Che il termine “Lego” sia sufficiente a richiamare l’attenzione di milioni di appassionati è fuori discussione: i celebri mattoncini a incastro sono considerati un culto su scala mondiale e da decenni contribuiscono a sviluppare la fantasia e la voglia di costruire di bambini di tutte le età. Apprezzo i Lego a livello concettuale, ma ammetto che non sono mai stati il mio giocattolo preferito per palese assenza di abilità manuale. Tuttavia è stato letteralmente impossibile non apprezzare The Lego Movie, film prodotto e distribuito in Italia da Warner Bros. scritto e diretto da Phil Lord e Christopher Miller e co-diretto da Chris McKay.

The Lego Movie

Il film segue il viaggio alla scoperta di sé di Emmet (voce italiana Massimo Triggiani), un operaio che adora seguire le istruzioni e sembra non avere nulla di speciale. Eppure, secondo la profezia pronunciata anni prima da Vitruvius (Pietro Biondi), è proprio Emmet “quello speciale”, colui che trova per primo il “pezzo forte” perduto da tempo – un mattoncino rosso, il Lego più classico. Ad accompagnare Emmet nel suo viaggio sarà Wyldstyle (Barbara De Bortoli), una Maestra Costruttrice che avrebbe voluto essere lei “quella speciale”. I due, insieme a Vitruvius e al fidanzato di lei, un Batman Lego doppiato da Claudio Santamaria, viaggeranno attraverso gli universi braccati dal poliziotto Poliduro (Alberto Angrisano) al servizio del Presidente Business (Pino Insegno).

 The Lego Movie è  sorprendente. Ammettiamolo, quando abbiamo sentito parlare di un film con i mattoncini Lego come protagonisti abbiamo pensato a una furba operazione di marketing. E di marketing ce ne è senz’altro, ma si tratta di un marketing intelligente, che all’appeal del marchio Lego unisce la lungimiranza di scrivere un film in grado di viaggiare sulle sue gambe, divertendo grandi e piccini come da anni fanno i Lego in campo ludico. Non solo la pellicola in poche mosse e con grande abilità delinea un quadro piuttosto chiaro e ironico della nostra società delle apparenze, dalle venature utopistiche e autoritarie; riesce anche in modo piuttosto sottile a far passare il messaggio che ognuno di noi è speciale a prescindere dalle etichette di cui amiamo rivestirci. The Lego Movie è un viaggio dall’ordine all’anarchia, dall’essere un nessuno al diventare qualcuno. Un viaggio in cui gli universi sono così tanti che forse il più sorprendente è proprio quello che meno dovrebbe stupirci. A una sceneggiatura solida e ricca di momenti divertenti che sfondano la quarta parete e strizzano l’occhio allo spettatore si uniscono dei personaggi carismatici e ben caratterizzati, una sapiente messa in scena dei mondi della pop culture e una colonna sonora che non esce più dalla testa (se ancora non l’avete ascoltata, non potete perderla!).

The Lego Movie è al cinema dal 20 febbraio.

 

the author

Laureata in Comunicazione e appassionata di storytelling in tutte le sue forme, Pia è riuscita a produrre ben più di una tesi sull’analisi semiotica di Harry Potter. Ha scritto per varie testate, tradotto qualche libro e lavorato come social media manager. Attualmente è giornalista pubblicista e cura le public relations di maghi in cerca di notorietà.

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