Parliamo oggi di un libro uscito a Febbraio 2012, il terzo romanzo della serie di The Giver, l’attesissimo, Il Messaggero di Lois Lowry. Il Messaggero viene dopo The Giver – Il donatore e La rivincita – Gathering Blue e funge da anello di congiunzione fra il primo e il secondo romanzo della trilogia. Nel Villaggio in cui si svolge Il Messaggero, infatti, convergono alcuni dei personaggi dei due precedenti capitoli — in cui veniva presentata una società distopica e post-apocalittica — con una nuova comunità, nuove regole e l’avvento di una nuova minaccia, sempre in agguato sull’umanità.

il messaggero loisIl Villaggio in cui si svolge la storia è uno dei tanti Altrove citati in The Giver, il villaggio al di là della foresta dove Mattie va a raccogliere i fiori di guano in Gathering Blue, in cui vengono a raccogliersi tutti gli scarti delle società che esigono solo la perfezione fisica — in The Giver questi scarti venivano congedati, senza troppo chiasso e in Gathering Blue venivano apertamente condannati a morte e abbandonati nella Landa dell’Abbandono. Nel Villaggio la compassione e la dedizione agli altri è fondamentale: in esso Cristopher (che qui è chiamato il Veggente) è stato portato dopo essere stato trovato cieco e quasi morto nella Landa dell’Abbandono. Tutti si sono presi cura di lui e ora lui ha portato a vivere con sé, in quello stesso Villaggio, Matt, il giovane monello amico di sua figlia Kira, divenuto ora Mattie.

L’ingresso del Villaggio non distava molto da casa loro e i nuovi arrivati erano lì riuniti. In passato si erano presentati per lo più singolarmente o a due a due, ma ora la nuova tendenza era il gruppo: spesso si trattava di intere famiglie, visibilmente stanche per il lungo viaggio, terrorizzate dalle realtà spaventose da cui erano fuggite e per aver affrontato pericoli non meno orribili. Ma apparivano sempre pieni di speranza, nonostante tutto, e chiaramente sollevati dal sorriso sulle labbra degli abitanti del Villaggio. Si praticava l’accoglienza con orgoglio e in molti non erano preoccupati di perdere un giorno di lavoro pur di accorrere partecipi. […]
“Tutti noi siamo stati un tempo dei nuovi arrivati,” disse sorridendo “fatta eccezione per i giovani che sono nati qui. Sappiamo cosa avete passato. Non avrete più fame. Non vivrete più sotto leggi ingiuste. Non sarete più perseguitati. Siamo onorati di avervi fra noi. Benvenuti nella vostra nuova casa. Benvenuti al Villaggio.”

Messenger-Lowry-Lois-9780385737166Proprio questa apertura del Villaggio comporta che in esso arrivino individui di ogni sorta, portando nella comunità abitudini che possono turbare la tranquillità dei suoi abitanti. Da quando è arrivato il Direttore del Baratto, ad esempio, il Villaggio è profondamente cambiato.

Veniva chiamato Direttore del Baratto. Si diceva fosse giunto, già con questo nome, alcuni anni prima tra i nuovi arrivati e che avesse portato le sue conoscenze sul baratto dal luogo che aveva abbandonato.

In tutti si è insinuata una febbrile bramosia: tutti vorrebbero acquistare oggetti futili e consumistici al Mercato del Baratto, un luogo in cui si scambiano oggetti frivoli con la propria integrità. Avidità, vanità, egoismo hanno ormai invaso il Villaggio.

“Cosa dai in cambio?”
“Cosa prendi in cambio?”

Nessuno dà più niente per niente. Così nella società utopica in cui tutti venivano accolti nonostante i loro difetti fisici e in cui tutti offrivano caritatevolmente il loro aiuto agli altri, si baratta il proprio io più intimo con oggetti futili o con la bellezza esteriore. La gente, infatti, comincia a non essere più contenta del proprio aspetto; di contro, persone che prima erano pazienti e altruiste diventano insofferenti e insensibili. Persino la Foresta prende parte a tali cambiamenti, diventando sempre più aggressiva, lanciando avvertimenti spesso fatali verso le persone meno accorte. Essa diventa un essere vivente, pulsante, che si infittisce, quasi a voler assecondare il desiderio di isolamento del Villaggio, come se fosse uno specchio dell’animo dei suoi abitanti. Solo a Mattie è concesso di attraversarla senza correre rischi. Il ragazzo, che già era una mosca bianca per la sua generosità nel villaggio di Gathering Blue, dove ognuno era pronto a litigare e a derubare il proprio vicino, scopre ora di avere un Dono: ha in sé un potere che guarisce. Ma ha paura di farlo conoscere agli altri, che potrebbero volere le sue doti per scopi futili: solo il Capo, che altri non è se non il Jonas di The Giver, che ha egli stesso un potere — quello di vedere oltre —, lo comprende e lo protegge.

