Un treno, quattro sconosciuti, un paesaggio evocativo fuori dal finestrino, un viaggio lungo abbastanza da sciogliere lo scoglio della diffidenza. A McCall Smith bastano pochi semplici ingredienti per cucinare un romanzo sull’amore, su cosa sia questa parola magica spesso usata con superficialità; lo filtra attraverso il vissuto di quattro persone diverse e ne fa un diario di viaggio improvvisato che abbatte pregiudizi e facili morali, laddove il confronto tra anime estranee si rivela presto un compendio sulla dicotomia così attuale di amore e solitudine.

Questa è la storia di quattro persone, di quattro sconosciuti che si conobbero su quel treno e di come, in modi assai diversi, l’amore toccò le loro vite. L’amore non è qualcosa di straordinario, anche se pensiamo che lo sia, anche se lo idealizziamo, se lo cantiamo in versi o se lo celebriamo con sentimentalismo a San Valentino. L’amore è qualcosa che accade a tutti.

Amori in viaggio 2L’autore, africano di origine scozzese noto al pubblico soprattutto per le sue serie investigative (in particolare, Precious Ramotswe – Ladies’ Detective Agency N. 1, edita da Guanda), tenta l’esperimento del tema romantico e finisce per scrivere qualcosa che fa pensare. Il tema del viaggio è il terreno perfetto per raccontare storie, il treno il mezzo migliore a favorire incontri: un binomio ideale che è metafora stessa della vita. Così, come spesso accade nella vita reale, lo scrittore indossa i panni del caso e riunisce nello stesso scompartimento di un treno che va da Edimburgo a Londra, Andrew, Kay, David e Hugh, quattro persone dai profili distanti cui lascia la scelta di rompere il ben noto imbarazzato silenzio.

È Andrew, giovane scozzese in viaggio per la capitale per iniziare un nuovo lavoro, a turbare quella quiete: un breve commento sul paesaggio esterno al finestrino che si affaccia sul Mare del Nord, scintilla sufficiente a incuriosire Kay, australiana di mezza età, che con la sua domanda apre la strada al primo dei quattro racconti personali. Pochi passaggi e la voce di Andrew monopolizza l’ascolto degli altri passeggeri, si lega ai loro commenti e presto alle loro storie che si susseguono naturalmente, quasi fossero fili di una stessa trama.

Ed è proprio così che accade: per qualche autonoma scelta del cervello, ci si sorprende a parlare del lato più intimo di noi a un perfetto sconosciuto, piuttosto che a un amico, a un fratello, al partner; raccontarsi senza timore di giudizio e al tempo stesso rendersi protagonisti di una confessione ad alta voce utile a semplificare ciò che da dentro ci sembra incomprensibile; il confronto con punti di vista estranei opera il miracolo e regala risposte che un’autoanalisi non avrebbe trovato. Non tutti riescono a raccontarsi apertamente, c’è chi preferisce lasciare la riflessione ai propri pensieri; il lettore non perde questa voce, la unisce alle altre nel breve canto corale che parla delle molteplici, diverse manifestazioni dell’amore nelle proprie vite e di come ognuno di essi le interpreta attraverso il personale filtro del proprio carattere e vissuto.

Questo romanzo concede giusto il tempo di un viaggio in treno, poche ore per narrare una storia che ne contiene altre, fra cui potremmo facilmente aggiungere la nostra; è un estratto della quotidianità umana, una delle geometrie colorate che può generare la varietà d’emozioni e di opinioni del singolo individuo, in quel caleidoscopio di combinazioni che tende all’infinito.

Autore: Alexander McCall Smith
Titolo: Amori in Viaggio
Titolo originale: Trains and Lovers
Traduzione di Iannelli F.
Casa editrice: Tre60
Pagine: 240
Prezzo: € 12,00 brossura
Data pubblicazione: 10 aprile 2014

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