team), si trasferisce con i tre bambini in una tranquilla casa di periferia. In conseguenza a una sfortunata caduta, il più grande dei figli, Dalton (Ty Simpkins), entra in un inspiegabile coma che da inizio a una serie di fenomeni paranormali capace di sconvolgere la vita della famiglia, tanto da spingerla a trasferirsi. Il cambio di casa non ha tuttavia gli effetti desiderati e i due coniugi scoprono una realtà molto più spaventosa dei loro peggiori incubi.

Il film può essere diviso in due parti ben distinte. La prima non brilla per l’originalità, ma terrorizza lo spettatore che saltella sulla poltrona come una caldarrosta sul fuoco. Il lento scorrere dell’inquadratura sulla scena è inquietante ed efficace, per non parlare dell’orologio a pendolo alla fine del corridoio buio, che sarà un cliché, ma garantisce un elevata quantità d’ansia. Si arriva così all’intervento della medium, che segna l’inizio della seconda parte. Dovrebbe essere il momento delle spiegazioni e invece incomincia una lunga serie di buchi narrativi che trascina il film in una voragine di mediocrità. Anche volendo trascurare le pecche delle sceneggiatura, che purtroppo appare sempre più spesso marginale in un film horror, non si può evitare di notare il modo dozzinale con cui sono stati realizzati gli effetti speciali.

Insidious è una pellicola a basso costo e proprio per questo avrebbe dovuto evitare di puntare su mostri, dimensioni oscure e visioni da incubo. Purtroppo regista, sceneggiatore e produttore non sono stati di questo avviso. E così tutta la tensione accumulata nella prima parte, svanisce quando la medium indossa una maschera anti gas in stile prima guerra mondiale, quando appaiono figure demoniache che sembrano maschere di halloween e soprattutto quando l’entità più malvagia viene mostrata nel suo studio mentre si affila le unghie su una ruota da arrotino. Nel finale ritornano le atmosfere ansiolitiche della prima parte, ma dopo essere scoppiati a ridere per la scena del demone intento a farsi la french manicure come si può rimanere ancora spaventati?

L’interpretazione degli attori non aiuta a risollevare il film. Mentre Rose Byrne è troppo melodrammatica per sembrare reale, Patrick Wilson, dopo le ultime prove cinematografiche, si conferma impagliato come un soprammobile kitsch, senza dimenticarsi di Lin Shaye (la vecchia raggrinzita di Tutti pazzi per Mary) la cui interpretazione andrebbe bene per la parodia di un horror ma non certo per un horror vero. Nota positiva va riservata alla regia, che rimane di buon livello per tutta la durata della pellicola.

Insidious è un b-movie mascherato da pellicola cinematografica. Un film che, visti gli incassi, sembra sia riuscito a soddisfare la maggior parte degli spettatori, ma che sarebbe degno di essere trasmesso in tv a tarda notte e non certo di essere distribuito al cinema. Nulla a che vedere con il primo capitolo di Saw. Consigliato solo ai grandi appassionati del genere horror.

2 Readers Commented

Join discussion
  1. Sara Booklover on 3 Novembre 2011

    Concordo con la recensione del film! Io l’ho visto un paio di giorni fa, sinceramente non mi ha fatto per niente paura, l’ho trovato una cavolata assurda! Si vede proprio che è una pellicola a basso costo. Molto meglio Paranormal Activity, almeno quello da l’impressione di un film fai-da-te. Questo, che avrebbe dovuto avere effetti speciali e mostri paurosi, non è una tipologia adatta per un film low-cost. Più che pauroso mi è sembrato ridicolo e grottesco.

  2. Affari Nostri on 3 Novembre 2011

    Molto goffe le rappresentazioni delle presenze secondo me, vedi ad esempio il finto Nightmare…

HAVE SOMETHING TO SAY?