L’ultima fuggitiva è un romanzo storico con denominazione di origine controllata: l’ultima fatica tradotta in Italia di Tracy Chevalier, l’autrice de La ragazza con l’orecchino di perla. Honor Bright, la protagonista de L’ultima fuggitiva, è decisamente una donna di poche parole. È una quacchera o una della Società degli Amici, come si definiscono gli appartenenti al movimento religioso cristiano nato nel XVII secolo in Inghilterra. Tracy Chevalier, in questo romanzo, dipinge un affresco della società americana di metà Ottocento, anzi in verità è meglio dire che cuce una trapunta variegata e complessa – come fanno le donne nei tempi che l’autrice descrive – con una scelta di colori diversi ma tenui, quasi in contrasto con la natura vasta e imponente che accoglie l’inglese Honor in trasferta negli USA.

l'ultima fuggitivaL’autrice mette in risalto il contrasto tra i colori, i materiali, le luci diverse che caratterizzano l’antico e solido Dorset in Inghilterra e l’Ohio, nel suo valore precario di terra di transito, con i suoi campi di granoturco, le foreste altissime e la capacità di adattamento dei suoi abitanti; a ciò si aggiunge la contrapposizione stridente tra la libertà di rifarsi una vita – di cui Honor è desiderosa fin dall’inizio – e l’orribile tradizione della schiavitù. Tutto è visto attraverso gli occhi di una ventenne inglese, ritratta nella sua ritrosia, nella sua timidezza e nella sincera adesione al suo modo di vivere la religione. I quaccheri, infatti, sono contrari alla schiavitù, che limpidamente considerano contraria al Cristianesimo. Questo è lo sfondo su cui si muove la storia.

Quando Honor arriva a destinazione, in un crocevia di case che prelude al selvaggio West, trova che gli Amici americani sono costretti a scendere a compromessi con questo assunto, a causa delle consuetudini, di ragioni economiche, delle leggi che li obbligano. Honor è arrivata in America per sfuggire a una vita che in Inghilterra si era immaginata tranquilla e lieta e che invece era sfumata: lei, che si concepiva comprimaria rispetto all’allegra sorella che doveva giungere in Ohio a sposarsi, si scopre dolorosamente protagonista, dopo la morte repentina di Grace. Si scopre, infatti, attratta da Jack, giovane e schietto contadino che riesce a conquistarla: il loro rapporto è semplice come l’acqua. Eppure Honor ha conosciuto anche la parte non quacchera della sua nuova terra: la modista Belle, il suo pericoloso fratello, Donovan, la signora Reed, la donna di colore che si serve all’emporio del mancato cognato Adam.

l'ultima fug trapunteHonor, taciturna, connotata soprattutto dall’estrema accuratezza e velocità con cui cuce le sue bellissime trapunte, affronta tutto con discrezione, pazienza, equità d’animo, ma qualcosa proprio non le torna. Sarà Donovan con la sua violenta sfrontatezza da cacciatore di schiavi, eppure con l’evidente rispetto che le porta, sarà la questione della fuga dei neri dai campi del Sud, che passano proprio dall’Ohio per raggiungere la libertà in Canada. Honor deve fronteggiare il contrasto fra quello in cui crede e la nuova famiglia nella quale è chiamata a integrarsi. E qualcosa non va come dovrebbe: la ragazza silenziosa e remissiva si scopre una donna disposta a pagare in prima persona per le sue convinzioni.

Il lettore si trova ad accompagnare Honor nella sua scoperta di questo mondo nuovo e così diverso: colori, animali, piante, usanze (gli americani sputano per terra con grande disinvoltura), cibi, atteggiamenti. La Chevalier si avvale del metodo della narrazione in terza persona, al quale affianca il modello epistolare, attraverso le lettere che Honor spedisce ai suoi e che talvolta riceve dall’Inghilterra, consentendo una divaricazione dei punti di vista e dunque una prospettiva a più dimensioni.

Questo romanzo si legge d’un fiato; le situazioni sono presentate al lettore come con la discrezione e la ferma remissività di Honor: l’America si pone con tutta la sua forza e le sue contraddizioni, la questione ideale della schiavitù è mostrata in tutte le sue sfaccettature; i rapporti fra i bianchi e i neri, meglio fra donne bianche e donne nere, sono offerti con grande sapienza narrativa e umanità. Honor è pervasa di domande, ma ciò che le offre uno strumento di comprensione sarà la trapunta cucita dalla signora Reed: il gusto, la vivacità e la sapienza degli accostamenti di colore le sveleranno la diversità e la somiglianza profonda che possono legare le persone, laddove ciò che c’è di più importante nella vita unisce le anime.

La ferrovia sotterranea, il sistema di protezione e sostegno degli schiavi fuggitivi è la perla storica del romanzo che è scorrevole, ricco, schivo, sapiente ancora di più perché sfugge a una rappresentazione diretta e a colori troppo forti degli eventi. La Chevalier ha una mano leggera a narrare almeno quanto Honor Bright ce l’ha a creare trapunte bellissime e perfette, dove quasi la fatica del comporre, il tempo passato a cercare gli accostamenti giusti, dove ogni pezzo di vita è un frammento di esistenza, quasi non si vede, ma c’è. E si sente.

Autore: Tracy Chevalier
Titolo: L’ ultima fuggitiva
Titolo originale: The Last Runaway
Traduzione di: M. Ortelio
Casa Editrice: Neri Pozza
Collana: I narratori delle tavole
Pagine: 313
Prezzo: € 18,00
Data di uscita: Gennaio 2013

2 Readers Commented

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  1. lella on 2 giugno 2013

    Veramente un bel libro! L’ho letto e m’è piaciuto molto; lo consiglio perché è un racconto elegante, accurato ed equilibrato, con un bel ritratto di donna coraggiosa.

  2. Antonella Albano on 4 giugno 2013

    E’ vero, una storia ben raccontata, che vale la pena di leggere per diversi motivi: uno di questi la storia dell “ferrovia sotterranea”. Continuerò a leggere la Chevalier, ho deciso.

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