Carissimi amici autolesionisti e curiosi conoscitori del buco nero in cui stanno affondando i trend della narrativa di consumo, questa volta è davvero solo per voi che mi sono sobbarcata la lettura del nuovo volume della Crossfire Trilogy.

La serie di Sylvia Day, etichettata a più riprese come “qualcosa di meglio” rispetto alla sua “gemella” 50 sfumature, dopo aver conquistato quel minimo di pacata curiosità persino da parte della sottoscritta con i primi due volumi, è qui giunta ai minimi storici e so già che fallirò nel tentativo di salvare qualcosa dal clima di generale inutilità che aleggia intorno a questo romanzo.

Un terzo volume tristemente non conclusivo, che allunga all’inverosimile il brodo, già lungo, del secondo episodio, abbandonando le poche piste interessanti (quella che si affaccia al thriller è ridotta ad un’allure molto vaga) per soffermarsi sulle dimenticabili storie dei due protagonisti con i loro ex: il tutto condito con tanto sesso, in un clima di eterno pettegolezzo che regna dalla prima all’ultima pagina. Finale scontato e comunque irrilevante a livello d’intreccio.

Avevamo lasciato Eva alle prese con la reazione riguardo la sconvolgente verità che ha portato alla morte del suo fratellastro ed ex stupratore Nathan. Il colpo di coda in chiave thriller con cui si era chiuso “Riflessi di te” faceva sperare in un’evoluzione virata al giallo mentre, sfortunatamente, le aspettative del lettore vengono subitamente disattese.

Raccontarvi la trama di questo terzo volume è spinoso, se non impossibile, come vi sarete resi conto anche dall’inconsistenza della quarta di copertina, e il motivo è che in questo romanzo non succede praticamente nulla di rilevante dall’inizio alla fine: le indagini in merito alla morte di Nathan sono pura facciata (e il caso finirà prescritto in men che non si dica) e a tenere banco sono soprattutto i rapporti che continuano a legare Gideon e Eva ai loro rispettivi ex; da una parte la rock star Brett, che incide canzoni in ricordo dei vecchi tempi, disponendo di video erotici girati insieme alla sua ex all’epoca della loro relazione; dall’altra la nevrotica Corinne, che si impasticca a più riprese perché “non posso vivere senza Gideon”, nonostante abbia sposato per scelta un aristocratico francese, abbandonando il nostro eroe in tempi non sospetti.

Sullo sfondo sfilano le vicende, sempre poco approfondite, dei sempre ottimi (e sacrificati) personaggi secondari: i genitori di Eva, che scoprono di amarsi ancora, l’amico Cary, alle prese con una possibile paternità, il matrimonio del simpatico Mark, capo di Eva.

Il finale, poi, è un atto a tratti inaspettato, che però si rivela in tutta la sua pochezza a causa del fatto che resta un mistero per tutti, ad eccezione dei due protagonisti.

SPOILER (evidenziare per leggere): Eva e Gideon volano ai Caraibi per un weekend e si sposano sulla spiaggia, alla maniera di divi. Questo matrimonio non ha alcun tipo di conseguenza, perché nessuno ne sarà informato e i due continueranno a comportarsi come semplici fidanzati. Tutto ciò mentre la madre di Eva pronostica (e si impegna ad organizzare) un mega matrimonio in pompa magna. FINE SPOILER

Insomma, come vi sarete accorti da questa breve e poco esaustiva carrellata, il libro è composto al 99% da pettegolezzi e anche i pochi colpi di scena relativi ai personaggi di contorno sembrano parcheggiati lì per porre dei metaforici stuzzicadenti a sorreggere le palpebre già calanti dei lettori.

Sforzandomi oltre misura per trovare qualcosa da salvare, posso dire questo: i particolari metodi di Eva per far superare a Gideon i suoi traumi sono discutibili, ma tutto sommato interessanti; la tensione erotica tra i due è sempre più palpabile, le scene bollenti si sprecano e sono anche piuttosto ben riuscite (forse si tratta del risvolto più accettabile del romanzo). Anche se non mancano i soliti scivoloni ridicoli, che non ho nessuna intenzione di risparmiarvi:

Il mio corpo implorò l’affondo rude del suo pene. 

“Il primo giorno della mia vita è stato quello in cui ti ho incontrata.” Quelle parole mi stordirono. Deglutii a fatica e sussurrai: “Okay, hai vinto. Puoi mettermelo dentro.”

Mi tenne così, sospesa tra le sue braccia, piena del suo cazzo, facendomi impazzire con i suoi gemiti.

Per il resto, si arriva a fine libro con una stanchezza che non dovrebbe esistere, trattandosi di narrativa di consumo: la noia regna globalmente sovrana e il fatto che la storia non si concluda lascia irritati, sconcertati e consapevoli di aver buttato via il proprio tempo, specie alla luce del fatto che potranno esserci addirittura altri due volumi, prima di conoscere la fine della storia.

Autore: Sylvia Day
Titolo: Nel profondo di te
Titolo Originale: Entwined with You
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 360
Prezzo: 14,90 euro

3 Readers Commented

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  1. Mr Ink on 25 Luglio 2013

    Ahahahahaha, ma quegli estratti che hai riportato sono più osceni di quelli di The Vincent Boys: mi sa che quello, in confronto, è un’opera d’arte! Non so perché, la Mondadori mi aveva inviato il primo. E no, non ho intenzione di leggerlo D:

    • Ossimoro on 25 Luglio 2013

      Ti garantisco che non ho riportato i peggiori! 😀 Sono ancora stata buona. Comunque basta: il prossimo non credo che ce la farò a leggerlo, anche il mio personale gusto dell’orrido si sta ribellando…

  2. Giusy on 5 Maggio 2016

    Io mi consolo pensando ad Henry Cavill

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