Quando il 18 aprile 2013 The Cuckoo’s Calling usciva nelle librerie inglesi e, subito dopo, il 30 dello stesso mese, in quelle americane, passava quasi inosservato. Un ottimo romanzo di debutto per Robert Galbraith, tanto da non sembrare il suo primo libro; tutti i critici che lo hanno letto lo hanno affermato con convinzione. Leggendo la biografia di Galbraith, così vicina a quella dello stesso detective Cormoran Strike, il suo protagonista, non ci si meraviglia affatto e la si accetta senza obiezioni.

17684326Eppure il 14 luglio 2013 scoppia la bomba: dietro allo pseudonimo di Robert Galbraith si cela J.K. Rowling. Ecco perché non sembrava un’opera prima, non lo era! Eppure ci erano cascati tutti, perché la Rowling è la dimostrazione vivente che non esistono una “scrittura maschile” e una “scrittura femminile” e che se una persona sa scrivere, sa scrivere.

La scoperta sulla vera identità di Galbraith è stata fatta da Patrick Juola, un professore di informatica della Duquesne University di Pittsburgh per conto del Sunday Times. Juola ha utilizzato un programma che, eliminando parole rare, nomi di personaggi ed espressioni linguistiche, confronta le parole brevi e le preposizioni usate da un autore anonimo con quelle di un testo firmato apertamente da lui. Nel caso specifico è stato fatto un raffronto fra The Cuckoo’s Calling e The Casual Vacancy e questo ha portato a scoprire che il DNA letterario di Galbraith coincideva con quello della Rowling. Il Sunday Times ha dunque contattato l’agente della Rowling, che ha ammesso la paternità del libro.

Subito, però, sono partite le illazioni: sicuramente si è trattato di un espediente perché il libro, pur essendo un ottimo romanzo giallo, non stava riscuotendo il successo sperato, quello su cui le case editrici avevano investito. Infatti, dal 14 luglio le vendite di The Cuckoo’s Calling hanno subito un’impennata dovuta alla curiosità e alla fiducia nelle doti letterarie di J.K. Rowling, sebbene moltissimi si siano lamentati (di nuovo!) dello stratagemma. Eppure all’uscita di The Casual Vacancy, molti avevano suggerito la possibilità che la Rowling assumesse un nom de plume per tutto ciò che si discostava da Harry Potter, in modo da non turbare i suoi fan più giovani. Perché, dunque, gridare allo scandalo quando questo pseudonimo è stato realmente utilizzato?

J.K. Rowling ha dichiarato al Sunday Times di aver sperato che l’identità di Galbraith restasse celata più a lungo, perché essere Robert Galbraith è stata per lei un’esperienza liberatoria, in quanto ha potuto permettersi di pubblicare The Cuckoo’s Calling senza aspettative da parte di pubblico e critica e senza il battage pubblicitario collegati al suo nome; ha potuto quindi gustare il piacere di ricevere riscontri scevri da pregiudizi sotto un’altra identità.

coverNessuno si è risentito del linguaggio sboccato, fin troppo realistico, dei personaggi, perché il libro era stato scritto da un uomo; quando poi si è saputo che quest’uomo in realtà era la Rowling, si era già dato fondo alle discussioni con The Casual Vacancy. Del resto la Rowling aveva accontentato proprio coloro che le avevano chiesto di pubblicare i suoi libri da adulti sotto pseudonimo. E dunque, una volta che sulla copertina c’è scritto un altro nome, e questa forma di ‘protezione dei minori’ è stata attuata, perché non rivendicarne la paternità? Perché gridare allo scandalo, alla trovata pubblicitaria, senza valutare che effettivamente la Rowling il libro lo ha scritto davvero? Sarebbe stato meglio allora se avesse fatto il contrario, firmando libri fantasy fotocopia di Harry Potter scritti da un ghost writer?

Fra l’altro non è inaudito che uno scrittore pubblichi con diversi nomi; in particolare proprio gli autori di gialli lo fanno per differenziare ‘quella’ produzione dagli altri generi. La stessa Agatha Christie al secolo si chiamava Agatha Mary Clarissa Miller e pubblicò dei romanzi rosa col nome di Mary Westmacott. E, in verità, se questa storia non avesse suscitato tanto scalpore, molti lettori che non sono fruitori del genere si sarebbero persi questo affascinante investigatore, Cormoran Strike, vedendo che il libro era scritto da ‘un certo Robert Galbraith’.

