Ogni anno, a inizio Dicembre, ripeto a me stessa di non esagerare con i decori natalizi. Purtroppo il lato bambino che alberga in me solitamente ignora le raccomandazioni e prende il sopravvento. E allora ecco comparire finta neve sulla vetrina, festoni che si calano dagli scaffali, palle appese un po’ ovunque e luminarie stellate a scaldare l’atmosfera. Ora che il Natale è trascorso, però, bisogna procedere alla lunga e laboriosa operazione di smontaggio. Eccomi dunque intenta a riporre amorevolmente nelle scatole le ghirlande, i festoni bianco/argento e le luci che, per quanto io cerchi di arrotolare con cura, il prossimo anno si trsformeranno nuovamente in una matassa informe e contorta.

Una cliente alquanto ansiosa entra all’improvviso, sbattendo la porta, mentre mi trovo in equilibrio precario sulla scaletta in legno, con in mano due delicate sfere bianche, scelte appositamente per conferire un modaiolo look total white alla mia vetrina. “Murphy ha sovente ragione”, penso. Scendo con inconsueta agilità i tre gradini, poso le due palle sulla cassa e scorgo la simpatica signora intenta a frugare freneticamente tra gli scaffali. Mi offro, come di consueto, di aiutarla nella scelta e lei mi risponde: “Vorrei un libro femminile che parli di una coppia in crisi, che sia una storia d’amore ma che finisca male e soprattutto che sia poco spesso, un po’ come questo” e mi mostra il saggio di Seneca sulla Brevità della vita. Memorizzata la richiesta parto come un lagotto alla ricerca del suo tartufo. L’impresa mi appare ardua. Frugo tra i ripiani della narrativa, passando in rassegna i dorsetti colorati come un generale dinanzi alla sua truppa e cerco di riportare alla mente le trame. Dopo una serie di sfortunate proposte e il rifiuto categorico di Nessuno si salva da solo della Mazzantini, perché ci tiene a precisare: “La scrittrice mi è antipatica”, la cliente scopre che è ora di pranzo e deve scappare. Risalgo dunque sulla mia scaletta, dopo aver dato un bel giro di chiave alla porta, per scongiurare il rischio di cadute. Munita di spugnetta, inizio a togliere la neve finta. Vorrei fotografare questo momento e ricordare quanto sia faticoso levare questa polverina bianca e appiccicosa dai vetri, così l’anno prossimo ci penserò due volte prima di farmi venire strane idee decorative!

cartolina libreriaNella banalità del gesto manuale, mi sento cogliere da un vago senso di malinconia. Quella lieve tristezza che investe ognuno di noi quando qualcosa finisce. Il Natale anche quest’anno è passato e inizia un nuovo anno che tutti ci auguriamo sia come sempre migliore del precedente. Voglio dedicare questo nuovo inizio a tutti i miei amati clienti che hanno reso unica quest’atmosfera natalizia e senza i quali la mia libreria non potrebbe esistere. Ho pensato di omaggiarli con la citazione di una famosa canzone del mio compianto concittadino Enzo Jannacci. Quelli che.

Quelli che… togliere il prezzo è fondamentale, coprirlo non basta. Devi cancellarlo con pennarello indelebile o possibilmente tagliare la sovracoperta.
Quelli che… Bruno Vespa a Natale è un must. Come i tortellini in brodo di mamma, non manca mai.
Quelli che… “Il regalo me lo faccio da solo però voglio il pacchetto sotto l’albero, e lo voglio blu e non rosso e se può mi metta anche una coccardina.”
Quelli che… “L’anno scorso ho regalato libri però non voglio essere ripetitiva. Mi trova qualcosa che non sia un libro?”. I non-book a volte servono!
Quelli che… “Il volume fotografico è sempre un bel regalo”. Mi domando spesso quale sia la destinazione finale: in bella mostra in libreria o ennesimo pacchetto riciclato?
Quelli che… “Mio figlio è un genio. A tre anni usa il cellulare, il tablet…” e dopo lunga trattativa alla fine cedono dinanzi a un albo con stickers della Disney.
Quelli che… lo spessore e la copertina sono fondamentali.
Quelli che… l’ultima recensione su L’Espresso è legge.
Quelli che… “Devo fare tre regali a tre persone diverse però devono essere simili nel prezzo e nel formato altrimenti faccio brutta figura”.
Quelli che… “Vende candele?” No. “Vende la carta per fare pacchetti?” No. “Vende le statuine del presepe?” No. E poi se ne vanno stupiti.
Quelli che… “Devo fare un regalo a un uomo che non legge, ma gli piace il calcio…” Quest’anno per i romanisti Totteide è stata la soluzione.
Quelli che… “Devo fare un regalo a mio marito, lei lo conosce. Faccia lei.”
Quelli che… “Non so cosa scrivere a mia moglie. Me la scrive lei una dedica scritta bene?

E infine…
Quelli che il regalo lo fanno davvero all’ultimo minuto e ti ritrovi ancora in libreria alle ore 20 del 24 Dicembre.
Grazie a tutti.

the author

Nata e cresciuta nella "Milano da bere", ha sempre avuto uno spirito curioso e indagatore. Distruggere Barbie era la sua passione. Da piccola frugava nella libreria di papà, da adolescente ha iniziato a cibarsi nelle biblioteche. Nostalgica della musica anni Ottanta e dei milk shake di Burghy, ama canticchiare a bordo della sua minuscola Titti, un'adorabile utilitaria rosso Ferrari. Dopo una laurea in Scienze della Comunicazione conseguita ai piedi della Mole, si è trasferita nella più calorosa e calorica Roma, dove ha lavorato alcuni anni nel settore della pubblicità. Stregata dai profumi delle rosticcerie e dal fascino antico delle passeggiate romane ci ha vissuto per otto anni prima di scoprire gli incantevoli borghi della Tuscia e iniziare sei anni fa la sua avventura di libraia.

4 Readers Commented

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  1. Sebastian on 18 gennaio 2014

    O, cara Stefania, che bel sito e come scrivi bene! Le tue avventure nella tua libreria sono fantastiche e ti vedo molto bene nel tuo lavoro, che veramente ti piace e ti rende felice. Questo dovrebbe essere lo scopo di tutte le nostre attivitá, sia come professione che da pensionati.

    Ti faccio i migliori auguri per il futuro e ti seguiró tramite le tue newsletter.
    Ciao da Silandro
    Sebastian, Martha e Florian

    • Stefania Cima on 18 gennaio 2014

      Grazie di cuore e continuate a seguire le avventure della vostra libraia!

  2. Laura Tentolini on 19 gennaio 2014

    Le tue vicende in libreria sono davvero spassose, colte con occhio attento e grande ironia, il mestiere del libraio non dev’essere semplice.
    Dopo le corse agli acquisti natalizi è difficile pensare di comprare ancora, almeno non subito, come ti prepari ad avviare il nuovo anno?

    • Stefania Cima on 20 gennaio 2014

      Il mese di Gennaio vede sempre un inevitabile calo delle vendite. Io di solito in questo periodo applico un po’ di sconto sui titoli che ho gia’ in negozio per ‘fare spazio’ alle nuove uscite. Gli editori iniziano a proporre novita’ interessanti anche dalla meta’ di Gennaio; dedico dunque molto tempo alla lettura per essere pronta a proporre i nuovi titoli alla mia clientela. Speriamo inoltre che il provvedimento sulle detrazioni fiscali dei libri possa essere un valido incentivo all’acquisto di libri per il prossimo anno.

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