Nel precedente capitolo abbiamo lasciato Ky, Cassia e Indie che si erano appena arruolati fra le fila dell’Insorgenza, nonostante la riluttanza del ragazzo, che lo fa solo per stare con la donna che ama. Nonostante tutto, però, Cassie viene mandata a Central, perché l’Insorgenza vuole sfruttare le sue doti di catalogatrice.

«Sei una catalogatrice. Una brava, peraltro, secondo i dati della Società. Ora che credono che nel campo di lavoro ti sia riabilitata, saranno felici di averti di nuovo, e questo può essere d’aiuto all’Insorgenza». Poi mi ha spiegato a che tipo di catalogazione prestare attenzione e cosa avrei dovuto fare una volta arrivato il momento.

itaKy e Indie, invece, vengono mandati nella provincia di Camas, dove sono addestrati come piloti per portare il vaccino contro la Piaga una volta che l’epidemia si manifesterà. La malattia è sempre stata presente, ma la Società l’ha tenuta sotto controllo. Ora, invece, il virus è stato liberato nell’acqua, provocando una pandemia a cui la Società non sa far fronte, al contrario dell’Insorgenza, che ha continuato a produrre la cura e sta aspettando di poterla utilizzare per sottrarre potere alla Società.

Xander, da sempre membro clandestino dell’Insorgenza, è un funzionario della Società e un fisico, addetto al vaccino dei piccoli. Quando nascono, il giovane somministra loro anche un vaccino che li rende immuni alla pillola rossa, quella che la Società utilizza per far dimenticare le faccende sgradevoli. Sia Ky che Xander ne sono immuni, essendo stati scelti dall’Insorgenza fin dalla nascita. Cassia, invece, scoprirà di non esserlo, sebbene tenti con tutte le sue forze – e con l’aiuto dei ricordi del nonno – di non dimenticare ciò che ha fatto prima che la Società la costringa a ingerirne una. Anche Xander si trova a Camas come Ky, ma quando scoppia l’epidemia della Piaga resta separato dagli altri all’interno del Centro Medico a causa della quarantena.

Il Pilota a capo dell’Insorgenza, dunque, sale al potere ma tranquillizza i cittadini che non devono temere nulla: l’Insorgenza vuole estendere soltanto i diritti di cittadinanza alle aberrazioni e alle anomalie.

Quando il Pilota ci parla, la sua voce è perfetta, come la prima volta che l’abbiamo sentita dai portali e dopo averlo visto è difficile distogliere lo sguardo da quegli occhi blu e dalla convinzione che emanano. «L’Insorgenza», dice, «è per tutti», e capisco cosa intende.

Per il resto, ben poco sembra essere cambiato, visto che l’Insorgenza in un primo momento continuerà a utilizzare i mezzi, le provviste e le routine della Società che ha sostituito. Inoltre il Pilota si troverà subito a dover affrontare una crisi a causa del virus della Piaga, che ha subìto una mutazione che nessuno riesce a curare, né la Società né l’Insorgenza e, di nuovo, nessuno riesce a comprendere cosa sia accaduto e di chi ci si possa fidare.

So che la mia famiglia sta bene. Ho parlato con loro spesso, attraverso il portale. Bram ha preso la Piaga all’inizio ma ora sta bene, proprio come ha promesso l’Insorgenza, e i miei genitori sono stati messi in quarantena e vaccinati. Ma non posso chiedere a Bram come è stato avere la malattia, siamo ancora guardinghi; sorridiamo e non ci lasciamo sfuggire una parola di troppo, come quando la Società era al potere. Non siamo sicuri di chi sia in ascolto ora. Voglio parlare senza che ‘nessuno’ senta.

Nonostante la sua millantata liberalità, dunque, anche l’Insorgenza svilupperà un clima di diffidenza verso chiunque, come accade sempre quando ci si trova davanti a una società pseudo-dittatoriale. Il Pilota è disposto a qualsiasi cosa pur di trovare una cura alla mutazione della Piaga.

13125947In questo clima, Cassia sente l’esigenza di esprimere l’arte che è in lei. Nella Società erano stati salvati solo cento esemplari per ogni settore dell’arte e, grazie al nonno, la ragazza ha scoperto i versi di Tennyson e di Thomas che erano stati banditi. Nell’Intaglio, poi, aveva recuperato nelle grotte dei Contadini, un buon numero di poesie, fra cui quelle di Emily Dickinson. Ora le baratta con gli Archivisti per avere l’opportunità di mettersi in contatto con la sua famiglia, col suo promesso, Xander, e soprattutto con Ky.