I tre protagonithe messengersti della trilogia si incontrano in questo episodio, ciascuno con i suoi poteri. Jonas, divenuto il Capo, ha il dono di vedere oltre e di riuscire a leggere dentro le persone, Kira è in grado di vedere il futuro tramite i suoi ricami e Mattie che ha il potere di guarire, ma la cui dote più importante — quella grazie alla quale forse gli è stato concesso questo enorme dono — è l’altruismo.

Uno dei temi fondamentali di questo romanzo, quello che più ci spinge a riflettere, è l’accettazione di se stessi. I personaggi che abitano il Villaggio hanno quasi tutti difetti fisici: è questo il motivo per cui sono stati perseguitati nei loro villaggi d’origine, il motivo per cui hanno intrapreso il difficile cammino verso una comunità che li tollerasse e li accogliesse con gentilezza. Ma la natura umana spesso ci rende vittime di istinti negativi: non sempre è facile accettarci per ciò che siamo e talvolta cerchiamo di cambiare, anche a scapito delle nostre buone qualità.

Lois Lowry, con la sua prosa semplice e diretta, affilata come la lama di un rasoio, incide a fondo nei nostri cuori con poche pagine, che ci fanno riflettere profondamente. E per una volta voglio complimentarmi con la traduttrice, Sara Congregati, per l’ottima resa del romanzo — che avevo già letto in inglese alcuni mesi orsono — in lingua Italiana. Vorrei inoltre spendere una parola sulla veste editoriale della trilogia Giunti, rifinitissima e appropriata, persino più delle edizioni originali in lingua inglese.

Il cerchio si è chiuso con il terzo episodio della trilogia, ma un nuovo capitolo ci attende al varco. Del resto, è proprio insita nella storia dell’umanità questa alternanza di rovina e ricostruzione, come la stessa Lowry ci dice in Gathering Blue:

Rovina. Ricostruzione. Ancora rovina. Rinascita. Kira seguiva le scene con la mano mentre città sempre più grandi e potenti facevano la loro apparizione per poi soccombere sotto un impeto di distruzione più vasto e violento. Questo ciclo aveva un ritmo talmente regolare che il suo andamento sulla veste era chiaro e facilmente individuabile: si muoveva su e giù, perpetuo come un’onda. Si autoalimentava, in un crescendo che aveva il suo principio in un minuscolo punto, là dove si era innescata la prima rovina. Le fiamme crescevano con lo stesso ritmo con cui crescevano i villaggi. All’inizio erano minuscoli, nati dalle più piccole combinazioni di ricami, ma Kira li vedeva crescere e ogni volta la rovina si abbatteva sempre più impietosa e la ricostruzione si faceva sempre più difficile.

sonTempo fa la Lowry aveva parlato di ampliare la trilogia scrivendo un nuovo capitolo: questo progetto vedrà la luce nell’Autunno del 2012. A Ottobre, infatti, verrà pubblicato — in lingua inglese — il quarto e conclusivo capitolo di quella che diventerà una quadrilogia: Son – Figlio.

Trama: Seguendo tre differenti fili conduttori, Son combina gli elementi dei primi tre romanzi della serie — che ora diventa The Giver Quartet — The Giver (vincitore della Medaglia Newbery nel 1994), La Rivincita – Gathering Blue e Il Messaggero – Messenger, con una travolgente narrazione che fa riflettere. Spinti nuovamente nel mondo buio e claustrofobico di The Giver, i lettori incontreranno una nuova affascinante eroina, la quattordicenne Claire. Ci saranno anche Jonas, il protagonista di The Giver, e Kira, l’eroina di Gathering Blue. In uno scontro finale fra il bene e il male, apparirà un nuovo eroe. L’intero Quartetto è stato riprogettato con una nuova veste grafica in onore di questo gran finale a lungo atteso.

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