Tra la notte e il cuore, il romanzo di Julia Kibler, è un’esperienza di immersione lenta e graduale in un mondo complesso, difficile e doloroso che l’autrice vuole farci conoscere. Non travolge all’inizio, ma è strutturato in modo tale da produrre un intenso desiderio di sapere come stanno davvero le cose, consentendo una gran bella esperienza di lettura. I temi non sono facili e le concessioni a ingredienti come l’amore romantico e la passione sono inseriti in un pezzo di storia degli Stati Uniti d’America in modo tale da intridersi di cronaca e di realismo, cosicché se ne gode quasi con dolore e compartecipazione con i protagonisti.

Tra-la-notte-e-il-cuore-Julie-KiblerIsabelle è una bianca novantenne che ha instaurato un rapporto di grande familiarità con la sua parrucchiera nera: da questo parte tutta la storia. Ormai sola al mondo chiede a Dorrie di accompagnarla a compiere un lungo viaggio in macchina fino a una città lontana, dove dovrà presenziare a un funerale. Nella classica struttura del “viaggio” si compie un percorso che consente a fasi alterne di conoscere la storia dell’adolescente Isabelle, nata in una città dove i neri si limitavano a lavorare e da dove venivano cacciati al calare del sole, la storia di Dorrie con il suo carattere, le vicissitudini con il figlio problematico e un possibile nuovo amore, e infine la storia dello strano rapporto di amicizia fra queste due donne, guardato ancora con diffidenza dagli avventori delle tavole calde dove si fermano insieme. Così, non solo ci avviciniamo con preziosa gradualità e discrezione ai caratteri dei due personaggi, ma scopriamo anche la storia dolorosa di un’America che ha fatto lungamente soffrire i suoi figli attraverso un razzismo difficile da estirpare.

L’alternanza che Julia Kibler ha scelto come metodo narrativo ci porta dunque negli stati del Sud nel periodo poco prima della Seconda guerra mondiale e poi di nuovo nel percorso on the road nel quale l’amicizia improbabile fra queste due donne forti viene messa alla prova e cresce. La storia che il romanzo a poco a poco scopre è coinvolgente quanto può esserlo una lenta e fortissima passione che nasce fra un’adolescente bianca e il figlio della sua governante di colore. Isabelle e Robert si avvicinano con la circospezione necessaria e normale in un ambiente in cui basta che un nero anche solo guardi troppo una donna bianca per essere ucciso o ferito gravemente, senza che la legge abbia molto da dire. La segregazione razziale teneva insieme nella stessa casa neri e bianchi dentro ruoli rigidi e prestabiliti in modo che i dominatori e i dominati non provassero mai alcun dubbio sull’ineluttabilità del sistema. È l’adolescente Isabelle a rompere questo equilibrio, quando si rende conto che il giovane Robert è l’unica persona viva in un mondo ingabbiato e rigido. Il padre aiuta Robert a studiare, consentendogli di approdare ai tanto desiderati studi in medicina, ma la madre di Isabelle è donna da seppellire sotto strati di conformismo e apparenza qualsiasi anelito di vita e di amore della figlia, ed è disposta a tutto pur di proteggere il “buon nome” e la posizione sociale della famiglia.

Quando si torna alla contemporaneità, il personaggio di Dorrie, la parrucchiera, è interessante, con l’indole determinata e la corazza che si è costruita per resistere a un destino già scritto di precarietà e solitudine che la madre aveva per lei incarnato. Il figlio adolescente ha messo incinta la sua ragazza e Teague, nuovo interesse amoroso di Dorrie, vorrebbe stringere di più il rapporto, ma lei non sa come affrontare questi urti della sorte, soprattutto perché è ormai partita per un lungo viaggio attraverso gli States con una donna cui è affezionata, ma che ancora non conosce del tutto. Soprattutto non conosce i motivi per cui miss Isabelle – come la chiama – ha scelto proprio lei per accompagnarla.

Il tema del viaggio diventa dunque un’esplorazione: del presente, per ciò che riguarda il rapporto fra le due donne; del passato, poiché l’anziana signora piano piano racconta le vicende della sua vita complicata a Dorrie, seguendo spesso le definizioni delle parole crociate che le donne insieme compongono per snocciolare il cammino; del cuore dell’una e dell’altra, cosicché nell’amicizia preziosa e inusitata che si rafforza Isabelle e Dorrie traggano forza reciprocamente.

La storia del razzismo in America è narrata con sensibilità e precisione storica, l’amore, la passione, i sentimenti forti sono descritti con efficacia, i personaggi sono tratteggiati molto bene, la figura di Robert, intelligente, appassionato, idealista è molto bella. Il dolore e il realismo intridono tutto, ma Isabelle e Dorrie sono entrambe vincitrici in fondo, anche attraverso le loro paure e le loro debolezze. La struttura del romanzo è molto ben congegnata e, nonostante i ritmi lenti propri di una viaggio lungo i chilometri e attraverso la storia, consente di reggere fino alla fine grazie anche al desiderio di capire verso il funerale di chi si stanno recando. L’autrice alla fine è stata in grado di miscelare insieme diversi elementi e creare un arazzo intessuto dal bianco e nero di certi film anni Cinquanta, come Il buio oltre la siepe, e dei colori vivaci degli Usa di oggi con la storia del presente. Alla fine ci si è guadagnata, leggendo, la storia di un’amicizia bellissima, che rimane nel cuore.

Autore: Julie Kibler
Titolo: Tra la notte e il cuore
Titolo originale: Calling Me Home
Traduttore: Alba Mantovani
Editore: Garzanti, 2013
Prezzo: € 17.60
Pagine: 364
Data pubblicazione: 9 maggio 2013

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