La Rowling, però, è tagliata per il mistero, anche quando i suoi romanzi non sono gialli propriamente detti. In The Cuckoo’s Calling lo sviluppo delle indagini rende il lettore sospettoso di tutto e di tutti, perché di ogni personaggio si scopre via via qualcosa che questi vuole nascondere, a prescindere se sia inerente alle indagini o meno, se sia collegato al caso direttamente o in maniera trasversale.

Cormoran Strike ha una storia travagliata: se lo dovessimo giudicare dalle first impressions non gli daremmo un penny e di certo non lo assumeremmo come detective. Invece, proseguendo nelle indagini, scaviamo anche nella sua vita personale, restando affascinati dall’ex soldato ferito e mutilato in Afghanistan che non rivela di portare una protesi, che è costretto a vivere nel suo ufficio per una questione d’orgoglio; ufficio di cui paga l’affitto, pur essendo di proprietà del padre rockstar. È con gli occhi di Robin, l’efficiente segretaria temporanea che entra nella sua vita proprio nel momento in cui ha appena lasciato la sua fidanzata di sempre, Charlotte, e si è trasferito nell’ufficio, che il lettore impara a conoscerlo e ad apprezzarlo. È con la stessa discrezione di Robin che lo valutiamo, è con la sua efficienza che ci vorremmo rendere utili alle indagini. Ma Strike dimostrerà di avere poco bisogno di aiuto, perché, malgrado le apparenze, la sua intelligenza è acuta, il suo spirito di osservazione è eccezionale e le sue abilità investigative sono superiori, ce ne accorgiamo quando Strike interroga coloro che erano vicini a Lula, la vittima, ponendo domande insolite ma penetranti.

Il tutto si svolge nella cornice di una Londra reale, che il lettore immagina di percorrere come in un film, con i personaggi complessi che spaziano in diversi ambienti sociali, dalla senzatetto al produttore multimilionario che abita l’attico di lusso, dall’avvocato con la puzza sotto al naso alla donnetta ignorante delle classi più infime che abbandona i propri figli. Ciascuno ha la propria voce, il proprio modo di esprimersi, con inflessioni, intercalari, imprecazioni che lo caratterizzano: un’impronta del DNA di J.K. Rowling, che già in The Casual Vacancy aveva rivelato questo suo grande talento.

Ci si affeziona a Cormoran e a Robin; il caso si è concluso, ma non tutti i loro segreti sono stati svelati e, non appena si finisce di leggere The Cuckoo’s Calling, già si è ansiosi di ricominciare a indagare con Strike e su Strike, nel nuovo caso firmato Robert Galbraith.

Dal 4 novembre 2013 anche i lettori italiani hanno l’opportunità di gustarsi il primo caso di Cormoran Strike, Il richiamo del cuculo, pubblicato da Salani – la casa editrice di tutti i romanzi di J.K. Rowling, e dunque anche di Robert Galbraith.

Autore: Robert Galbraith
Titolo originale: The Cuckoo’s Calling
Traduzione di Angela Ragusa e Alessandra Casella
Casa editrice: Salani
Pagine: 560
Prezzo: € 16,90 rilegato; € 11,99 e-book
Data pubblicazione: 4 novembre 2013

4 Readers Commented

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  1. Laura Tentolini on 13 Novembre 2013

    Complimenti per il post.
    Inquadra completamente il testo e tutte le polemiche legate allo pseudonimo.

    • Gabriella Parisi Author on 14 Novembre 2013

      Grazie Laura. Io amo il modo di scrivere della Rowling, che riesce a dare una voce diversa a ciascuno dei suoi personaggi e che riesce a creare trame dall’architettura complicatissima. Mi spiace davvero per lei se non è riuscita a godersi un po’ di più la ‘tranquillità’ di essere Robert Galbraith, ma non posso non gioirne, visto che, se non si fosse scoperto, probabilmente non avrei avuto modo di leggere questo libro! 🙂

  2. Laura Tentolini on 14 Novembre 2013

    Inizialmente avevo deciso di non leggerlo, ma dopo la tua recensione ho cambiato idea!

    • Gabriella Parisi Author on 14 Novembre 2013

      Spero che ti piaccia, allora, e che ti affezioni a Cormoran e a Robin come me! 🙂

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