Dieci anni, cinque film, oltre quattro miliardi di dollari di incassi e un solo regista: Michael Bay. A dispetto della critica cinematografica, il franchise di Transformers continua a conquistare i mercati (soprattutto quelli asiatici) e i cuori degli spettatori (soprattutto dei giovanissimi). Il quinto (e non ultimo) capitolo della saga, approdato al cinema lo scorso giugno, si intitola Transformers – L’ultimo cavaliere e vede il ritorno di Mark Wahlberg nei panni di Cade Yeager, già indossati in Transformers 4 – L’era dell’estinzione.

Optimus Prime in TRANSFORMERS: THE LAST KNIGHT, from Paramount Pictures.

Partendo dalla citazione del celebre autore di fantascienza Arthur C. Clarke, “ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”, gli sceneggiatori della pellicola mescolano storia, leggenda e finzione per creare un passato alternativo dove mago Merlino si avvale dell’aiuto di dodici Transformers per permettere a Re Artù di trionfare sui Sassoni.

A secoli di distanza, nel presente, dopo i fatti narrati nel quarto capitolo, tutti gli autobot sono stati dichiarati illegali e i governi mondiali hanno creato la Forza di Reazione Multinazionale ai Transformers (TRF), una task force che ha il solo scopo di eliminare tutti i robot alieni. In questa nuova situazione globale, Cade Yeager, costretto alla clandestinità, si è rifugiato in una vecchia discarica d’auto dove vive con Bumblebee e i suoi compagni autobot. Durante una missione di salvataggio, Cade si imbatte in un vecchio Transformers che in punto di morte gli dona uno strano medaglione. L’oggetto è la chiave per scoprire il legame tra i robot alieni e le antiche leggende su mago Merlino, ma è anche un’investitura che rende Cade l’unico uomo capace di riabilitare il nome dei Transformers… e di salvare il mondo.

Le trame non sono mai state il forte della saga creata a partire dai giocattoli della Hasbro, e questo quinto capitolo non fa eccezione. Il soggetto (semplice e abbastanza banale) è però adatto allo scopo del film: intrattenere gli spettatori con scene d’azione, effetti speciali e battute divertenti. Obiettivo che viene raggiunto ancora una volta.

Transformers – L’ultimo cavaliere non è una pellicola per palati fini né tantomeno per i puristi che vedono solo la sala cinematografica come tempio sacro della settima arte. Ma chi si stupisce? Transformers – L’ultimo cavaliere è un carrozzone rumoroso e super patinato, una versione per bambini di Fast & Furious (altra saga che fa venire gli incubi ai critici) ma è ben conscio della sua natura e della sua dimensione e proprio per questo funziona e continua a incassare.

Per cui è inutile parlare della performance attoriale del cast, o sottolineare gli immancabili buchi della sceneggiatura, mentre è doveroso parlare della perfetta ricostruzione digitale dei robot che appaiono reali quanto gli oggetti scenografici che li circondano e con cui interagiscono. La qualità video è mantenuta anche nella versione Blu-ray (disponibile nel doppio formato, normale e 3D) distribuita a partire dal 25 ottobre da Universal Pictures (che completa l’offerta home video dedicata al franchise diretto da Bay con il DVD, il 4K UltraHD e il cofanetto con tutti i cinque film della saga).

Entrambe le versioni Blu-ray sono arricchite da un secondo disco riservato ai contenuti speciali che offrono un’estesa galleria di documentari ognuno dei quali approfondisce un particolare aspetto della produzione, dalla costruzione di Cibertron, all’allenamento a cui sono stati sottoposti gli attori, passando ovviamente per la realizzazione degli effetti visivi.

Un prodotto molto curato che farà gola ai fan e che vi permetterà di passare piacevoli serate con i vostri bambini… in attesa del sesto film, previsto per l’estate 2019.

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