Auction House – Stefano Olivieri

Auction House è un libro di Stefano Olivieri, autore italiano alla sua terza prova editoriale. Il romanzo, pubblicato da Miraviglia, narra le vicende di Daria, una giovane donna che si trova a Londra per frequentare uno stage presso una prestigiosa casa d’aste. Qui incontra e s’innamora perdutamente di Kabir, un uomo di origini turche, che per guadagnarsi da vivere fa il cuoco, anche se è in realtà è un pittore di notevole talento.

Daria decide di sostenere le sue opere tant’è che le mostra a Mills, il direttore della casa d’aste presso cui lavora. Da qual momento la vita di Kabir cambia drasticamente e la sua carriera di artista è in continua ascesa, fino a quando non dovrà arrestarsi a causa dell’11 settembre del 2001. Quel giorno, infatti, Kabir si trova a New York per organizzare una mostra personale proprio all’interno delle Torri Gemelle, ma dopo l’attentato viene dato per disperso.

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L’incipit dell’opera appare superficiale, nel senso che l’autore presenta la passione scatenatasi tra i due protagonisti senza creare una serie di situazioni prodromiche adatte a renderla credibile. Il lettore, quindi, si ritroverà catapultato in una mistura di sentimento e concupiscenza senza capirne le motivazioni e di conseguenza finirà col vivere le emozioni descritte in modo abbastanza esangue e distaccato. Di certo la pecca maggiore, almeno nella prima parte, è una caratterizzazione dei personaggi piuttosto scarna e approssimativa. Sostanzialmente si assiste a una serie di eventi che scorrono veloci all’interno di una Londra raffigurata in maniera opaca e quasi priva d’identità – Daria potrebbe trovarsi in qualsiasi altra città –, parallelamente l’intreccio narrativo che si dipana sul filo di queste situazioni sembra essere il mero risultato di una serie di sterili decisioni prese dai protagonisti, senza alcuna partecipazione emotiva. Per dirla in breve, Olivieri non riesce a smuovere gli animi.

L’atto terroristico contro le Torri Gemelle distrugge non solo l’epopea del mondo occidentale, ma annienta anche l’esistenza di una singola donna. Daria si ritrova sola, senza il marito, senza il padre di sua figlia, senza quel geniale pittore che anni prima aveva cominciato a farle un ritratto, che lui non aveva mai terminato e che lei non aveva mai osato chiedere di guardare. Da qui in poi la prosa acquista finalmente spessore. Il registro diventa più intimo e lo scrittore abile nel trattare tutta quella vasta gamma di reazioni umane che l’ineluttabilità della morte fa scaturire: disperazione, rabbia e rassegnazione.

Prima o poi il tempo guarisce ogni ferita e rimane granitico il ricordo di un passato privo di ombre. D’altronde come ha scritto Aldo Carotenuto in Le Lacrime del Male, «nell’amore e nell’odio, nella speranza e nel timore, nella gioia e nello sgomento, mutano i tratti stessi del reale». Daria non ha tempo per deprimersi, perché deve crescere sua figlia. Raccoglie la memoria di Kabir e la custodisce in un angolo della sua mente. Gli anni passano, le lacrime della donna per la perdita del compagno si asciugano e la bambina, Samuela, diventa una splendida adolescente. Una nuova vita è pronta ad accoglierle a Londra, dove tutto ha avuto inizio. Durante il trasloco, però, Samuela fa una scoperta disarmante, ritrovando quel disegno a carboncino della mamma fatto dal padre. Com’è finito negli scatoloni? Kabir è davvero morto? L’intreccio della trama s’infittisce e assume le fattezze del thriller venato da una preponderante nota confidenziale. La ricostruzione degli ambienti, dove le circostanze si verificano, si sgretola e i confini si fanno labili e surreali. Daria si reca poi con la figlia in Turchia e quel viaggio rappresenterà un percorso interiore finalizzato alla ricerca delle proprie origini.

Auction House è una storia semplicemente diretta, scevra da stereotipi e luoghi comuni, rafforzata da uno stile lineare, asciutto e a tratti quasi crudele. Il maggior pregio di Olivieri è quello di aver utilizzato il tema della minaccia dell’11 settembre in modo intelligente; nessuna enfasi, le cose accadono e basta. Le torri che crollano fanno solo da sfondo a una fiaba sull’amore, capace di annullare la morte e l’oblio che da essa deriva.

«Ho amato Kabir, il pittore turco. Pochi istanti dopo averlo conosciuto gli ho consegnato senza esitare la mia vita, e lui mi ha preso per mano insegnandomi tutto»

Autore: Stefano Olivieri
Titolo: Auction House
Editore: Miraviglia
Pagine: 140
Prezzo: € 6.99 e-book
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2014

the author

Valeria David è nata nel profondo Sud dove vive e lavora. A otto anni le regalano “La Figlia del Capitano” e se ne innamora. Senza fissa dimora, per anni è costretta a girare per lo Stivale finché non decide di stabilirsi, per ragioni che ancora nemmeno lei comprende, nella terra dello Scirocco. Qui si laurea in Legge. Ha da poco tempo rispolverato penna e calamaio e si è rimessa a scrivere.

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