Uomini esemplari. Grandi anime cui ispirarsi. Proviamo a pensarci. Chi ci verrà in mente?

Erika De Pieri ci narra di un eroe friulano. Nel 1868 al sedicenne Pietro Savorgnan, studente all’Accademia navale, venne in mente un tenente di vascello Aynes sul delta del fiume Ogoué nell’Africa occidentale; l’esperienza di questo tenente lo ispirò al punto che trascrisse il resoconto dell’esplorazione sul proprio quadernetto scolastico, aggiungendo un’epigrafe di suo pugno: “Bell’esempio di volontà realizzata”.

CoverUgualmente il piccolo Mathieu, dieci anni dopo, vedrà lo stesso Pietro Savorgnan, esploratore famoso, come modello ispiratore. Questo il leitmotiv presente in Pietro Savorgnan di Brazzà – Esploratore di pace di Erika De Pieri: l’ispirazione generata dalla grande impresa, le egregie cose che il forte animo accendonoNon si trattava, però, solo dello spirito di avventura in una terra straniera (del resto, i viaggi d’esplorazione hanno esercitato un particolare potere di fascinazione in Europa già dal quindicesimo secolo), si trattava anche e soprattutto di un esempio morale, di una battaglia per i diritti dell’uomo, quelli inalienabili e indipendenti dal colore della pelle.

L’avventura del friulano naturalizzato francese Pietro Savorgnan si inserisce infatti nel contesto della colonizzazione del Congo e Gabon: i metodi del giovane esploratore divergevano totalmente da quelli adottati dai suoi contemporanei, quali Sir Henry Morton Stanley, che agiva per gli interessi del Belgio. Savorgnan non usava schiavizzare gli indigeni, preferendo la diplomazia alla violenza e il dialogo alla brutalità dei colonizzatori bianchi. Il patto che riesce a stringere con il re Makoko dei Batéké rende possibile un protettorato in Congo che garantirà, seppur a una minoranza della popolazione, il rispetto dei più elementari diritti umani. Ma la sua azione encomiabile genera presto dissenso e ostilità da parte di alcuni politici, i quali cercheranno a più riprese di screditarlo. La vicenda umana di questo eroe autentico e di chi lottò al suo fianco viene narrata nel volume attraverso diversi flashback.

paginaSavorgnanL’opera di Erika De Pieri si avvale, oltre al graphic novel di 134 pp., anche di una cronologia del personaggio principale di una decina di pagine, cronologia utile per la comprensione di alcuni passaggi del fumetto, un po’ troppo veloci. L’aspetto grafico è gradevole e il dinamismo dei personaggi ricorda quello di un cartone animato, tanto che a tratti ci si aspetta di vederli muovere. Risulta ben gestita la coralità del cast, oculata la scelta delle sequenze narrative. Sarebbe infine imperdonabile omettere di segnalare la strepitosa copertina, ispirata alla grafica di fine Ottocento, che riporta nel margine inferiore gli strilli di un giornale francese del 1890. E il sapore si fa irrimediabilmente vintagePietro Savorgnan di Brazzà è un’opera nel complesso gradevole e illuminante, che ci ricorda come tanta, troppa storia del nostro Paese sia ancora da (ri)scoprire.

Titolo: Pietro Savorgnan di Brazzà – Esploratore di pace
Autrice: Erika De Pieri
Pagine: 144, colore
Casa editrice: Lavieri
Data di pubblicazione: 2013
Euro: 14,50
ISBN 978-88-96971-23-9

the author

Nata a Cosenza, vive tra Roma e Bologna. Collabora dagli anni Novanta a fanzine e prozine sui fumetti, sceneggia l’albo "Korea 2145", disegnato da Enzo Troiano, vincendo nel 2005 il premio Carlo Boscarato, categoria miglior esordio. Scrive di Tezuka Osamu per www.osamushi.it e cogestisce il sito Shoujo Manga Outline (www.shoujo-manga.net). Insegna nei licei e collabora come sceneggiatrice per Kleiner Flug. Diversi suoi racconti sono raccolti in antologie (Delos Books, Alcheringa, Plesio). Ciò che fa e non le basta mai: viaggiare, scrivere, stupirsi.

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