Dopo il buon debutto con L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, la scrittrice inglese Rachel Joyce torna in libreria con un nuovo romanzo, Il bizzarro incidente del tempo rubato, edito in Italia dalla Sperling & Kupfer. Per chi ha avuto la fortuna di leggere il primo libro, questo ritorno era un appuntamento molto atteso, e l’autrice anglosassone non ha deluso i suoi fan.

Il BizzarroIl bizzarro incidente del tempo rubato è diviso in due piani narrativi. Quello principale (da cui ha origine il titolo) è ambientato nel 1972 e ha come protagonista Byron Hemmings, undicenne dalla vita perfetta che abita in una villa elegante, ha una mamma impeccabile, e frequenta una scuola privata di altissimo profilo. Quello secondario, invece, è collocato temporalmente nel presente e segue le vicende di Jim, cinquantenne con gravi problemi ossessivo-compulsivi che cerca di sopravvivere alle difficoltà quotidiane. Entrambi i personaggi vedranno sconvolte le loro vite da un evento inaspettato. Nel ’72 Byron scopre che quell’anno verranno aggiunti due secondi al tempo, per allineare gli orologi al movimento naturale della Terra, e la notizia diventa una fissazione (come si può alterare il tempo senza provocare conseguenze irreparabili?), mentre nel presente Jim incontra Eileen, una donna molto esuberante che irrompe e stravolge le ossessioni dell’uomo.

I due piani narrativi vengono sviluppati a capitoli alternati, in una struttura semplice e facile da seguire. Lo stile della Joyce è molto lineare e garantisce una lettura piacevole che affascina e coinvolge. Come già nel suo romanzo di debutto, l’autrice inglese punta molto sulla costruzione dei personaggi, che non solo risultano verosimili, ma trasmettono al lettore una sensazione di totale empatia. Una caratterizzazione magistrale che popola la storia di figure che “escono” dalle pagine e conquistano il lettore.

Proprio i rapporti tra i personaggi sono il fulcro dell’intero romanzo che analizza in maniera sublime le dinamiche sociali alla base della vita quotidiana: dall’amicizia illimitata di due ragazzini a quella cinica di due donne di diverso ceto sociale, dall’amore tra marito e moglie a quello tra madre e figlio, senza dimenticare l’affetto, spesso involontario, che si istaura tra colleghi di lavoro.

I grandi pregi dello studio dei personaggi vengono però controbilanciati da una trama un po’ zoppicante, che in tutta la parte centrale del romanzo sembra girare su se stessa senza avanzare verso la conclusione. In particolare, la scelta narrativa del “colpo di scena” (di cui non dirò nulla per non rovinare la lettura) è poco fortunata perché, oltre a essere prevedibile, costringe l’autrice ad allungare la parte precedente, a discapito di una conclusione che appare affrettata ed eccessivamente raccontata. Il problema della prevedibilità della storia era già presente ne L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, ma in questo secondo romanzo viene evidenziato dalle scelte fatte nello sviluppo dell’intreccio.

Nonostante questo problema, che speriamo la scrittrice riuscirà a risolvere nei suoi prossimi lavori, Il bizzarro incidente del tempo rubato è una lettura godibile, capace di intrattenere e commuovere. Un’opera che si distingue per la qualità della scrittura e per la grande capacità di rappresentare il reale.

Titolo originale: Perfect
Autore: Rachel Joyce
Traduttore: Arduini A.
Editore: Sperling & Kupfer, 2013
Prezzo: 17,00 €
Pagine: 371
ISBN: 8820055198

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