Qual è il segreto per avere un bestseller? Se lo chiedessimo ai grossi editori la risposta sarebbe quasi scontata: guardiamo cosa c’è in testa alla top 10 di vendite e facciamo lo stesso. Una trilogia erotica ai primi posti? Applichiamo il fordismo alla pubblicazione di trilogie erotiche. Un giornalista ha venduto centinaia di migliaia di copie con un libro su un’infanzia traumatica? Facciamo scrivere a un altro giornalista un libro sull’infanzia traumatica. Fabio Volo batte tutti i record? Assoldiamo un ghost writer per un romanzo innocuo su una qualche crisi esistenziale e schiaffiamoci sopra il nome di un personaggio noto.

Fortunatamente per noi – che vogliamo un mondo di persone che vanno anche al di là di queste logiche tra la fotocopiatrice e lo sportello del bancomat – un gruppo di scienziati della Stony Brook University di New York ha compiuto uno studio per determinare quali sono i fattori che possono trasformare un libro in un bestseller. Il risultato dello studio è un algoritmo in grado di analizzare il testo e prevedere con una precisione dell’84% se sarà un successo commerciale. La tecnica si chiama “stilometria statistica” e, in sostanza, studia in termini matematici l’uso delle parole e della grammatica. Come campione di testi gli scienziati hanno scelto dei classici dall’archivio del Progetto Gutenberg e hanno poi comparato i dati rilevati dal loro algoritmo con i dati storici sul successo ottenuto dai titoli presi in esame – una selezione molto variegata, che includeva anche libri di fantascienza o poesia.

I risultati sono piuttosto interessanti. Pare infatti che nei titoli di maggior successo si sia riscontrato un uso massiccio di congiunzioni come “e” e “ma”, una maggiore presenza di nomi e aggettivi, mentre sul fronte verbale sono preferite espressioni che riguardano il pensiero, come “ricordare” o “riconoscere”. I libri di minor successo hanno invece in comune un uso considerevole di avverbi e verbi, soprattutto di quelli che esprimono azioni e sentimenti come “volere”, “prendere” e “promettere”.

Al di là dei risultati – chi ha avuto la fortuna di avere un buon professore di italiano sa che gli avverbi appesantiscono lo stile – lo studio è interessante perché, per la prima volta, nel calderone dei fattori che compongono la pozione magica per avere un bestseller, è stata posta l’attenzione sugli aspetti che dovrebbero essere più cari a uno scrittore come lo stile, il lessico e la sintassi, tralasciando gli elementi qualitativi come la trama e i personaggi, già oggetto di precedenti studi. Resta da considerare il fattore fortuna, ma è una cosa simile all’ingrediente segreto della Coca-Cola: in realtà potrebbe trattarsi di una questione di marketing.

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