Addio, strega madrina

Stavo leggendo quando arriva la notizia. Poi la telefonata. Chiara se n’è andata. La notizia mi coglie di sorpresa, sapevo della malattia ma ero fiduciosa, ero sicura che sarebbe guarita. Insomma, è Chiara! Non le succederà nulla e supererà anche questa, mi dicevo. Non mi ero posta il problema, nonostante le condizioni gravi in cui versava.

Riponevo nella sua forza e nella sua tenacia una fiducia incrollabili. Adesso non potrò più parlarle o scriverle. Ed è triste aver perso una grande donna come lei. Una grande donna prima di essere una grande scrittrice. Dolce, disponibile, simpatica. Tante qualità difficili da trovare. Schiva, ma allo stesso tempo sempre presente. La strega madrina. Una presenza invisibile, pronta a tenderti la mano. Avrei dovuto incontrarla quest’autunno, a Roma. La reunion di due streghe madrine e due apprendiste alle prime armi, tutte accomunate dalla grande passione per la letteratura e il fantastico. Davanti a una pizza, con un libro in mano oppure consumando il telefono per ore e ore di chiacchierate a distanza. Chiara non potrà esserci, ma la ricorderemo comunque. Anche attraverso i suoi libri e i suoi scritti. 

Guardo la copia di Nel bosco di Aus e provo una stretta alla gola. Ormai l’autografo che serbo in quella prima pagina è l’unico ricordo “mio” di Chiara Palazzolo. Chiara è stata ed è un modello per chi, come me, ha provato a scrivere horror in Italia. Lei è stata la pioniera, l’apripista, la visionaria lungimirante. La trilogia di Mirta Luna è la prima vera storia di vampiri italiana e non ci sono bellocci né sesso acrobatico. Nel Bosco di Aus parla di streghe che non sono riunite in una congrega di fighissime ragazzine, ma di donne rabbiose e insoddisfatte. Chiara per me è stata la speranza di poter avere, un giorno, un vero filone di fantastico in Italia, qualcosa che non scimmiottasse le mode americane ma che potess parlare al cuore dei lettori e ferirli a sangue. La sua non era una scrittura facile, ma nel momento in cui entravi nel suo meccanismo narrativo diventava un viaggio emozionante, capace di travolgerti e annichilirti.

Chiara se n’è andata. Non ritornerà come Mirta. E mi mancherà, mi mancheranno le sue storie, il suo stile, i suoi personaggi rabbiosi e fragili, cinici e impauriti. Mi mancheranno le sue atmosfere, mi mancherà la capacità di farti girare pagina senza sapere
davvero cosa sarebbe accaduto. Chiara è stata la vera grande madre del fantastico in Italia, l’unica persona che in Italia è stata capace di “bucare” il muro di reistenza nei confronti del fantastico per adulti. I suoi libri continueranno a emozionare, la sua scrittura genererà nuovi talenti, come semi gettati nella terra. I suoi detrattori non l’hanno sconfitta. Solo la morte ha avuto la meglio su di lei e sulla sua tenacia.

La scorsa notte, una stella si è spenta nel cielo del panorama letterario italiano. Chiara. Non è un artificio letterario in questo caso, il mio, mentre condivido con voi questa confidenza: proprio ieri pensavo a lei, a quanto avrei voluto leggere, dopo aver apprezzato moltissimo lo scorso anno Nel bosco di Aus, la meritatamente famosa trilogia di Mirta Luna. Un pensiero così, come tanti altri, vago, prima di addormentarmi. Un pensiero accompagnato dall’immagine del suo volto aperto, intelligente, il suo grande sorriso, la massa di capelli, un’immagine di calore e forza. Apprendere della sua scomparsa stamattina è stato un vero colpo.

Avevo avuto l’occasione di incontrarla lo scorso anno al Salone del Libro di Torino. La mia prima videointervista a un’autrice. Il libro appena uscito, la storia fantastica della protagonista Carla e della sua casa nel bosco mi avevano letteralmente stregato. Il piccolo universo di parole che Chiara aveva creato mi aveva portato a salutare l’alba, pochi giorni prima, un’evento che nella mia lunga carriera di lettrice-divoratrice non accadeva ormai da anni. Una vera soddisfazione conoscere un’autrice così gentile, dalla cultura incontestabile e dal lessico ricco e gradevole, e, scusate se mi ripeto, piena di calore e passione. Non sono qui però per lodare Chiara: ma che come recita Antonio nel Giulio Cesare “Il male che si fa vive dopo di noi: il bene è spesso sepolto con le ossa”, vorrei tanto che il sincero cordoglio di tutte noi autrici di Diario risuonasse come una piccola lacrima che cade nel mare di tutte le lacrime versate da coloro che la amavano e la stimavano, e che evaporando riuscisse poi a raggiungere l’essenza della nostra cara e compianta amica.

Per Chiara, 
Tre streghette di Diario
the author

Alessandra Zengo corregge storie (degli altri) per lavoro e studia filosofia per hobby. Dal 2009 si interessa di editoria. www.alessandrazengo.com

2 Readers Commented

Join discussion
  1. Anonymous on 7 Agosto 2012

    Io non la conoscevo, né ho mai letto niente di lei, ma mi spiace lo stesso.
    RIP.
    Manu

  2. Anonymous on 17 Agosto 2012

    Chiara resterà sempre nei cuori di chi l’ha conosciuta…dal vivo o attraverso i suoi scritti. Era una donna eccezionale, meravigliosa e sorprendente. E’ stata compagna di burraco durante il periodo estivo,. Chiara amava la vita e voleva vivere…non la dimenticherò mai.

HAVE SOMETHING TO SAY?