Ricordate Bragi Ólafsson, l’ex bassista dei Sugarcubes di Björk? Ebbene, lo scorso giugno 2013 Edizioni La Linea ha pubblicato in italiano il suo romanzo Animali Domestici. Un romanzo rock, una storia dell’Islanda di oggi dal carattere grottesco.

Animali domestici è un romanzo particolare, insolito, irriverente, a tratti provocatorio e senz’altro molto rock. Procediamo, però, con ordine. Innanzitutto è particolare. Trattandosi di un romanzo islandese, ci si possono aspettare paesaggi lunari, storie di pescatori e racconti di uomini valorosi. E invece no. Questa è la storia di un uomo, Emil, che vuole una vita tranquilla, che vuole solo starsene in pace.

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Ha vinto dei soldi, tanti soldi, per questo se ne era  andato a Londra a fare il pieno di cd e libri e dvd, progettando al suo ritorno di starsene in casa, per conto suo, a leggere, sentire musica, guardare film. Ma al suo rientro a casa la sua vita rischia di divenire spericolata, e finirà per trovare la tranquillità rifugiandosi sotto il letto: deve sfuggire all’incontro con un suo vecchio amico, Hávarđur, e quella gli sembra la via di fuga più facile. Ben presto, però, all’arrivo del primo intruso segue quello di molti altri; ognuno sopraggiunge con un motivo diverso e tutti si chiedono che fine abbia mai fatto Emil. Mentre lo aspettano, prendono possesso di casa sua, bevono il suo vino e ascoltano i suoi cd. Emil osserva tutto dalla sua postazione segreta e, com’è già stata altrove definita, “scomoda”, dalla quale strategicamente riesce non solo a sentire le conversazioni telefoniche, ma anche a sbirciare le attività di ciascuno nel suo bagno, però è inerte, come immobilizzato o spaventato da chissà cosa, vede e sente tutto ma non interviene, la sua è una presenza nella storia ma un’assenza sulla scena e diviene l’unico vero ospite in casa sua.

Insolito è il romanzo perché anomala è la prospettiva del protagonista, nonché la sua posizione (fisica e no) così ai margini nella storia. Lui c’è senza esserci, tutti parlano di lui continuamente, ma lui non parla mai. Tale escamotage ideato dall’autore, di rinchiudere Emil sotto un letto, è senz’altro originale: cambiando visuale, prendendo le distanze, rifugiandosi al riparo Emil guarda la sua vita “dal buco della serratura”, scoprendo così cosa fanno e cosa dicono di lui i suoi amici in sua assenza.

Animali domestici è irriverente. Le allusioni sessuali sono molteplici e l’uso di un linguaggio scurrile è ricorrente, poi si aggiungono anche passaggi volutamente provocatori, ad esempio il flirt di Emil con la bionda tutto pepe davanti alla toilette in aereo, la scena in cui Hávarđur, dopo essere arrivato in casa dell’amico, si masturba ed Emil lo osserva. L’aggettivo che infine racchiude questo romanzo è grottesco: tragico e comico si mescolano e alternano, facendo passare il lettore da uno stato di curiosità e divertimento a un altro di fastidio e senso di disturbo.

Il romanzo nella sua prima parte è frammentario, si fa fatica a seguire il racconto e a capire bene di che cosa si parli, e soprattutto di chi. Le vicende si chiariscono solo nella seconda parte quando la storia assume un andamento più regolare. Eppure, la trama, la costruzione dell’intreccio, gli stratagemmi narrativi e lo stile sono i punti di forza in un romanzo in cui i temi affrontati sono esili e i personaggi, non solo non stimolano particolare simpatia, ma non sembrano avere uno spessore interiore notevole; la loro complessità si limita a qualche frase aforistica indovinata, intrisa di saggezza popolare, che ha il sapore di un cioccolatino alla nocciola.

Soffermandosi un attimo sullo stile di Ólafsson, non si può non notare una certa immediatezza espressiva. La sua penna non è particolarmente curata ma è proprio questa la sua forza: il romanzo sembra quasi essere scritto di getto e sul momento e questo senso di istantaneità è senza dubbio in armonia con la vena rock che pervade Animali domestici. E si aggiunge che nella resa di tale aspetto la traduzione pare essere ben riuscita.

Una scrittura rock che si avvantaggia di un sottofondo musicale persistente; si passa da La Habanera a Mahler tramite Vita da artista e si nota che i riferimenti musicali sono anche meno rock di quanto ci si aspetti.

Qualche anno fa Adriano Celentano in un suo programma, Rockpolitik, lanciò la moda della distinzione “rock e lento”, e in base a quello potremo dire che Ólafsson è senz’altro rock, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti.

Titolo originale: Gæludýrin
Autore: Bragi Olafsson
Titolo: Animali Domestici
Traduttore: Silvia Cosimini
Editore: La Linea, 2013
Prezzo: 15,00€
Pagine: 206

the author

Nata a Napoli nel 1983, nel 2010 si è laureata in lingue all’Università di Helsinki. Lavora come traduttrice editoriale e free-lance dal finlandese e dall'inglese e come lettrice esterna per diverse case editrici italiane. La letteratura, la lettura, i libri, le storie, la traduzione sono il suo lavoro, la sua passione, la fibra delle sue giornate. Ama i gatti e in particolare la sua gattina Nené, la pizza, i film in costume, Schubert e Leonard Cohen. Il suo romanzo preferito è senza dubbio Guerra e Pace di Tolstoj.

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