La verità sul caso Harry Quebert – Joel Dicker

Incuriosita dai commenti discordanti e dal passaparola corrente tra i lettori forti ho deciso di intraprendere la lettura di questo libro vincitore di premi così rinomati. Dalla trama mi aspettavo un giallo nel senso tradizionale del termine.

Le regole del genere ci sono tutte, ma devo ammettere che in questo senso ne sono rimasta un po’ delusa. Effettivamente l’intreccio, pur essendo calibrato e ben costruito, non mi è parso poi così originale. I personaggi, nonostante le ottime potenzialità, non hanno un grandissimo spessore psicologico. Tuttavia si muovono bene nell’impalcatura imbastita dall’autore che, però, poteva evitare di inserire la madre del protagonista da me trovata insulsa, fastidiosa e poco attinente al contesto in cui viene posta. In più ho rilevato molto spesso l’uso del termine “vomitare” facendomi, spesso e volentieri, venir voglia di offrire un qualche rimedio digestivo a questi interpreti decisamente deboli di stomaco.

Detto questo non posso negare alcuni particolari che mi hanno piacevolmente colpito. In primo luogo ho trovato interessante la disposizione dei capitoli che seguono un ordine decrescente, ciascuno dei quali introdotti da un piccolo preambolo composto dai consigli di scrittura elargiti dal maestro Harry Quebert al protagonista del romanzo, l’ambizioso scrittore Marcus Goldman. Tali consigli, estrapolati dal contesto, possono comporre un piccolo manualetto per aspiranti scrittori e alcuni di essi li ho trovati particolarmente belli. Ad esempio Harry dice: “Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso”.

In questa frase viene spiegato molto bene quello che come lettore mi porta ad amare i libri, belli o brutti che siano, per il semplice fatto che essi contengono nelle loro pagine un pezzo di anima dello scrittore, una sensibilità che, in un qualche modo, trova il coraggio di esprimere e condividere con il resto del mondo, pur sapendo che il mondo potrebbe non apprezzare. Dice ancora Harry: “Scrivere un libro è una battaglia”.

Questo è un dato di fatto, chi scrive combatte contro se stesso, contro i personaggi che crea, contro una realtà che non gli appartiene e contro dei pregiudizi che lo feriscono. Il paragone che viene fatto con la boxe lo trovo quanto mai azzeccato. In secondo luogo mi hanno incuriosito e appassionato gli squarci e le sovrapposizioni temporali che si alternano lungo la narrazione che descrivono, seppur schematicamente, l’America degli anni ‘60/’70 messa a confronto con l’America dello scandalo Lewinsky e della candidatura di Barack Obama alla presidenza; insieme regalano al lettore un quadro generale e ben illustrato dell’ambiente su cui i personaggi si muovono e di cui ne sono il frutto. Nel complesso La verità sul caso Harry Quebert mi è piaciuto molto, l’ho trovato scorrevole e tutto sommato avvincente, ma devo anche ammettere che se dovessi acquistarlo, aspetterei l’edizione economica.

Autore: Joėl Dicker
Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
Titolo originale: La vérité sur l’Affaire Harry Quebert
Traduzione: Vincenzo Vega
Casa editrice: Bompiani
Pagine: 784
Prezzo: €19,50

the author

Laureata in Lettere e Filosofia con magistrale in Scienze del Testo e del Libro presso la Facoltà di Udine. Ex libraria, articolista, scrittrice di brevi racconti per hobby, Rita recensisce seguendo le sue inclinazioni. Curiosa e portata al dialogo intravede nella lettura l'opportunità di una continua crescita intellettuale mentre la scrittura è, a suo parere, un dono attraverso il quale esprimere e condividere idee, emozioni e intuizioni.

5 Readers Commented

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  1. Anonymous on 4 settembre 2013

    Io addirittura preferisco leggerlo a scrocco: l’ha comprato mia mamma e me lo farò prestare, incuriosita assai dalle tante altalenanti recensioni : )
    sandra frollini

  2. Rita Fortunato on 4 settembre 2013

    Effettivamente il prestito é ancora meglio… ma se poi mi piacciono e li devo restituire mi si spezzerebbe il cuore…. mi affeziono troppo ai libri, e ormai questo rilegato é diventato a far parte della mia famiglia cartacea! 🙂

  3. Rita Fortunato on 4 settembre 2013

    Effettivamente il prestito é ancora meglio… ma se poi mi piacciono e li devo restituire mi si spezzerebbe il cuore…. mi affeziono troppo ai libri, e ormai questo rilegato é diventato a far parte della mia famiglia cartacea! 🙂

  4. Nicole on 13 settembre 2013

    Ho preso liro i biblioteca. Il successo mi sembra completamente ingiustificato,tutto è debole e poco interessante -la trama,i personaggi.Forse è la traduzzione, non lo so.

  5. Pingback: Curriculum del Lettore di Sergio Albertini: il percorso di letture di un Digital Tutor – ParoleOmbra 3 Mag, 2017

    […] parlando del libro scritto da Joel Dicker, intitolato La verità sul caso Harry Quebert, un romanzo, in cui i personaggi, compresa la piccola vittima, sono costruiti in modo tale da […]

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