Ma quando davanti al Museo una donna le chiede un aiuto per alleviare le sofferenze del figlio, colpito dalla Piaga, Cassia la invita a cantare, non una delle cento canzoni conservate dalla Società – che sarebbero impossibili da intonare per una voce umana –, ma una musica di sua composizione che le scaturirà dal cuore, a cui la giovane dona un testo. Scrivendo brani della poesia che stava componendo nella sua mente per Ky, ricordi botanici di sua madre e assemblando il tutto, Cassia regala alla donna versi carichi di ricordi che stimolano l’immaginazione e donano sollievo. Non c’è posto per quei versi dagli Archivisti, che considerano di valore solo versi antecedenti alla Società e certificati. Neanche se riportasse su carta le poesie che ha imparato a memoria Cassia potrebbe sperare di barattarle. Decide così di allestire una mostra, dove chiunque crei qualcosa grazie all’ingegno possa esporre ciò che sa fare.

Non sono l’unica a scrivere.
Non sono l’unica a creare.
La Società ci ha derubati di così tanto, ma sentiamo ancora rumore di musica, stralci di poesia; vediamo ancora accenni d’arte nel mondo tutt’intorno a noi. Non sono mai riusciti a toglierci quello. L’abbiamo assimilato, quasi senza saperlo a volte, e molti ancora cercano un modo di esprimerlo.
Nuovamente mi rendo conto che non c’è bisogno di barattare la nostra arte, possiamo regalarla, condividerla. Qualcuno può portare una poesia, qualcun altro un disegno.
Anche se non prendessimo nulla, tutti avremmo di più, dopo aver guardato qualcosa di stupendo o ascoltato qualcosa di vero.
La brezza fa ballare le piume verdi dell’uccellino. «È troppo bello», dico, «per tenerlo tutto per me».
«È quello che ho provato io per la tua poesia», dice emozionata. «Volevo mostrarla a tutti».
«E se trovassimo un modo per farlo?», esclamo. «Se riuscissimo a incontrarci e ognuno portasse ciò che ha creato?».
Dove?

Timidamente e lentamente, ecco una sorta di Rinascimento delle arti, il primo vero sprazzo di libertà. Ma non è grazie all’Insorgenza che si manifesta. Il nuovo governo, anzi, prende a guardare Cassia e la sua opera con una certa diffidenza.

I capitoli si alternano incalzanti, raccontati dalle voci di Xander, Cassia e Ky. Lo stile monocorde con cui esprimono le loro esperienze e i loro ricordi è ampiamente giustificato – come già detto nella precedente recensione di Crossed. La fuga – dall’educazione ricevuta da giovani all’interno di una società repressiva e appiattita. La scelta di Fazi di ricorrere a un diverso traduttore rispetto ai due precedenti episodi è discutibile, dal momento che si colgono alcune piccole discrepanze sulla traduzione di termini fondamentali ai fini della trama. Anche la confusione generata dalla parola ‘Pilota’, che assume diverso significato a seconda che sia espresso con la lettera maiuscola o minuscola, si sarebbe forse dovuta evitare, sebbene, in realtà, la Condie vuole arrivare a dimostrare che non esiste un solo ‘Pilota’, ma che ciascuno sceglie il suo seguendo liberamente il percorso che vuole dare alla sua vita.

Si conclude così la trilogia di Matched, una serie tradotta in 25 paesi, per oltre un milione di copie vendute, che nel 2014 potremo gustarci al cinema. Disney Pictures ha stanziato un budget da record per la sua prima pellicola distopica e ha affidato la regia del film a David Slade (The Twilight Saga – Eclipse).

Autore: Ally Condie
Titolo: Reached. L’arrivo
Traduzione di Pamela Ruffo
Casa Editrice: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 448
Prezzo: € 14,90 rilegato € 7,99 e-book
Data pubblicazione: 11 luglio 2013

trilogia
La serie di Matched

– Matched. La scelta (Fazi, maggio 2011)
– Crossed. La fuga (Fazi, novembre 2012)
– Reached. L’arrivo (Fazi, luglio 2013)

3 Readers Commented

Join discussion
  1. Chiara on 13 ottobre 2013

    Non vedo l’ora di leggerlo!

  2. Valentina Bertani on 24 dicembre 2013

    Questa trilogia l’ho praticamente divorata. Fra l’altro Reached non era ancora arrivato in traduzione italiana e così l’ho letto direttamente in inglese. Bellissima trilogia. Però a me piaceva di più la copertina della versione in lingua originale di Reached…

    • Gabriella Parisi Author on 24 dicembre 2013

      Sì, hai ragione, Valentina. Non capisco perché l’abbiano cambiata, dato che le altre due sono uguali, o comunque molto simili alle originali!

HAVE SOMETHING TO SAY?